Trump Gun: la politica estera di Donald

di Ilario Pedrini

Quale sarà la politica estera di Donald Trump, nuovo presidente degli Stati Uniti? Quali saranno le mosse che, inevitabilmente, avranno ripercussioni anche nella Vecchia Europa? Dopo le strette di mano e gli endorsement pro Hillary (più o meno velati) dei capi di Stato europei si assiste ad una serie di conversioni e retromarcia, perché si deve fare i cnti con l’uomo scelto dagli elettori americani.

Relazioni particolari con Putin. «Credo che avrei una buona relazione con Putin (…) Lui si è comportato da leader, molto di più di quanto non lo sia stato il nostro presidente», ha affermato in uno dei confronti televisivi il miliardario neo-presidente, il quale ha espresso la volontà di ristabilire con Mosca rapporti che, negli ultimi anni, si sono fortemente deteriorati. È quanto ricorda il sito AD (Analisi Difesa), che dedica ampio spazio allo scenario post Trump.

Nato con i giorni contati. Trump non apprezza particolarmente il Patto atlantico. «Ancor prima di ottenere la candidatura, quello che poi sarebbe diventato presidente ha chiarito che, in caso di attacco russo agli Stati Baltici, che sono in prima linea rispetto alla Russia, gli Stati Uniti dovrebbero decidere se intervenire o meno solo se questi Paesi “avranno rispettato gli obblighi con noi”». Cambia quindi radicalmente la linea adottata finora dai suoi predecessori. «Spendiamo una fortuna per i militari per perdere 800 miliardi di dollari» in perdite commerciali globali. «Non mi pare una cosa molto intelligente». La Nato senza gli Usa non è la Nato. «I fondi provenienti dagli Usa rappresentano il 75 per cento circa del bilancio Nato». Ma non tutti guardano con paura a questo nuovo orizzonte. Il «giornalista ribelle» Massimo Fini ad esempio vede come una benedizione la nuova posizione del nuovo presidente: «Nel tempo, la Nato ha cambiato radicalmente la sua natura. Era nata, ex articolo 5 del Patto, come strumento difensivo: gli Stati membri si impegnavano a venire in soccorso di un altro membro dell’Alleanza qualora fosse stato aggredito o minacciato. E’ da più di un quarto di secolo che si è trasformata in uno strumento offensivo. Nel 1999 fu attaccata la Serbia di Milosevic che non costituiva alcuna minaccia per un qualsiasi membro della Nato. La Nato intervenne per risolvere, del tutto arbitrariamente, una questione interna di quello Stato. Lo stesso discorso si può fare sostanzialmente per l’Iraq di Saddam Hussein che non minacciava alcuno Stato membro della Nato, tantomeno la Turchia con cui aveva invece fatto un patto leonino in funzione anti curda. Idem per la Libia dell’ultimo Gheddafi che aveva da tempo rinunciato ai suoi terrorismi giovanili. L’unico intervento ex articolo 5, cioè difensivo, è stato quello contro l’Afghanistan perché, dopo l’attacco alle Torri Gemelle, si pensava, peraltro sbagliando bersaglio, che i Talebani ne fossero alle spalle. Ma dopo quattordici anni di guerra anche questo motivo è caduto e la permanenza della Nato in Afghanistan non ha più alcun senso perché quel Paese dell’Asia Centrale non è un pericolo per nessuno, tantomeno per gli Stati europei (noi italiani vi manteniamo soldati e mezzi e ci siamo impegnati con gli Stati Uniti a rimanervi ancora per anni con costi economici non indifferenti). La dissoluzione della Nato, se Trump parla con lingua dritta, sarebbe per l’Europa l’occasione per riacquistare, almeno parzialmente, un’indipendenza perduta all’indomani della Seconda guerra mondiale».

Naufragio del Ttip. Anche in ambiente di sinistra viene salutata come positiva la presa di distanza di Trump dall’Accordo di partenariato per il commercio e gli investimenti transatlantici (Ttip): «Probabilmente finirà nel dimenticatoio».

Caso Corea del Sud. Il Paese ha immediatamente convocato il Consiglio di sicurezza nazionale: «Trump ha esplicitamente evocato l’ipotesi di un disimpegno militare in una delle aree più calde del mondo, dove la minaccia nucleare nordcoreana è immanente. Trump, sostanzialmente, ha detto a Tokyo e Seoul che, se vogliono l’aiuto, dovranno contribuire e ha anche aperto la strada alla possibilità che si dotino di una loro capacità di deterrenza nucleare».

 

 

 

Le linee guida della politica estera di Trump

http://www.massimofini.it/articoli/trump-liberaci-dalla-nato

foto tratta da http://all-len-all.com/

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