Armi: un record italiano nelle vendite

L'errata corrige nella "Relazione sulle operazioni autorizzate e svolte per il controllo dell’esportazione, importazione e transito dei materiali di armamento" del Governo rivela il benessere dell'industria bellica nel Belpaese

di Giorgio Beretta

Un semplice “Errata corrige”. Di quelli che si appiccicano nei libri per segnalare qualche piccolo refuso. E’ il metodo adottato dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri italiano per correggere una serie di dati, tra cui il maggiore per la modica cifra di oltre 4,5 miliardi di euro relativi alle esportazioni di sistemi militari, nella “Relazione sulle operazioni autorizzate e svolte per il controllo dell’esportazione, importazione e transito dei materiali di armamento”. Relazione che era stata inviata al parlamento lo scorso 5 aprile e pubblicata alcuni giorni dopo sui siti di Camera e Senato. Relazione che i funzionari dell’ufficio di Presidenza del Consiglio avevano letto considerato che, come sempre, ne avevano fatto una presentazione riportando i dati recepiti dai vari ministeri. Ma che evidentemente non avevano compreso. Perché chiunque avesse avuto un minimo di dimestichezza con le precedenti Relazioni o avesse posto anche solo po’ di attenzione alle cifre non poteva non notare che quei 225 milioni di euro di esportazioni di materiali d’armamento riportati dall’Agenzia delle Dogane per l’anno 2021 cozzavano con gli oltre 4,6 miliardi di euro di autorizzazioni all’esportazione concesse dall’Autorità Nazionale UAMA (Unità per le autorizzazioni dei materiali di armamento) e ancor più con gli oltre 5 miliardi di euro di operazioni, relativi soprattutto ad incassi dall’estero, segnalate dal Ministero dell’Economia e della Finanze. Un po’ come se una ditta nello stesso anno registrasse 4,6 miliardi di ordinativi, oltre 5 miliardi di incassi e vendite per soli 250 milioni di euro: l’Agenzia delle Entrate invierebbe i funzionari per ispezionare i libri contabili e del magazzino….

…Si scopre così che nel 2021, anno ampiamente segnato dalla pandemia per Covid-19, le aziende militari italiane hanno lavorato a pieno ritmo esportando nel mondo armamenti per un record storico di quasi 4,8 miliardi di euro. Tra i maggiori destinatari di sistemi militari “made in Italy” figurano Qatar (958.849.653 euro), Kuwait (875.393.504 euro), Egitto (773.289.163 euro), Turkmenistan (378.470.352 euro) tutti paesi che, come noto, non primeggiano certo per livelli di democrazia e di rispetto dei diritti umani. Scorrendo il lungo elenco, dopo Regno Unito (233.466.565 euro), Stati Uniti (223.451.692 euro), Francia (148.001.753 euro) troviamo l’Arabia Saudita (135.844.327 euro) e Emirati Arabi Uniti (122.460.394 euro) di poco preceduti dalla Germania (128.755.982 euro) e subito seguiti dal Pakistan (87.774.972).

(continua leggi tutto su Unimondo)

In copertina uno scatto di Velizar Ivanov

 

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