Guinea, in piazza contro Condé

Le proteste scaturite dall'ipotesi di riforma costituzionale hanno provocato morti, feriti e arresti. Il Paese si ribella al terzo mandato del Presidente

Settimane di proteste e contestazioni in Guinea contro un eventuale terzo mandato del presidente in carica Alpha Condé. I manifestanti hanno cominciato a scendere in piazza il 14 ottobre, quando i partiti di opposizione e i leader della società civile della Guinea, riuniti nel Fronte nazionale per la difesa della Costituzione (Fndc), hanno convocato uno sciopero generale contro il progetto di riforma costituzionale che dà la possibilità a Condé di candidarsi ancora. Allo sciopero hanno aderito scuole, numerosi negozi e aziende della capitale.

Nelle proteste, partite dalla capitale Conakry e poi diffuse in tutto il Paese, sono morte almeno dieci persone. Le Organizzazioni per la Difesa dei diritti umani, tra cui Amnesty International, hanno denunciato un eccessivo uso della forza da parte della polizia, oltre ad arresti arbitrari e altre forme di repressione.

Il presidente della Guinea dovrebbe completare il secondo mandato quinquennale nel 2020, che secondo la legge fondamentale in vigore nel Paese avrebbe dovuto essere l’ultimo. Per avere la possibilità di restare al potere il partito di governo del Raggruppamento del Popolo Guineano ha però presentato in parlamento un emendamento. Nel maggio 2019 il ministro della Giustizia della Guinea, Cheick Sako, ha rassegnato le dimissioni perché contrario a qualsiasi modifica della Costituzione. Nel mese di novembre la Guinea voterà per rinnovare il parlamento, l’Assemblea Nazionale, con quasi un anno di ritardo rispetto alla data prevista.

Il governo ha considerato le manifestazioni illegali e cinque leader dell’Fndc sono stati accusati di grave turbativa dell’ordine pubblico, in quanto organizzatori delle proteste, e condannati. Il leader Abdourahamane Sanoh, è stato condannato a un anno di prigione e gli altri quattro imputati a sei mesi di prigione. Gli avvocati difensori hanno annunciato di ricorrere in appello.

Secondo l’Fndc alla giornata di sciopero del 24 ottobre  hanno partecipato circa 1 milione e mezzo di persone. “L’entusiasmo del popolo guineano – si legge in un comunicato pubblicato sulla pagina Facebook del movimento politico –  è il supporto più bello che può essere dato ai sacrifici fatti dai nostri connazionali ingiustamente arrestati e condannati”. E ancora: “Abbiamo appena vinto una battaglia per la strada contro il regime dittatoriale e mafioso di Alpha Conde, ma la lotta deve continuare, con sempre più vigore e determinazione, fino all’abbandono del progetto di cambiamento costituzionale, la liberazione immediata di Abdourahmane Sanoh, dei suoi compagni e di tutti i cittadini la cui unica colpa è  solo quella di essersi eretto contro questo funesto progetto di terzo mandato”.

*In copertina la manifestazione a Conakry del 24 ottobre 2019 (foto tratta dalla pagina Facebook del Front National Pour La Défense De La Constitution-FNDC)

di red Al/Pi.

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