L’istruzione negata a profughi e sfollati

Secondo i dati raccolti in 40 paesi da Unhcr, il tasso lordo di iscrizione dei rifugiati a livello secondario nel 2019-2020 arriva solo al 34%

L’istruzione secondaria per molti bambini e giovani rifugiati resta un sogno. Il rapporto sull’istruzione 2021 di Unhcr dal titolo “Staying the Course: The Challenges Facing Refugee Education” mette in evidenza le storie di giovani rifugiati in tutto il mondo mentre cercano di continuare a imparare in un’era di sconvolgimenti senza precedenti causati dalla pandemia da Covid-19. Secondo i dati raccolti in 40 paesi, il tasso lordo di iscrizione dei rifugiati a livello secondario nel 2019-2020 arriva solo al 34%. In quasi tutti i paesi, il tasso di istruzione per la popolazione rifugiata è inferiore a quello dei bambini della comunità ospitante. Le statistiche rivelano anche che per le ragazze è più difficile accedere all’istruzione rispetto ai coetanei maschi.

I dati mostrano anche che da marzo 2019 a marzo 2020, i tassi di iscrizione lordi per i rifugiati a livello primario si sono attestati al 68%. L’iscrizione all’istruzione superiore è aumentata del 5%, consolidando così un aumento di 2 punti percentuali l’anno. Aumento che è comunque lontano dall’obiettivo fissato dall’Unhcr di aumentare del 15% i rifugiati iscritti all’istruzione superiore entro il 2030. L’analisi dei dati di Unhcr rivela forti differenze nell’iscrizione scolastica in tutto il mondo, con criticità più evidenti nell’Africa sub-sahariana rispetto all’Asia e alle Americhe. L’aumento costante dei rifugiati (26,4milioni nel 2020, secondo l’ultimo rapporto annuale Global Trends dell’Unhcr) significa inoltre che quasi la metà di tutti i bambini rifugiati (il 48%) rimarrà fuori della scuola. A questo si aggiunge poi la questione pandemia. L’Unesco stima che più di 1,5miliardi di studenti siano stati colpiti dalla chiusura della loro scuola o università dall’inizio della pandemia, ma i dati che catturano un quadro completo dell’impatto della pandemia di Covid-19 non sono stati ancora raccolti e analizzati.

I dati del rapporto 2021 sono infatti rappresentativi dell’anno accademico 2019-2020. Per il 2020, è stato chiesto alle operazioni nazionali di riferire sui dati prima di marzo 2020, quando la maggior parte delle chiusure scolastiche è iniziata a causa della pandemia. Le statistiche sulle iscrizioni non tengono conto quindi dell’impatto della pandemia sull’accesso alla scuola. Le cifre si riferiscono ai tassi di iscrizione lordi, che comprendono tutti gli studenti a un determinato livello di istruzione, indipendentemente dall’età (il che significa che nelle statistiche sono rappresentati anche gli studenti in più di età).

Il caso Venezuela-Colombia

Secondo i dati del 2019, circa 206mila studenti venezuelani erano iscritti nelle scuole colombiane, con tassi di iscrizione lordi rispettivamente del 42% e del 34% a livello primario e secondario. A livello primario, in particolare, il tasso di iscrizione è molto al di sotto sia della media globale per i bambini rifugiati e di quello dei loro coetanei non rifugiati. Unhcr rileva la probabilità che la situazione migliori ora che la Colombia ha concesso ai venezuelani lo status di protezione temporanea, fornendo accesso ai servizi di base tra cui documenti di identificazione, lavoro formale, istruzione, sistema sanitario e piani di vaccinazione Covid-19.

*In copertina Photo by Tamarcus Brown on Unsplash

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