Russia, processo alla “madre di tutte le Ong”

La Procura Generale contro Memorial: l’accusa:è di aver violato ripetutamente la controversa legge sugli “agenti stranieri”

L’udienza è fissata per il 25 novembre alle 11 ora di Mosca. Tra meno di dieci giorni Memorial, quella che è stata definita “la madre di tutte le Ong russe”, la più antica e autorevole, potrebbe essere sciolta. O meglio “liquidata”, come ha chiesto l’11 novembre la Procura Generale russa alla Corte Suprema. L’accusa: aver violato ripetutamente la celeberrima legge russa sugli “agenti stranieri”. Dal 2012 la normativa costringe tutte le organizzazioni non governative e i media che ricevono finanziamenti dall’estero di iscriversi in un apposito registro ufficiale, ed etichettare tutte le proprie pubblicazioni, compresi i post sui social media, con la infame “markirovka” di agente straniero – con sanzioni penali per chi trasgredisce. Nel caso di Memorial, anche ogni volta che presentavano un libro o un incontro. Una legge che ha portato negli ultimi anni diverse Ong, media e gruppi della società civile a chiudere.

“Accuse false. Abbiamo sempre seguito le leggi ma queste sono diventate sempre più stringenti”, anno dopo anno, ha replicato la Ong in un comunicato sul proprio sito web. A quel registro Memorial è iscritta dal 2015, ma ha sempre criticato la legge come strumento di repressione delle organizzazioni indipendenti, chiedendo di abrogarla. “Crediamo che non ci sia nessuna base legale per la liquidazione di Memorial International. Si tratta di una decisione politica per eliminare un’organizzazione dedita alla storia delle repressioni politiche e alla difesa dei diritti umani”. Non ci arrendiamo – promettono – il 25 tenteremo di controbattere. Ma la strada è tutta in salita.

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