Guerre stellari

Le dichiarazioni di Trump e la direzione presa dalla corsa allo spazio aprono prospettive impreviste. E sono notizie di guerra

di Maurizio Sacchi

Ad agosto di quest’anno, il presidente americano Trump ha dichiarato, in una riunione dedicata al futuro della politica spaziale americana, che intende istituire una “sesta Forza” armata degli USA, specificamente destinata alla guerra spaziale. Le Star Wars, così cinematograficamente battezzate da Ronald Reagan nell’ultimo capitolo della Guerra Fredda, e poi archiviate insieme al collasso dell’URSS, erano in fondo un’appendice del confronto nucleare, volto a creare uno scudo contro attacchi missilistici atomici, intercettandoli lungo la rotta.

Ma la logica di minaccia incrociata, con rischio di apocalisse, che caratterizzava quel confronto, pare ora superata: in favore di uno scenario forse più inquietante. Lo prospetta, in una recente intervista a El Pais, l’ex astronauta dell’URSS Yuri Baturin (nell’immagine a destra), cosmonauta, specialista in  dinamiche fisiche e direzione di volo, giurista e giornalista, divenuto  consulente di Gorbaciov, e poi collaboratore su queste tematiche di Boris Yeltsin.

La guerra nello spazio

“Non sarà, come immaginano a Hollywood, una guerra nello spazio fra sofisticate apparecchiature cosmiche, ma una distruzione dall’alto delle infrastrutture del nemico. A differenza delle armi nucleari, lo sviluppo di armi spaziali ha lo scopo di danneggiare l’infrastruttura sul territorio senza distruggerlo, in modo che possa essere utilizzato in seguito dal vincitore e che lavoreranno su di esso. Non sono armi letali, anche se ci saranno vittime se saranno usate. Il diritto internazionale – continua Baturin – non regolamenta oggi la posizione dei potenti laser nello spazio. Con la radiazione di questi potenti laser è però possibile per esempio lasciare Mosca o un’altra città senza energia elettrica. Per questo occorre sviluppare potenti armi spaziali, e questo accadrà “. Negli Stati Uniti, spiega, e in Russia, Cina e Giappone, stanno lavorando per realizzare questo tipo di laser. Secondo Baturin, gli esperti prevedono che uno scenario simile si potrebbe produrre a metà del nostro secolo, fra trent’anni circa. Ma allora la Russia “non ha,  e non avrà, la  potenza necessaria a questa guerra, che prevede non solo missili e armamenti, ma una economia in grado di sostenerla”.

In Occidente, dice Baturin, la percezione dei rischi di una guerra è cresciuta, anche perché gli interessi economici sono ormai globalizzati, e le strutture industriali e finanziarie che prendono le decisioni in Russia spesso sono controllate da persone che hanno famiglia e capitali altrove. Questa osservazione fa pensare che Baturin immagini USA e Cina come i possibili protagonisti di questo conflitto futuro. Ad aumentare il pericolo, segnala l’ ex cosmonauta, contribuisce  la scarsa coscienza delle nuove generazioni, quelle cresciute dopo la minaccia atomica della Guerra fredda. “Noi  sapevamo – conclude – che in caso di conflitto nucleare saremmo morti tutti”. Ora, l’abitudine a convivere con le armi atomiche ha prodotto una pericolosa indifferenza

La fine di una collaborazione

Nel frattempo, grazie anche alle nuove prese di posizione di Trump, anche la collaborazione fra America e Russia, che si è concretizzata nella gestione comune della Stazione Spaziale Internazionale (ISS), sta per finire. Il contratto tra la Russia e gli Stati Uniti per il trasferimento degli astronauti della NASA della Stazione Spaziale Internazionale (ISS) scadrà ad aprile 2019. Fino ad ora, abbandonato da tempo il progetto Shuttle, i cosmonauti americani hanno dovuto fare uso dei missili russi Soyuz,

Nel settembre di quest’anno si è intanto risolto un piccolo giallo: a bordo di una delle navicelle Soyuz si è scoperta una perdita di ossigeno, e quindi un piccolo foro nel guscio esterno. Si è fatta l’ipotesi di un micrometeorite, ma poi il buco è risultato prodotto dall’interno, con un trapano. Si sono incrociati sospetti  fra americani e russi, e si è parlato di sabotaggio. Salvo scoprire poi che si trattava dello sbaglio di un tecnico russo, a terra.  Ma intanto il clima di collaborazione che stava alla base della Stazione internazionale è saltato, per lasciare spazio a questo confronto, che amplia lo spazio militarizzato del pianeta, e che potrebbe aprire scenari inquietanti per il futuro.

Dalla fine della Guerra fredda, le guerre si sono fatte, spesso in modo oscuro o lontano dall’attenzione dei media, ben fuori dai confini delle superpotenze. Ma ora anche lo scenario da guerra mondiale, che pareva cosa del passato, torna a farsi reale.

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