Prove di normalità in Venezuela

Il Partito socialista alle primarie in vista delle politiche di novembre. E stavolta le opposizioni dovrebbero partecipare

Il primo vicepresidente del Partito socialista unito del Venezuela (Psuv), Diosdado Cabello, ha sottolineato nelle prime ore di lunedì mattina l’alta partecipazione alle primarie del partito p, che hanno avuto luogo domenica 8 agosto nel paese sudamericano. I candidati dovranno poi partecipare alle elezioni di novembre, alle quali è prevista la partecipazione delle opposizioni, che per protesta non avevano partecipato alle consultazioni pre-pandemia

Il leader del PSUV ha stimato che più di 3,5 milioni di persone abbinno partecipato alle primarie. Cabello ha sottolineato che nella tarda serata di domenica 8 agosto  c’erano ancora persone che aspettavano il loro turno per votare, “dimostrando il grande sostegno popolare al governo e alla rivoluzione bolivariana”.Prima di fornire i primi risultati, Diosdado Cabello ha commentato che l’aspetto strategico delle elezioni primarie è la conservazione della Rivoluzione Bolivariana e ha chiarito che annuncerà i candidati eletti solo quando il conteggio dei voti mostrerà una tendenza irreversibile.

Per il momento, ha riferito che con il 100% dei voti contati, la candidata a concorrere a sindaco di Caracas è Carmen Meléndez con il 52,69% dei voti.Con il 76,19 per cento dei voti contati, nello stato di Anzoátegui Luis Marcano è stato eletto con il 69,07 per cento dei voti, a Barinas il candidato vincente è stato Argenis Chávez con il 56,43 per cento dei voti.A Carabobo il candidato del PSUV eletto è stato Rafael Lacava con il 75,48% dei voti, a Delta Amacuro Lizeta Hernández ha vinto con l’80,28% dei voti, nello stato di Táchira Freddy Bernal è stato eletto con il 66,4% dei voti.

Secondo la rivista colombiana Semana, “Dopo le elezioni primarie del Venezuela, il chavismo affronta una lotta tra Nicolás Maduro e Diosdado Cabello”, sostenendo che vi sia una divisione interna al regime bolivariano.  Un commento che potrebbe dare un senso alle parole del presidente Maduro, che ha ricordato che dopo le elezioni primarie “è il momento dell’unione di tutti i pre-candidati che si sono presentati  nelle liste del Psuv”. Henrique Capriles, uno dei  principali leader dell’opposizione, ha annunciato l’importanza del voto di novembre su Twitter. “Non basta scrivere un tweet, bisogna votare“.A questo ha aggiunto che “dobbiamo fare uso di un diritto sacro che è nella Costituzione. Dobbiamo usare quest’arma di una democrazia che vogliamo recuperare”. 

La decisione di non sabotare la prossima consulta da parte delle opposizioni pare fondarsi sulla convinzione che il regime del Psuv sia in cerca di una legittimazione democratica internazionale, dalla quale possa scaturire la fine delle sanzioni che, insieme alla pandemia, e agli scandali per violenze e corruzione, hanno messo in ginocchio il Paese. I commenti di Capriles, nella prima conferenza stampa dopo due anni di silenzio, si sono concentrati sulla necessità di costruire candidature unitarie in modo che i “venezuelani abbiano opzioni forti”. Ciò nonostante, l’opposizione non ha ancora ufficializzato la sua partecipazione all’appuntamento di novembre, il che mostra che anche l’opposizione soffre di divisioni interne, e che questo potrebbe dare al Partito Socialista mano libera nella prossima corsa elettorale.

Henrique Capriles iha iniziato la sua carriera politica all’età di 26 anni, quando nel 1998 è diventato il più giovane membro mai eletto al parlamento venezuelano nelle fila del Partito democratico cristiano (Copei). È stato vicepresidente del Congresso e presidente della Camera dei deputati fino al loro scioglimento da parte dell’Assemblea costituente nell’agosto 1999.

Nel 2000 ha co-fondato il partito politico Primero justicia, insieme ai politici Julio Borges e Leopoldo Lopez, ed  è stato eletto sindaco del comune di Baruta nelle elezioni regionali del 2000, e  governatore dello stato di Miranda nel 2008. Capriles è stato poi candidato dell’opposizione alle elezioni presidenziali del 2012 e del 2013, affrontando rispettivamente l’allora presidente Hugo Chávez e il vicepresidente Nicolás Maduro.nelle elezioni del 2013,  perdendo di stretta misura. un risultato che ha scatenato polemiche e dibattiti, con le proteste  dell’opposizione su presunti brogli elettorali.

(Red/Ma.Sa)

 

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