Giornata di alta tensione in Colombia

I blocchi stradali prima linea di scontro. Tra due giorni incontro fra Comitato per lo sciopero e governo

 

di Maurizio Sacchi

Mentre è in corso in tutta la Colombia il grande sciopero generale nazionale, che segna il mese del perdurare delle proteste antigovernative, la tensione cresce. L ‘ex presidente Alvaro Uribe Vélez ha mosso ieri  forti critiche al presidente  Ivan Duque,  per un presunto accordo segreto firmato tra il governo e il Comitato nazionale per lo sciopero, Cnp, che ha permesso ai manifestanti di ispezionare le merci in transito dal porto di Buenaventura, sulla costa del Pacifico. 

Restrepo Gómez, appena nominato dal Presidente Comisionado de Paz – Commissario per la pace-  affronta così il suo primo scoglio, dopo che  Miguel Ceballos, che lo precedeva al tavolo dei negoziati con il Cnp, aveva rinunciato all’incarico con una decisione inattesa. Quella di un accordo segreto è una voce che contrasta con la versione ufficiale, se è vero quanto dichiarato dal consigliere presidenziale Emilio Archila, che guida il team negoziale : ”Durante questa sessione, il governo ha chiesto la garanzia degli sblocchi…è  necessario che nel documento che firmeremo con il Comité del paro si dica in modo esplicito che non ci saranno blocchi stradali.

I blocchi stradali, che da un mese sono attivi in tutte le arterie principali della Colombia, sono stati al tempo stesso l’arma principale dei manifestanti, e il punto caldo in cui si sono avuti la maggior parte dei morti, che ad oggi superano i 40, tutti civili,mentre uno solo di essi faceva parte delle forze dell’ordine. Per questa ragione, l’attenzione dei media è accentrata su questi snodi cruciali, e sia il Comité del paro,sia i media ufficiali danno in tempo reale aggiornamenti sull’evolversi della situazione.

Il documento non ufficiale che ha suscitato le critiche dell’ex Presidente prevede invece che i blocchi ci saranno, anche se dotati di “corridoi per la pace”, vie di transito limitato per ambulanze e generi di prima necessità. L’ispezione dei veicoli per autorizzsare o meno il passaggio dei veicoli sarebbe affidato alla Ponal, la polizia nazionale. Che secondo quanto appare in questo documento non ufficiale, dovrebbe quindi affiancarsi ai manifestanti alle barricate. Una situazione paradossale, e al tempo stesso esplosiva.

Poi, domenica 30 maggio, dovrebbero riannodarsi i colloqui fra il Cnp e il governo. Colloqui ardui, perché tutto è iniziato con una riforma fiscale proposta da Duque, e precipitosamente ritirata all’esplodere delle proteste. A questo mancato incremento delle entrate dello Stato fanno riscontro le richieste del Comitato, che includono fra le altre un salario minimo di emergenza per milioni di colombiani; e un impegno del governo a finanziare l’accesso all’istruzione media e superiore garantito anche ai ceti più poveri. 

Come in Cile, si affrontano quindi due modelli di società opposti: da una parte quello dominante neoliberista; e dall’altra un modello che colmi la scandalosa diseguaglianza che separa una classe dirigente agiata da una maggioranza, che include ormai anche i ceti medi, sempre più privata dei diritti fondamentali, dall’istruzione, alla casa. E ovviamente alla salute.

Sul fronte sanitario, il Covid sta infuriando come non mai, e negli ultimi giorni si sono registrati più di 25mila nuovi positivi in una giornata, secondo il rapporto diffuso dal ministero della Salute.Il numero totale di contagi registrati in Colombia è aumentato a 3.300mila,  con 87mila morti, 513 dei quali registrati proprio alla vigilia di questo sciopero generale.

 

Nell’immagine, un post dalla pagina Facebook del Comité del paro

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