11 settembre, che brutta giornata


di Raffaele Crocco

È come dire che c’è stato un 11 settembre prima dell’11 settembre. Un altro, lo stesso giorno, dello stesso mese, 28 anni prima. Un altro, con la stessa capacità di spaventare una grande parte del mondo e dei suoi abitanti, con la medesima, diabolica prerogativa di uccidere in pochissimo tempo la speranza.
1973, quello l’anno dell’11 settembre di cui parlo. Il giorno del golpe in Cile, della presa di potere dei militari che avevano tradito, della fine di un esperimento politico e sociale grande come ogni illusione.
Della morte del presidente Allende in quel pomeriggio a Santiago stanno parlando da giorni tutti. Della strage che iniziò allora, con la morte di migliaia di donne e uomini che si opponevano ai militari golpisti e l’esilio forzato di decine di migliaia di altri esseri umani, stanno raccontando molti.
Quello che va ricordato, credo, e’ che quell’11 settembre del 1973 ebbe per un’intera generazione lo stesso impatto avuto dall’altro 11 settembre quello più recente, quello della strage delle Twin Towers. Anche allora, quarant’anni fa, ciò che accadde cambio’ il mondo. In poche ore vennero uccise le speranze di riscatto che un intero continente, quello Latino Americano, aveva coltivato in vari modi, con le rivoluzioni castriste o guevariane, con i fronti popolari e democratici di Allende. In campo, nella vita quotidiana di milioni di esseri umani,  rimasero solo le giunte militari e fasciste di Argentina, Brasile, Uruguay, la dittatura del Paraguay, il massacro degli indios e dei campesinos in Guatemala e Salvador, le speranze timide della rivoluzione in Nicaragua.
Il golpe cileno fu un vento poderoso, capace di arrivare in Europa e di annichilire progetti politici, rivolte, cambiamenti. In Italia la paura fu tale, il timore di un golpe su quel modello fu talmente forte, da far ripiegare il Pci, da spostare l’asse delle lotte sindacali.
A Santiago del Cile non morì solo la democrazia cilena. Morirono speranze, sogni e progetti di libertà in tutto il mondo. Vinsero il terrore e la paura, sposate alla logica del mercato selvaggio e padrone dei destini di tutti voluto dai Chicago Boys, gli economisti americani di moda allora. Si affermò l’idea che la democrazia andava messa sotto tutela.
Da allora il mondo e’ diverso, così come e’ cambiato dopo l’11 settembre del 2001, con le torri abbattute dagli aerei pazzi degli attentatori. Data pericolosa questa. Data da ricordare. Sempre

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