Chi è la prima donna Presidente del Perù

Manifestazioni per Castillo in tutto il Paese. Ma l'ex Capo di Stato viene abbandonato anche dai suoi. Un ritratto della nuova protagonista

Gli scontri nella provincia di Chincheros, Apurímac, tra i membri della comunità e la polizia nazionale hanno causato la morte di una seconda persona . Sale così a quattro – scrive stamani El Comercio – il numero dei morti ad Apurímac e sono già cinque le vittime in tutto il Paese durante le proteste per il fallito colpo di stato di Pedro Castillo e l’assunzione di Dina Boluarte alla presidenza

di Maurizio Sacchi

Dina Boluarte è la nuova Presidente del Perù. L’avvocata 60enne, che fino a ieri ricopriva la carica di vicepresidente, ha assunto la carica dopo il tentativo di quello che é stato definito un autogolpe da parte del Presidente Pedro Castillo, che  è stato arrestato e destituito dall’incarico con voto di impeachment dopo che, in un ultimo tentativo per restare al potere, aveva sciolto il Congresso. Ignorando il tentativo di Castillo di sciogliere la legislatura tramite decreto, i parlamentari hanno proseguito con il voto di impeachment già in programma, conclusosi con 101 voti a favore della sua destituzione, 6 contrari e 10 astensioni. L’esito del voto è stato annunciato con forti applausi e l’assemblea ha scelto Boluarte per assumere l’incarico. La vicenda ha scatenato proteste e scontri in diverse aree del Paese andino.

Boluarte è la prima Presidente donna del Perù. Nel discorso di insediamento,  ha chiesto una tregua politica e l’insediamento di un governo di unità nazionale. “Quello che chiedo è uno spazio, un tempo per salvare il Paese“, ha detto. In precedenza, al termine di una giornata convulsa, Castillo era stato arrestato dalla polizia nazionale a Lima. mentre cercava di raggiungere l’ambasciata del Messico per trovare rifugio, con l’accusa di violazione della Costituzione.

Dopo il tentativo di Castillo di  esautorare il Parlamento, per dostituirlo con un governo di emergenza, la vicepresidente Boluarte aveva scritto su Twitter: “Respingo la decisione di Pedro Castillo di perpetrare il crollo dell’ordine costituzionale con la chiusura del Parlamento. È un colpo di stato che aggrava la crisi politica e istituzionale che la società peruviana dovrà superare con il rigoroso rispetto della legge”. La nuova prima cittadine del Perù non fa parte dell’opposizione : é stata vicepresidente e ministro dello Sviluppo e dell’Inclusione sociale sotto il presidente Pedro Castillo. Prima di allora, è stata direttore senior del Registro nazionale di identificazione e stato civile (RENIEC) dal 2007 al 2022.

Boluarte è nata a Chalhuanca, Apurímac, il 31 maggio 1962. Parla correntemente il Quechua, la lingua degli abitanti dell’ altipiano, Nel 2018 si è candidata senza successo a sindaco del distretto Surquillo di Lima, in rappresentanza del partito Perù Libre.Ha inoltre partecipato alle elezioni parlamentari straordinarie del 2020, senza però ottenere un seggio congressuale. Alle elezioni presidenziali del 2021 ha fatto parte del ticket presidenziale di Pedro Castillo, che ha vinto al ballottaggio per stretta misura su Kiki Fujimori. Il 23 gennaio 2022, durante un’intervista, Boluarte ha dichiarato di non aver mai abbracciato l’ideologia di Perù Libre. Il segretario generale del partito, Vladimir Cerrón, ha successivamente espulso Boluarte. . Il 25 novembre 2022 si è dimessa dalla carica di ministro dello Sviluppo e dell’Inclusione sociale, ma è rimasta come prima vicepresidente.

