Terrorismo e propaganda in Mozambico

La diffusione di Is-M sotto la lente del rapporto di ExTracm: tattiche e obiettivi dei miliziani e come agiscono i sostenitori on line

Preoccupa la diffusione e il radicamento del terrorismo in Mozambico. ExTracm, il sistema di analisi dei conflitti che combina attacchi in tempo reale e dati di comunicazione con l’intelligenza artificiale, ha pubblicato nel settembre 2021 un rapporto che fornisce una panoramica dettagliata dell’influenza e delle attività dello Stato Islamico in Mozambico, le sue origini, gli obiettivi e la probabile traiettoria futura nel paese.

Nel marzo 2021 i militanti associati all’affiliato dello Stato Islamico in Mozambico – che è noto localmente come al-Shabab (da non confondere con l’affiliato di al-Qa’ida con sede in Somalia), ma in modo ufficiale dal sedicente Stato Islamico come la sezione del gruppo di Wilayat Wasat Ifriqiyya hanno lanciato un assalto alla città costiera di Palma nella provincia settentrionale di Cabo Delgado, assumendone temporaneamente il controllo. Dopo poche settimane per Is-M è arrivata la designazione formale nelle organizzazioni terroristiche riconosciute come minacce dal governo degli Stati Uniti. Dopo quel colpo, inoltre, nonostante il ritiro dei miliziani sia da Palma che dalla città di Mocímboa da Praia, la propaganda del gruppo terroristico è notevolmente aumentata sul territorio.

Secondo il rapporto di ExTracm, anche prima della sua formale l’integrazione con lo Stato Islamico, la leadership e la base del movimento comprendeva sia cittadini locali che stranieri e aveva stabilito legami con reti religiose e militanti che arrivavano fino a Arabia Saudita, Libia, Algeria e Sudan. Poco dopo essere stato formalmente consacrato come wilaya dello Stato Islamico nel 2019, le operazioni della cellula di Stato Islamico in Mozambico sono diventate strategicamente più ambiziose e le sue operazioni si sono fatte tatticamente più abili. Nonostante il gruppo sia una filiale distaccata del gruppo Stato Islamico ‘ufficiale’, secondo gli analisti è improbabile che Is abbia avuto un diretto operativo nelle operazioni di Cabo Delgado e di Palma. I dubbi degli analisti, in ogni caso, non incidono sulla percezione, visto che il tempismo si è rivelato il foraggio ideale per i propagandisti gruppo.

Il rapporto analizza infatti come i sostenitori (i munasirin) del gruppo terroristico agiscono on line. I “munasirin” si concentrano su due filoni: i successi militari e la potenza tattica dell’Ism e il motivo della lotta, ovvero la nuova crociata. L’idea è infatti che il gruppo stia combattendo una crociata contro gli eserciti a maggioranza cristiana, con l’obiettivo di porre fine al persecuzione dei musulmani nella regione. Questa linea di ragionamento gioca sulle tensioni etnoreligiose preesistenti e profondamente radicate in Mozambico e nei paesi vicini. L’obiettivo principale dell’ira dei munasirin negli ultimi mesi è il Ruanda e le sue forze di sicurezza, che hanno compiuto alcune operazioni anti-IS-M. I sostenitori hanno infatti lanciato la campagna “Crimes of Rwanda” attraverso le loro reti su Telegram e Rockete varie chat, producendo decine di video e poster di “crimini contro l’Islam”.

L’analisi indica anche la traiettoria operativa di Is-M dal 2019, che può essere suddivisa in tre periodi. La prima fase (maggio 2019 – ottobre 2020) è stato un periodo caratterizzato da una costante intensificazione ed espansione territoriale, culminata con l’acquisizione della città di Mocímboa da Praia a fine estate 2020. In questa fase si sono verificati prima attacchi su piccola scala, poi campagne strategicamente più ambiziose.

Il periodo tra novembre 2020 e maggio Il 2021, è stato invece caratterizzato da un silenzio quasi totale da parte dello Stato Islamico Centrale, ma da un’ondata di violenza focalizzata sul consolidamento, culminato con  l’attentato a Palma nel mese di marzo. Le insurrezioni iniziano in questa fase a passare dalle zone rurali a quelle urbane e, secondo il rapporto, privilegiano “la sopravvivenza del gruppo rispetto a guadagni rapidi e insostenibili”.

Il terzo periodo strategico per IS-M, che ha attraversato le cinque settimane tra 23 giugno 2021 e il 29 luglio 2021, ha visto le operazioni comunicative del gruppo in grande spolvero. Secondo il rapporto “questa impennata della produzione ufficiale, seguita da una ripresa degli Is-M sembra essere stato legato alla sua tentata difesa di Mocímboa da Praia, crollata all’inizio di agosto 2021”. L’aumento è stato quasi certamente dovuto a un decisione interna dello Stato Islamico di pubblicizzare maggiormente le attività di Is-M. Questa decisione, secondo il rapporto,  è stata accelerata dall’internazionalizzazione della crisi con il dispiegamento dei Soldati della Comunità Africana per lo Sviluppo (Sadc) a Cabo Delgado e l’inserimento dell’Africa occidentale e centrale tra le priorità alla Global Coalition al vertice di giugno a Roma.

di Red/Al.Pi.

*In copertina foto di africarivista.it

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