I Brics contro l’arma del dollaro

Un'analisi del tentativo del nuovo club finanziario  di affrancarsi dal  potere del dollaro

di Maurizio Sacchi

E’ dedicata al dollaro, e al tentativo dei Paesi Brics di affrancarsi dal suo potere, la seconda parte del saggio del geografo  Andrea Vento dedicato allo studio delle prospettive aperte dall’ampliamento del gruppo di Stati che sta mettendo in discussione l’ordinamento geopolitico attuale. Ne offriamo qui un riassunto, rimandando al link per la sua lettura integrale (una sintesi della prima parte si può invece leggere qui).

Le sanzioni imposte dal 23 febbraio 2022 alla Russia, in 12 tranche successive, hanno fatto sì che “…più di un quarto dell’economia mondiale si trovi a subire una forma o l’altra di sanzione”, come sostiene Christopher Sabatini del Royal Institute of International Affairs. Secondo il Financial Times, nel corso dell’ultimo decennio “I presidenti statunitensi che si sono susseguiti hanno optato per una strategia ritenuta poco onerosa in termini di sforzi e vite umane per risolvere i problemi di politica estera”.

Gli Stati Uniti, grazie all’ egemonia del dollaro negli scambi internazionali,  godono dei privilegi dell’indebitamento incontrollato e della facoltà di orientare le politiche monetarie internazionali, Da quando, con gli accordi di Bretton Woods, questa egemonia è in atto, Washington può imporre le proprie volontà a tutti i soggetti, statuali e non,  che utilizzano il dollaro. Lo fa da tempo con Cuba, Venezuela, Iran, Corea del Nord, Afghanistan e Siria, Ma il salto di qualità si è dato dopo l’intervento russo in Ucraina, quando Mosca viene estromessa dal sistema di pagamenti internazionali incentrati sul dollaro denominato Swift, e subisce il congelamento di 300 miliardi di dollari di riserve proprie depositati nelle banche occidentali. Al di là delle valutazioni di merito sulle cause delle sanzioni, i Paesi Brics si pongono dunque l’obbiettivo duplice di mettersi al riparo da decisioni  punitive unilaterali, e di costruire un sistema di pagamento internazionale alternativo.

Quale moneta adottare per sostituire il biglietto verde? Un quesito tantosemplice da porre quantocomplesso da mettere in pratica:l’egemonia del dollaro è ancora ben salda e nessuna delle valute alternative, dall’euro allo tuan – o Renminbi – cinese, possiede ad oggi le caratteristiche per sostituirlo all’interno di un nuovo sistema monetario internazionale. Per svolgere  tale ruolo una moneta deve poter essere usata sia come  unità di conto nel commercio internazionale,  che come  strumento di riserva, vale dire utile per accantonare capitali.  Le due valute principalmente designate a sostituire il dollaro, vale a dire l’euro e lo yuan non offrono queste garanzie: il primo in quanto l’incertezza causata dalla crisi del debito sovrano dei paesi meridionali  dell’Eurozona, iniziata nel 2010 e placata dal famoso “Wathever it takes” di Mario Draghi nel 2012, ancora ne condiziona l’affidabilità, mentre il secondo è soggetto nei movimenti a rigidi controlli da parte delle autorità cinesi.

Affinché ll Renminbi possa i sostituire il Dollaro come moneta di riferimento degli scambi internazionali sarebbe necessario che Pechino liberalizzasse la propria divisa omologandola agli standard internazionali. Passi che il governo e la Banca centrale cinese non sono propensi a compiere, in quanto ciò provocherebbe una rivalutazione della loro valuta, penalizzandone la competitività nell’export, e lascerebbe mano libera al trasferimento all’estero degli ingenti capitali privati accumulati, oggi soggetti a stretti controlli. Inoltre, la deregolamentazione della moneta aumenterebbe il rischio di instabilità finanziaria in caso di turbolenze internazionali, come avvenuto del 2015-16 dopo un tentativo di parziale liberalizzazione da parte delle autorità cinesi, poi costrette a una rapida marcia indietro. Al momento un primo passo é stato quello di stabilire alcuni accordi commerciali parziali utilizzando a volte la rupia, a volte il rublo. Ma si tratta di episodi: per le ragioni già citate, nessuna delle valute alternative possiede per ora le caratteristiche che lo rendano adatto a svolgere il ruolo della valuta a stelle e strisce.

 

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