Bolivia: non fu frode, ma golpe

Uno studio mostra la validità del voto di ottobre. Il partito di Evo Morales in testa nei sondaggi

di Maurizio Sacchi

In Bolivia il candidato del partito socialista dell’ex presidente Evo Morales, Luis Arce, è al primo posto nei sondaggi d’opinione in vista delle elezioni presidenziali del 3 maggio, secondo un sondaggio pubblicato lunedì. Arce, scelto da Morales come candidato per il partito del Movimento per il socialismo (MAS), ha il 33,3 per cento delle intenzioni degli elettori, con l’ex presidente Carlos Mesa al secondo posto con il 18,3 per cento. La presidente ad interim della destra Jeanine Anez è al terzo posto con il 16,9%, secondo i sondaggisti Ciesmori.

La Bolivia è nel mezzo di una seconda campagna elettorale presidenziale in meno di sei mesi, per le elezioni che dovrebbero sostituire quelle  cancellate il 20 ottobre dell’anno scorso. Dall’Argentina, dove Morales vive in esilio, l’ex leader socialista ha accusato la destra e gli Stati uniti di impedire la sua candidatura presidenziale o al Senato, e di cercare di mantenere il suo Movimento al socialismo (MAS) fuori dal potere. A Morales viene impedito di candidarsi perchè residente all’estero. 

L’ex.presidente ha citato un’analisi indipendente recentemente pubblicata delle elezioni di ottobre, che inizialmente lo avevano visto vincitore, del Data Election Data and Science Lab del MIT -il prestigioso Massachussets institute of technology- come prova del suo reclamo.  Secondo lo studio, l’audit dell’Organizzazione degli Stati americani che in ottobre aveva riscontrato gravi irregolarità ha mostrato gravi falle. E l’analisi conclude che era “molto probabile” che Morales avesse ottenuto effettivamente i 10 punti percentuali necessari per evitare il ballottaggio.

Jake Johnson, senior research del Center for economic and policy eesearch del Mit, e coautore dello studio “Observing the Observers: The OAS in the Bolivian Elections 2019”, dichiara: “…era abbastanza chiaro che i voti rimanenti dovevano essere contati quando il sistema dei risultati preliminari era stato fermato con l’84% dei voti conteggiati, Quei voti in sospeso provenivano da aree che avevano già espresso una chiara preferenza per Morales. E quindi non era sorprendente il fatto che, man mano che venivano conteggiati i voti rimanenti, il margine tra i due candidati aumentasse. E ora questo era chiarissimo nei dati disponibili al pubblico, e mostra solo che l’affermazione dell’OAS il giorno dopo le elezioni, che ne dichiarava la’invalidità per brogli sostanziali, era chiaramente falsa”. e prosegue:

“L’’Oas, in quanto organizzazione multilaterale neutrale, deve davvero avere una credibilità inattaccabile. Deve operare in modo estremamente neutrale e imparziale. E penso che ciò che è abbastanza chiaro è che non è stato affatto così, con implicazioni molto dannose per la democrazia boliviana, e per tutto l’emisfero. Se l’OAS non ha la credibilità per operare come osservatore neutrale, anche nelle prossime occasioni elettorali il suo ruolo sarà messo in dubbio.”

Quando a dicembre il Mit ha chiesto di presentare lo studio all’Organizzazione degli Stati americani, il governo messicano, in effetti, ha invitato il Centro per la ricerca economica e politica a presentare al Consiglio permanente e i propri risultati. Il Consiglio permanente ha impedito che ciò accadesse, nonostante proceduralmente il Messico fosse autorizzato a concedere il proprio tempo a questo scopo.

“Siamo sicuri che vinceremo le elezioni. Solo una frode o un colpo di stato possono impedirlo”, ha detto Morales.. “Ci stiamo preparando internamente su come seguire il voto. E se vincessimo,vedrete, ci sarà il colpo di stato ”, ha aggiunto, convinto che i suoi rivali tenterebbero di rovesciare l’esito e bandire il suo partito.

#IoRestoACasa

 

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