Bielorussia. La condanna dell’Onu (aggiornato)

Interviene - nel silenzio generale - la responsabile dell'Ufficio per i diritti umani Bachelet: "Le persone hanno il diritto di esprimere dissenso"

Mercoledì sera un secondo manifestante è morto nei disordini seguiti al voto di domenica. E’ stato confermato oggi dalle autorità bielorusse. Quanto al bilancio degli arresti Il ministero degli Interni di Minsk ha riferito di almeno 700 persone arrestate nella giornata di mercoledì: il totale degli arresti dal voto di domenica sale così ad almeno 6.700 mentre sono centinaia i feriti negli scontri di piazza.

“Ricordo alle autorità bielorusse che l’uso della forza durante le proteste dovrebbe essere sempre eccezionale e una misura di ultima istanza, distinguendo chiaramente tra individui violenti e manifestanti pacifici, contro i quali la forza non dovrebbe essere usata. Le autorità statali devono consentire e facilitare l’esercizio dei diritti alla libertà di espressione e di riunione pacifica e non reprimerli. Le persone hanno il diritto di parlare ed esprimere dissenso, ancora di più nel contesto delle elezioni, quando le libertà democratiche dovrebbero essere sostenute, non soppresse ”. Cosi’ con una nota la responsabile dell’Ufficio Onu per i diritti umani Michelle Bachelet – e’ intervenuta ieri nel dibattito – per altro molto silenzioso a livello di élite politiche – che riguarda la situazione in Bielorussia al termine delle elezioni che hanno riconfermato Lukashenko come Presidente. Al suo sesto mandato.

“Più di 6000 persone sono state arrestate negli ultimi tre giorni – ha detto ancora l’Alta Commissaria dopo l’annuncio dei risultati preliminari contestati delle elezioni di domenica – (e) ancora più inquietanti sono le notizie di maltrattamenti durante e dopo la detenzione. Ricordo al governo bielorusso il divieto assoluto di tortura e altri maltrattamenti dei detenuti “, ha aggiunto Bachelet, tra le poche a prendere posizione dopo quanto accaduto in Bielorussia nei giorni scorsi,una situazione che ha visto anche la fuga all’estero della oppositrice Svetlana Tikhanovskaya, riapparsa in Lituania dove è stata costretta a rifugiarsi in seguito alle pressioni seguite alle sue accuse di brogli rivolte al presidente in carica.

Nella nota diffusa dall’Ohchr, si ricorda che  la polizia ha usato forza inutile ed eccessiva contro manifestanti in gran parte pacifici, sparando proiettili di gomma, usando cannoni ad acqua e lanciando granate assordanti. Testimonianze infine  indicano che gli agenti di polizia hanno picchiato i manifestanti, anche dopo che sono stati arrestati. Almeno 250 persone sono rimaste ferite e un manifestante è morto in circostanze poco chiare. l’Alta Commissaria ha chiesto il rilascio immediato di tutti coloro che sono stati detenuti illegalmente e ha espresso il desiderio di indagini rapide, approfondite, indipendenti e imparziali su tutte le accuse di violazioni dei diritti umani.

(Red/Est aggiornato alle ore 13 di oggi)

In copertina le forze anrtisommossa. Foto di Спадар Бурак – Opera propriaNel testo:  Lukashenko e Bachelet (da una foto di Antônio Cruz/ABr – Agência Brasil)

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