Alta tensione sull’Ucraina (aggiornato)

Condanna unanime dopo che Putin ha detto che la Russia  riconosce le due repubbliche orientali ribelli Luhansk e Donetsk. La Germania blocca il processo di certificazione. del gasdotto Nord Stream 2 dalla Russia. Il discorso di Putin 

Il Cancelliere tedesco Olaf Scholz ha dichiarato che la Germania ha adottato misure per interrompere il processo di certificazione del gasdotto Nord Stream 2 dalla Russia. E’ una delle reazioni più forti in Europa dopo l’inasprimento delle poszioni di Mosca. “Sembra un dato tecnico – ha detto il Cancelliere come riferisce Deutsche Welle –  ma è il passaggio amministrativo necessario, quindi non può esserci alcuna certificazione del gasdotto e senza questa certificazione, Nord Stream 2 non può iniziare a funzionare”. 

Il dossier ucraino si infiamma dopo che il presidente russo Vladimir Putin ha riconosciuto le due regioni separatiste di Luhansk e Donetsk controllate dai ribelli nell’Ucraina orientale come Stati indipendenti e ha ordinato alle truppe russe di muoversi per “mantenere la pace”nelle due autoproclamate repubbliche popolari di Donetsk e Luhansk. La decisione del presidente russo Vladimir Putin di riconoscere l’indipendenza di due regioni separatiste nell’Ucraina orientale è stata condannata praticamente in tutto il Mondo e il segretario della Nato Jens Stoltenberg l’ha definita una violazione degli accordi internazionali. Gli Stati Uniti hanno annunciato sanzioni finanziarie contro i territori ribelli e avvertito che sono pronti ad altro se necessario. Gli Stati Uniti si muoveranno con un ordine esecutivo del Presidente che vieterà nuovi investimenti, scambi e finanziamenti da parte di soggetti statunitensi verso, da o nelle “regioni separatiste.

Il Premier britannico Borsi Johnson, principale alleato degli Usa, ha definito la mossa russa una flagrante violazione della sovranità e dell’integrità dell’Ucraina e un ripudio del processo di Minsk e degli accordi di Minsk. Non sono meno forti le altre reazioni europee: Ursula von der Leyen, a capo della Commissione EU ha usato praticamente le stesse parole di Johnson. Anche il Presidente  francese Macron – che molto si è speso per mediare –  ha usato parole di condanna  mentre il Ministro degli esteri tedesco Christian Lindner ha detto che, violando il diritto internazionale, Putin si isola a danno del popolo russo e che alla fine  ne risulterà una maggior vicinanza di Nato e Ue.

Anche il segretario generale delle Nazioni Unite Antonio Guterres ha fatto sapere di considerare la mossa russa una violazione dell’integrità territoriale e della sovranità dell’Ucraina, incompatibile con i principi della Carta delle Nazioni Unite. La condanna e le preoccupazioni sono unanimi nel Mondo dalla Turchia (che esorta i suoi cittadini a lasciare le regioni orientali dell’Ucraina) al Giappone che chiede una risposta ferma alla violazione della sovranità e integrità territoriale dell’Ucraina. Anche parte dell’Africa si allinea: nella riunione del Consiglio di Sicurezza di ieri notte il Kenya (che guida i tre membri africani) ha fatto una dichiarazione molto dura contro l’annuncio di Putin, dicendo che i confini vanno rispettati.

Resta interessante la postura della Cina che non si schiera ma manda anzi un segnale morbido: Pechino, stretto alleati della Russia, chiede alle parti di “evitare qualsiasi azione che possa alimentare le tensioni”. “L’attuale situazione in Ucraina è il risultato di molti fattori complessi”, ha detto l’ambasciatore cinese alle Nazioni Unite Zhang Jun. Stessa posizione da un altro alleato di Mosca: l’Iran. Il portavoce del ministero degli Esteri iraniano ha dichiarato che Teheran sta seguendo da vicino gli sviluppi in Ucraina e ha invitato tutte le parti ad astenersi da qualsiasi azione che aumenti la tensione. Quanto all’Ucraina, il presidente ucraino Volodymyr Zelenskyy ha detto che i suoi connazionali “non hanno paura” dopo che le dichiarazione di Putin a Russia che riconoscere l’indipendenza delle due regioni separatiste nell’Ucraina orientale.

Puoi ascoltare il discorso di Putin qui (tradotto in inglese) in cui annuncia il riconoscimento dell’indipendenza delle repubbliche popolari di Donetsk e Lugansk

Aggiornato alle 14.40 ora italiana

In copertina la sala del CdS dell’Onu

Tags:

Ads

You May Also Like

Il dramma dei Rohingya va in parlamento

“Prima che italiani, birmani o rohingya… noi siamo umani”. Maung Zarni della Free Rohingya Coalition strappa l’applauso alla platea riunita a Montecitorio

Ieri a Montecitorio abbiamo partecipato alla Conferenza organoizzata sulla questione rohingya dal triunale Permanente ...

Venezia 2020: Notturno bellico

Il documentario di Gianfranco Rosi,  girato sui confini fra Iraq, Kurdistan, Siria e Libano,  racconta la tragica quotidianità della guerra

di Giuliano Battiston* È una storia di confini quella di Notturno, il nuovo film ...

Cile, Amnesty: 40 anni dopo il golpe l’impunita’ deve finire

In Cile, secondo dati ufficiali, tra il 1973 e il 1990 vennero detenute illegalmente ...