Siria, i numeri della catastrofe nel Rapporto dell’Unrwa

Numeri e dati per monitare l’impatto disastroso della guerra sulla societa’ e sull’economia della Siria. L’UNRWA, l’Agenzia delle Nazioni Unite che si occupa dei rifugiati palestinesi ha commissionato cinque aggiornamenti trimestrali al Syrian Centre for Policy Reaserach (SCPR).
Di seguito, in sintesi, il primo dei Rapporti pubblicato dall’Agenzia dell’Onu.
L’analisi dell’impatto sociale evidenzia una situazione in rapido deterioramento:
Il conflitto armato ha comportato una sistematica dislocazione delle comunità e un terzo della popolazione (31%) è stato costretto alla fuga dai luoghi di residenza abituale: 1,3 milioni di persone (6%) hanno trovato rifugio nei paesi confinanti; 1,33 milioni (6,2%) hanno temporaneamente abbandonato il paese; 3,92 milioni (18,3%) sono sfollate internamente.
L’indice di sviluppo umano ha fatto un salto indietro di 35 anni.
Più della metà della popolazione di 21,4 milioni di persone vive sotto la soglia di povertà; di queste 3,6 milioni sono considerate estremamente povere.
Dall’inizio del conflitto sono stati persi 2,3 milioni di posti di lavoro e il tasso di disoccupazione è salito al 48,8%, l’indice dei prezzi al consumo è aumentato dell’84,4% e il pound siriano è stato deprezzato verso il dollaro americano del 300%.
Il sistema educativo è in crisi: oltre 3.000 scuole sono state danneggiate o distrutte, mentre altre 1.992 fungono da ricovero per la popolazione sfollata. Il tasso di frequenza scolastica è crollato al 46,2%, e migliaia di insegnanti ingrossano le fila degli sfollati.
Il sistema sanitario è stato devastato: 32 ospedali governativi e il 31% dei centri di salute non sono più in funzione, l’industria farmaceutica nazionale è collassata mentre le sanzioni internazionali bloccano l’importazione di farmaci salvavita, equipaggiamenti e pezzi di ricambio. Anche il personale sanitario scarseggia, a fronte di più di 80.000 morti e almeno 240.000 persone che sono rimaste ferite o mutilate a causa del conflitto.

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