Il Perù ha avuto sei Presidenti negli ultimi sei anni, di cui tre in una sola settimana nel 2020, quando il Congresso ha esercitato i suoi poteri di impeachment. Dopo la lunga presidenza autoritaria di Alberto Fujimori tra il 1990 e il 2000, non ha avuto un capo di Stato che non abbia avuto problemi di corruzione, che non sia stato rimosso o che non abbia lasciato il Paese. Tra questi ci sono Alejandro Toledo, al potere tra il 2001 ed il 2006, Alan Garcia (2006-2011), Ollanta Humala (2011-2016), Pedro Pablo Kuczynski (2016-2018), Martin Vizcarra (2018-2020), Manuel Merino (appena 5 giorni nel 2020) e Francisco Sagasti (2020-2021).

Le crisi del Perù sono costanti. L’apparato giudiziario è ritenuto l’istituzione più corrotta del Paese, le garanzie costituzionali per un equo processo vengono applicate in maniera selettiva e i più poveri si vedono assegnare avvocati d’ufficio poco competenti, gli abusi commessi dalle forze di sicurezza vengono raramente puniti e lo stesso vale per i crimini commessi contro gli attivisti ambientali. Mentre i giornalisti sono sottoposti a intimidazioni e atti di violenza Alle elezioni parlamentari, svoltesi contemporaneamente alle presidenziali, i partiti della destra moderata e radicale si erano aggiudicati ben 80 seggi su 137, una maggioranza schiacciante che ha messo continuamente i bastoni tra le ruote al presidente e che per ben tre volte ha tentato di rimuoverlo con l’impeachment.

Ma la larghissima maggioranza (101 voti) con cui é stato esautorato Castillo e insediato la vice presidente Dina Boluarte indica che nemmeno tra i suoi sostenitori è stato accettato il tentativo autoritario dell’ex-Presidente, avvenuto annunciando elezioni parlamentari anticipate e il possibile varo di una nuova Costituzione. Il mandato del presidente è stato contrassegnato, sin dal luglio 2021, da problemi e instabilità. A sottolinearlo ci sono le dozzine di ministri nominati, rimpiazzati, licenziati e le cinque indagini a suo carico che lo vedono accusato, tra le altre cose, di aver usato la sua posizione per ottenere benefici per se stesso e per la propria famiglia. Castillo aveva accusato il Procuratore Generale Patricia Benavides di averlo perseguitato e di aver tentato “un colpo di Stato giudiziario” contro di lui. Il Procuratore aveva reagito schierandosi con il Parlamento.

Il presidente peruviano,  secondo la  World Politics Review, ha commesso una serie di errori che hanno facilitato il compito dell‘opposizione e lo hanno portato a scavarsi la fossa da solo. La promessa di non formare un esecutivo di sinistra radicale se eletto è stata infranta con la nomina come primo ministro del marxista-leninista Guido Bellido, poi sostituito dalla più moderata Mirtha Vasquez. Castillo è comparso in un video in cui lo si vedeva entrare in un palazzo con una lobbista di una compagnia di costruzioni che, poco dopo, si è aggiudicata un appalto da 64 milioni di dollari. Il capo di Stato, che non ha mai rilasciato interviste né indetto conferenze stampa, si è difeso respingendo le accuse. Il suo tasso di popolarità è collassato, anche per la cattiva gestione del Covid, per gli scioperi nelle regioni minerarie e per i problemi economici,.

La Boluarte ha presentato il suo governo mentre scoppiano manifestazioni in tutto il Perù. I manifestanti  chiedono le sue dimissioni e la convocazione di elezioni generali per sostituire lei e il Congresso. Boluarte ha detto che dovrebbe essere autorizzata a ricoprire l’incarico per i restanti tre anni e mezzo del suo mandato. Ma i manifestanti chiedono nuove elezioni. Alcuni di coloro che manifestano a favore della Castillo l’hanno definita “traditrice”. Il gabinetto di Boluarte comprende gli avvocati Pedro Angulo, un procuratore anticorruzione che è stato nominato primo ministro, e Alberto Otárola, che ricoprirà il ruolo di ministro della Difesa, Alex Contreras e Ana Cecilia Gervasi come ministri dell’Economia e degli Affari esteri, rispettivamente. Entrambi hanno ricoperto in precedenza il ruolo di viceministri.

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