Treni di guerra da Livorno, il piano di Camp Darby

di Alice Pistolesi

Treni di guerra, colmi di armi e munizioni transiteranno in territori densamente abitati per collegare la base militare statunitense di Camp Darby al Porto di Livorno.

Questo il piano, richiesto dal Pentagono con il beneplacito del ministero della Difesa e redatto dalla Comipar, commissione mista costruzioni italo statunitense un anno fa.

Avvolta nel mistero e nel silenzio perché considerata ‘Opera strategica per la salute dell’uomo e per la sicurezza nazionale’ la proposta è stata approvata il 26 aprile 2017 dall’Ente Parco regionale Migliarino San Rossore Massaciuccoli.

Il piano, che cambierà il paesaggio tra Pisa e Livorno, prevede circa 2,5 chilometri di strada ferrata, due terminal e un ponte girevole per trasferire sulla strada ferrata il trasporto di munizioni. Si tratta di un investimento da 45 milioni di dollari.

A dicembre, secondo quanto previsto dal piano approvato, partiranno i lavori.

La linea ferroviaria accoglierà armi e le munizioni made in Usa che arriveranno via mare. Previsti da sei convogli l’anno fino ad un massimo di due al giorno in casi eccezionali.

Ad accoglierli un terminal coperto alto diciotto metri, preceduto da uno di dimensioni minori che svolgerà la funzione di controllo e vigilanza.

Per realizzare l’opera è previsto l’abbattimento di 937 alberi su 7 ettari di parco. Il canale dei Navicelli che scorre nell’area sarà deviato e sormontato da un ponte mobile che permetterà il transito dei treni e la navigazione delle navi.

Come contropartita gli americani hanno promesso di trasformare 14 ettari di suolo della base in habitat naturale.

La base di Camp Darby è nata nel 1951 tramite un accordo tra Roma e Washington e si estende per mille ettari di territorio, molti dei quali all’interno delle nelle aree protette del Parco di Migliarino-San Rossore-Massaciuccoli.

Nell’ombra e avvolti dal segreto militare nessuno sa che tipo di armi si nascondano in quel tratto composto da bunker, strutture civili, militari e depositi di armi e munizioni dell’Ammunition Storage Area. Tra due anni, con il nuovo progetto non saranno più i camion a trasportare armi ma vagoni su rotaia.

Quella di Camp Darby è una storia tormentata. Nel 2015 il Pentagono annunciò un taglio di 500 milioni di dollari l’anno alle spese militari, la chiusura di 15 basi in Europa e una riorganizzazione per Camp Darby iniziata nel 2016 con un taglio ai dipendenti civili italiani.

Per la base di prefigura invece oggi un ruolo meno logistico e sempre più ‘bellico’, che con il nuovo progetto potrebbe tornare a essere uno dei più grandi arsenali Usa all’estero. Da Camp Darby, per fare un esempio, sono partite anche le armi per la seconda guerra del Golfo del 2003.

E ieri, nel giorno della Festa della Repubblica, movimenti, partiti, associazioni e singoli si sono dati appuntamento per un presidio davanti la base promettendo una opposizione aperta. E’ infatti iniziata la campagna territoriale di resistenza alla guerra area Pisa-Livorno, aperta a culture e sensibilità diverse per organizzare un fronte ampio e condiviso di resistenza pacifica al nuovo progetto.

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