Vergogna!

“E’ una storia che deve farci arrabbiare questa che coinvolge i nostri fratelli curdi. E’ una storia che deve farci vergognare”

di Raffaele Crocco

La cosa certa è che sarà un massacro. Dopo averli usati come barriera, averli fatti combattere per difenderci e toglierci i pensieri, li lasceremo lì, in balia di Erdogan a Nord e di Daesh a Sud, Daesh che non è morto e che tornerà, proprio come frutto marcio del nostro nuovo tradimento. E’ una storia che deve farci arrabbiare questa che coinvolge i nostri fratelli curdi. E’ una storia che deve farci vergognare.

LI abbiamo usati contro il califfato per tre anni. Uomini e donne hanno combattuto strappando pezzi di terra all’Isis, riconquistando città, facendo arretrare l’orrore e la follia di quell’integralismo. Sono morti per permettere a noi di avere meno paura. Hanno lottato al nostro posto e noi li abbiamo applauditi, abbiamo ammirato il loro modo diverso di intendere l’Islam, abbiamo lodato la loro modernità, la capacità di essere laici, democratici, aperti.

Ora che dovrebbero riscuotere il compenso, come sarebbe giusto, è tutto finito. Hanno combattuto e sono morti nella speranza di avere una patria – finalmente – una terra loro, dopo cent’anni di attese e promesse mancate. Hanno lottato e sono morti convinti – finalmente – di avere amici e alleati pronti a difendere le loro ragioni, magari ottenendo solo una larga autonomia in quelle terre che avevano riconquistato col sangue. Niente, niente, niente.

Quello che hanno, è vedere i soldati statunitensi che si ritirano dalle cosiddette “zone di sicurezza” al confine fra Turchia e Siria, per permettere all’esercito della mezzaluna di arrivare e ricacciarli indietro. Quello che vedono, è un Presidente degli Stati Uniti che si rimangia parole e accordi dopo una telefonata con il Presidente turco. Quello che sanno, è che dovranno riprendere le armi per difendere loro stessi e le loro idee, attaccati da un esercito potente a Nord e aggrediti alle spalle dai sanguinari mai morti dell’Isis, che vogliono vendetta e pulizia etnica. Quello che capiranno, è che la piccola, stolta, vigliacca, miope Europa protesterà a gran voce e dirà che è un delitto, ma non alzerà un dito, non aiuterà in alcun modo. Certamente, non fermerà il sanguinario turco, che lautamente paga – 6 miliardi di euro l’anno – perché faccia da carceriere a chi vuole emigrare nell’Unione.

Le contraddizioni stanno uccidendo i curdi, molto più dei tradimenti. Trump non può dire no a Erdogan. Sa che potrebbe allearsi con i russi – ha già comprato armi da Mosca – e sganciarsi dalla Nato, lasciando Washington senza un partner indispensabile nei rapporti con il mondo islamico. L’Unione Europa non può protestare troppo, perché con Erdogan ha un accordo che le garantisce il controllo della frontiera Sud Est rispetto all’arrivo di migranti: è Ankara che chiude le porte verso l’Europa.

In queste condizioni, i curdi verranno mangiati dalla storia e dalla nostra indifferenza. Moriranno, ne moriranno tanti. E quelli che vivranno saranno di nuovo prigionieri nella loro terra, cittadini di Stati che non riconoscono, schiavi di culture e lingue che non sono loro. Mentre questo accadrà, dimenticheremo l’infame tradimento di Trump, la vigliaccheria meschina dell’Unione Europea, la prepotenza fascista di Erdogan, la crudeltà integralista di Daesh. Non proveremo rimorsi, non proveremo vergogna. In realtà, ancora una volta, non proveremo più niente.

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