I colpevoli dell’ex Jugoslavia

di Ilario Pedrini

Guerra i Siria. Se ne parla, ma sempre troppo poco. Una guerra consumata non lontano dalle nostre coste. Ma i questi giorni di shopping natalizio ce ne siamo forse scordati un po’. Memoria debole, spesso. Un cervello che facilmente rimuove. Come è stato rimosso dalla nostra memoria anche il dramma della vicinissima Jugoslavia. A riportarci alla storia di allora ci pensa la cronaca. La stampa ci racconta del processo a Ratko Mladić.  Il procuratore del Tribunale penale internazionale dell’Aja ha chiesto la sua condanna all’ergastolo. «Sarebbe un insulto alle vittime, quelle viventi e quelle morte e un affronto alla giustizia qualsiasi sentenza diversa da quella più severa prevista dalla legge, una condanna a vita» ha detto il procuratore Alan Tieger. «All’inizio del processo davanti al Tribunale penale internazionale per l’ex Jugoslavia (Tpij), nel maggio del 2012, Ratko Mladić voleva presentarsi in uniforme, con le sue stelle di generale sulle spalline- scrive Internazionale -. Quattro anni e 370 testimoni dopo, l’ex capo militare dei serbi di Bosnia “si presenta come un ufficiale poco credibile”, ha detto il procuratore Alain Tieger il 5 dicembre, il primo giorno della requisitoria finale. Un generale che avrebbe ordinato le operazioni militari ma completamente ignorato le stragi di civili, nonostante le ripetute segnalazioni della comunità internazionale e dei mezzi d’informazione. «La pulizia etnica non era la conseguenza della guerra ma era il suo obiettivo», ha ribadito Tieger. La responsabilità politica delle stragi, secondo l’ex capo militare – scelto tra gli ufficiali di Belgrado da Radovan Karadžić nel maggio 1992 – sarebbe dei suoi subordinati e dei capi politici serbi della Bosnia. Ma di cosa stiamo parlando? Di genocidio, crimini contro l’umanità e “crimini di guerra per la pulizia etnica delle città e dei villaggi della Bosnia Erzegovina, per i 44 mesi dell’assedio di Sarajevo, bombardata, presa di mira dai cecchini e affamata; per il massacro di Srebrenica e per la presa in ostaggio dei caschi blu delle Nazioni Unite, usati come scudi umani per impedire qualunque intervento della Nato, mentre i capi serbi della Bosnia preparavano l’operazione per riprendere le enclave di Zepa e Srebrenica, dichiarate «zone protette» dall’Onu. Qui nel luglio 1995 furono massacrati più di settemila musulmani e deportate le loro donne e i loro bambini. Una strage continua, racconta Stephanie Maupas di Le Monde. «Ha preso parte alla pianificazione del massacro con le autorità della Serbia, compreso Milosevic, l’ex presidente serbo, che garantiva l’aiuto del suo esercito e dei suoi servizi segreti». Il presidente dei serbobosniaci Karadžić e Mladić sono stati personaggi chiave della strada che ha portato all’inferno. Sul suo diario di guerra Mladić aveva annotato: «Separarsi dai croati e dai musulmani per sempre, una parte di Sarajevo deve essere nostra, abbiamo bisogno di uno sbocco al mare e di stabilire un legame con la Serbia sulla Drina” (il fiume che segna il confine tra Serbia e Bosnia)». La strategia portò a quattro anni di guerra e quasi centomila morti: i serbi bosniaci presero il controllo sulla loro entità all’interno di una Bosnia Erzegovina ingovernabile.  L’imputati – scrive Le Monde – si presenta come il difensore dei musulmani di Bosnia. Ma chi è Mladić oggi? È arrivato all’Aja nella primavera del 2011. Era ammanettato, provato da 16 anni di fughe e da un ictus. Ora la parola passa alla difesa. L’imputato Mladić rischia una condanna all’ergastolo. Dietro il vetro antiproiettile – ci racconta Maupas – ci sono le “madri di Srebrenica”. Loro, dal 1995, non mancano mai alle udienze del tribunale dell’Onu.

 

http://www.internazionale.it/notizie/stephanie-maupas/2016/12/07/ratko-mladic-processo

 https://it.wikipedia.org/wiki/Ratko_Mladi%C4%87

http://www.corriere.it/esteri/16_dicembre_07/ex-jugoslavia-tribunale-penale-internazionale-chiede-l-ergastolo-ratko-mladic-02b865ec-bc85-11e6-9c31-8744dbc4ec0a.shtml

foto tratta da http://www.balcanicaucaso.org/Dossier/La-cattura-di-Ratko-Mladic

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