La piazza contro la guerra mentre si tratta

Tensione e conflitto  ma anche spiragli negoziali. Mentre i pacifisti tornano a occupare le piazza del pianeta. Anche in Russia

Ore cruciali per il destino dell’Ucraina. Una giornata, quella di oggi, ancora carica di tensione ma con forse qualche spiraglio: I colloqui tra Ucraina e Russia  sono iniziati al confine tra Ucraina e Bielorussia e l’Ucraina chiede un cessate il fuoco. Il Presidente dell’Ucraina Volodymyr Zelenskyy (nella foto a destra)  ha detto al primo ministro britannico Boris Johnson che le prossime 24 ore saranno “cruciali”. Intanto, mentre Bruxelles discute  per l’invio di armi all’Ucraina (I ministri della Difesa dell’Unione Europea stanno pensando a un finanziamento  congiunto  per le consegne di armi per un valore di 500 milioni di euro 560 milioni di dollari), il mondo si è mosso per dire no alla guerra. Accade in decine di città europee con una mobilitazione che risponde a chi si chiedeva “dove sono i pacifisti?”. Ma il dato più interessante è quel che si muove in Russia.

La polizia in Russia ha arrestato più di 2.000 manifestanti contro la guerra  solo ieri nel  quarto giorno dell’invasione dell’Ucraina da parte del presidente Vladimir Putin in quella che per il Cremlino va nominata solo come una “operazione speciale”  e non guerra né invasione. Ma la protesta cresce e gli arresti avrebbero ormai superato quota 5mila. La protesta non si ferma e la gente non sembra farsi intimidire dalla reazione forte delle forze di sicurezza russe e continua a scendere in piazza. 

Il ministero della Sanità  ucraino fa sapere intanto che sono più di 350 i civili uccisi dall’inizio dell’invasione, inclusi 14 bambini. E mentre sale la preoccupazione dopo l’annuncio ieri della  messa in  stato di allerta le forze nucleari russe, il Governatore di Kharkiv – la seconda città del Paese – ha affermato che le truppe ucraine hanno il pieno controllo della città dopo i combattimenti di strada con le forze russe. Secondo l’Onu sono almeno 500mila le persone in fuga dopo l’attacco russo.

Il segretario generale delle Nazioni Unite ha aperto l’ultimo incontro annuale dei leader della Terra con una cupa valutazione dello stato delle cose del pianeta, riposta l’agenzia Ap.  “La pace. Diritti umani. Dignità per tutti. Uguaglianza. Giustizia. Solidarietà. Come mai prima d’ora, i valori fondamentali sono nel mirino”, ha affermato Antonio Guterres aggiungendo che “ata prendendo piede un senso di impunità”. Il messaggio di Guterres all’Assemblea generale delle Nazioni Unite assume ancora più rilevanza ovviamente con l’invasione dell’Ucraina da parte dell’esercito russo. 

Aggiornato alle ore 13 del 28 febbraio

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