Sotto a chi tocca: l’Onu di Guterres

di Andrea Tomasi

«Antonio Guterres, ex primo ministro portoghese, dovrà provare a far dimenticare il fallimentare doppio mandato del suo predecessore alla segreteria dell’Onu, il sudcoreano Ban Ki Moon», che non ha fatto propriamente bella figura nelle guerre in Siria e Libia, nella crisi in Ucraina, nei rapporti diplomatici tra Stati Uniti e Russia. Così scrive Panorama. Guterres si insedierà ufficialmente l’1 gennaio 2017, ma ha già iniziato a fare le prime «prove ai comandi del Palazzo di Vetro». «Guterres potrebbe presto rimpiangere d’essere stato scelto», sostiene Richard Gowan, esperto presso il Consiglio europeo per le relazioni internazionali. «Fin dalle prime settimane – racconta Internazionale – sarà giudicato per la sua capacità di gestire i veti all’interno del consiglio di sicurezza e di rispondere all’urgenza dei crimini di massa in Siria, Yemen o nel Sud Sudan». In cima all’elenco delle priorità vi è l’emergenza dei migranti in fuga dai conflitti in Medio Oriente e Nord Africa. Le critiche alla gestione Onu, nelgi ultimi tempi non sono mancate. Il ché non significa che Guterres avrà vita facile, anche se peggiorare pare difficile. «La storia – scrive Panorama – ha già giudicato in abbondanza l’inefficienza della burocrazia delle Nazioni Unite, in alcuni casi al limite del criminale: a testimoniarlo ci sono molte voci, dal milione di morti in Rwanda ai massacrati di Srebrenica. Ma ancora andiamo avanti con riunioni e riunioni nel Palazzo di Vetro, come se quello fosse l’unico salotto dove poter discutere di politica internazionale». Il settimanale diretto da Giorgio Mulé spiega che l’organismo Nazioni Unite ha «due organi principali: l’assemblea generale, dove siedono tutte le nazioni aderenti all’organizzazione e il consiglio di sicurezza, dove siedono soltanto 15 membri, 5 dei quali permanentemente. Mentre l’assemblea disserta sui più svariati argomenti (…), il consiglio di sicurezza provvede al mantenimento della pace e della sicurezza internazionale. Ma le regole d’ingaggio del consiglio prevedono che ogni decisione messa al voto – vedi l’autorizzazione all’uso della forza – venga adottata solo nel caso in cui almeno 9 membri su 15 sono in accordo. Eccezion fatta per il diritto di veto, che ognuno dei 5 membri permanenti ha il diritto di apporre per bloccare qualsiasi risoluzione non condivida. Ne basta uno perché il voto sia respinto. Ora, considerato che i cinque membri permanenti sono Regno Unito, Cina, Francia, Russia e Stati Uniti, si può ben comprendere l’inutilità di questa organizzazione. Quante volte sono in accordo Stati Uniti e Russia? O Stati Uniti e Cina?» Antonio Manuel de Oliveira Guterres – classe 1949 – è ingegnere. È entrato in politica nel 1976 nelle fila del partito socialista (ma con alle spalle anni di militanza nei movimenti cattolici) alle prime elezioni democratiche tenutesi in Portogallo dopo il colpo di stato dei militari nel 1974 (passato alla storia come “Rivoluzione dei Garofani”), che pose fine a 50 anni di dittatura di António de Oliveira Salazar prima e Marcelo José das Neves Alves Caetano poi. Nel 1992 Guterres prende in mano la guida del suo partito. Ne 1995 diventa premier. Tra il 2005 e il 2015 è a capo dell’Unhcr, l’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati. In quel periodo, più volte, ha chiesto agli Stati occidentali di fare «fronte comune per accogliere le centinaia di migliaia di rifugiati in fuga dai conflitti in Medio Oriente, Asia e Africa». Questo naturalmente rappresenta un punto di partenza per capire quale potrebbe essere la sua politica in materia di migranti. Si tratterà naturalmente di capire se alle parole potranno seguire i fatti, perché una cosa è studiare da segretario generale dell’Onu e una cosa è esserlo. In un articolo scritto da Marie Bourreau su Le Monde (poi ripreso da Internazionale) si ricordano le esternazioni più famose di Guterres: «Sono pronto a impegnarmi perché so quello che ho provato quando sono stato a capo dell’Alto commissariato dell’Onu per i rifugiati per dieci anni». Parole pronunciate durante un dibattito promosso dal quotidiano britannico The Guardian. «Non potete immaginare cosa significhi vedere simili livelli di sofferenza». Oggi si ripropone ricordando il suo passato di portavoce degli oppressi. «Grande difensore dei diritti umani, è molto rispettato dalle organizzazioni non governative» si legge. È sempre Internazionale a ricordare che la nomina di Guterres ha sollevato più di un dubbio «per il sostegno di Cina e Russia». «Pechino ha, a quanto pare, mantenuto delle ottime relazioni con Guterres, che era primo ministro quando la colonia portoghese di Macao è tornata sotto la sovranità cinese, nel 1999». Per quanto riguarda i russi, si dice che Mosca si sarebbe fatta garantire una serie di posti di rileivo per i propri funzionari. Il tutto – dice un esperto – in cambio dell’appoggio alla candidatura, un politico di un paese membro della Nato, dopo che inizialmente avevano insistito per la nomina di un candidato dell’Europa orientale, in virtù di una consuetudinaria rotazione geografica». Tante gatte da pelare per il nuovo segretario. Fra queste quella dei soldi a diposizione. Guterres – ricorda Panorama – viene chiamato a prendere il posto di Ban Ki-moon in un momento complesso anche dal punto di vista economico. La macchina dell’Onu, per funzionare, ha bisogno di 15 miliardi di dollari (il bilancio-base era 1,1 miliardi di dollari nel 1993). Le spese amministrative vengono coperte dalle quote obbligatorie che ciascun Paese aderente è obbligato a versare (il regular budget 2012/2013 è pari a 5,15 mld dollari). «Ogni Stato contribuisce in base alle proprie possibilità e in misura non inferiore allo 0,01% e non superiore al 22% del budget totale».
http://www.panorama.it/news/oltrefrontiera/onu-il-difficile-compito-di-antonio-guterres/

http://www.internazionale.it/notizie/marie-bourreau/2016/10/06/antonio-guterres-segretario-generale-onu

https://it.wikipedia.org/wiki/Ant%C3%B3nio_Guterres

foto tratta da https://www.theguardian.com/world/2016/oct/05/antonio-guterres-next-un-secretary-general

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