Yemen, da dove arrivano i nuovi profughi

di Andrea Tomasi

Della guerra civile in Yemen si parla pochissimo. «La situazione – scrive Internazionale – si è inasprita circa un anno fa, quando una coalizione guidata dall’Arabia Saudita è intervenuta con attacchi aerei, un blocco navale e truppe di terra per fare fronte ai ribelli houthi che cercavano d’impadronirsi di tutto il Paese». Le polemiche non sono mancate anche in Italia: in Sardegna c’è una fabbrica tedesca che produce bombe, parte delle quali sarebbero state vendute proprio al governo di Riyadh. È un conflitto che sta causando spargimenti di sangue. I sauditi sono intervenuti in sosteno del governo di Sanaa contro i ribelli sciiti. «L’8 ottobre alcuni raid aerei hanno colpito una veglia funebre nella capitale Sanaa, causando almeno 140 morti e 525 feriti. Tra le vittime ci sono diverse personalità politiche, ufficiali militari, ma soprattutto dei civili. Gli houthi, sostenuti dall’Iran, hanno subito accusato la coalizione araba diretta da Riyadh per la strage. Dopo aver negato qualunque coinvolgimento, l’Arabia Saudita ha annunciato l’apertura di “un’inchiesta immediata” nella quale potrebbero essere coinvolti i loro alleati statunitensi». L’ex presidente Ali Abdallah Saleh, al potere fino al 2012, ha sostanzialmente invitato ad un’azione di vendetta: «I figli della nazione rispondano a questa aggressione con tutta la loro forza”. E gli Stati Uniti – già impegnati sul fronte siriano -sono sempre più in difficoltà nella difesa di una posizione di appoggio all’aggressore. I ribelli houthi, una tribù di sciiti zaiditi ora alleati con Ali Abdullah Salah, sono visti da Riyadh (e dagli Usa) come «uno strumento controllato dall’Iran, accusa respinta sia dai ribelli sia da Teheran». Da qui la decisione del colosso a stelle strisce di mettersi contro il popolo in rivolta. La guerra – racconta Internazonale – ha provocato danni devastanti a 26 milioni di yemeniti, che faticano a sopravvivere in un Paese già di per sé povero. «Circa 170mila persone hanno abbandonato lo Yemen finora (il calcolo è approssimativo e comunque suscettibile di cambiamenti col passare del tempo), dirette soprattutto verso Gibuti, Etiopia, Somalia e Sudan. La maggior parte di loro non sono yemeniti ma profughi di ritorno e altri cittadini stranieri. Le Nazioni Unite prevedono che altre 167mila persone lasceranno il paese entro l’anno. Ma i rifugi di un tempo, come la Giordania, oggi impongono visti e condizioni molto restrittive per entrare». La guerra messo in ginocchio il Paese con «26 milioni di yemeniti» che «faticano a sopravvivere». Il territorio, già povero, è caratterizzato da una grave carenza idrica, a cui si sommano «corruzione» con cui va a braccetto la «cattiva gestione politica». «Stime prudenti delle Nazioni Unite parlano di seimila persone uccise, metà delle quali civili e di quattro quinti degli yemeniti che necessitano di aiuti dall’esterno. Più della metà di loro ha scarso accesso al cibo e almeno 320mila bambini di meno di cinque anni sono gravemente malnutriti. Gli sfollati sono oltre 2,4 milioni». Una ragazza parla delle prove dell’impoverimento e della speranza, per qualcuno, di fuggire verso l’Europa: «Molte persone chiedono la carità, cibo o denaro. Alcune sono persone istruite che hanno perso il lavoro e non riescono a dar da mangiare ai propri figli. Questa guerra gli ha portato via la dignità». Intanto l’Iran ha annunciato di aver inviato due navi da guerra nel golfo di Aden e nell’area di Bab al Mandab dopo che la marina Usa è per la prima volta intervenuta direttamente nel conflitto in Yemen, sparando missili contro presunte postazioni radar controllate da ribelli yemeniti filo-iraniani Houthi. L’azione statunitense – scrive l’Ansa – è stata eseguita in risposta al lancio di due missili compiuto da territorio yemenita in mano agli Houthi contro la cacciatorpediniere USS Mason, che transitava nei pressi dello stretto. La nave non è stata colpita. I ribelli Houthi, che si dicono autonomi dalla Repubblica islamica, smentiscono. «L’agenzia semi-ufficiale iraniana di notizie Tasnim ha però annunciato che due navi da guerra iraniane, Alvand e Bushehr, sono state dispiegate nell’area di Bab al-Mandab nel quadro di regolari attività di pattugliamento e di contrasto alla pirateria lungo la costa yemenita e il Corno d’Africa». Insomma la tensione aumenta e la gente continua a morire.

 

http://www.internazionale.it/notizie/2016/10/11/arabia-saudita-strage-yemen

http://www6.ansa.it/ansamed/it/notizie/stati/yemen/yemen.shtml

foto tratta da https://www.youtube.com/watch?v=xigpnlRuMgE

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