Il gas africano fa litigare un’Europa in ordine sparso

Il negoziato italo-algerino  irrita la Spagna. Nervi tesi tra  Algeri e Madrid per l'accordo con Rabat sul Sahara occidentale. Il gasdotto della Libia

di Maurizio Sacchi

L’Algeria, principale partner commerciale dell’Italia in Africa, è attualmente, con il 30 per cento il secondo fornitore di gas a Roma, dietro la Russia con il 40 percento e si avvierebbe, nelle intenzioni del governo Draghi,a diventare gradualmente il maggiore. L’Eni e l’algerina Sonatrach hanno firmato un accordo  per aumentare le esportazioni di gas verso l’Italia. L’ Eni ha annunciato che aumenterà la sua fornitura del 40 percento  all’anno fra il  2023 e il 2024. Inoltre, Draghi ha aggiunto che i due governi hanno firmato una dichiarazione d’intenti su una  cooperazione bilaterale sull’energia che va oltre il gas. “L’Italia è pronta a lavorare con l’Algeria per sviluppare energia rinnovabile e idrogeno verde. Vogliamo accelerare la transizione energetica e creare opportunità di sviluppo e occupazione”.

Alessandro Gili, ricercatore specializzato in infrastrutture e geoeconomia all’Istituto Italiano per gli Studi di Politica Internazionale, spiega all’Ansa  che il flusso di gas tra l’Algeria e l’Italia potrebbe aumentare ulteriormente quest’anno, fino alla piena capacità, il che renderebbe l’Algeria il maggior fornitore di gas naturale dell’Italia, superando la Russia. Il gasdotto italiano funziona solo a due terzi della sua piena capacità, che è  di  30 miliardi di metri cubi, quindi c’è ampio spazio per aumentare la fornitura senza  nuovi investimenti in infrastrutture. Questo accordo ha però creato tensione tra l’Algeria e la Spagna, dopo il cambiamento di politica estera di Madrid sul Sahara Occidentale e il suo recente appoggio al piano autonomista del Marocco per quella regione come la soluzione “più seria, realistica e credibile”.

Non é chiaro se l’Algeria aumenterà il prezzo del gas nei contratti da rinnovare con l’Italia. Nel caso della Spagna, l’aumento è certo. La vicepresidente spagnola per la Transizione Ecologica, Teresa Ribera, ha già chiarito il 7 aprile che l’Algeria intende aumentare i prezzi del gas alla Spagna e ha auspicato che l’aumento sia “moderato”. Ribera ha detto che l’azienda algerina Sonatrach aveva già avvertito in ottobre che i prezzi attuali sono ben al di sotto della quotazione del gas sui mercati internazionali. Il gas che l’Italia riceve direttamente attraverso il suo gasdotto Transmed è più di tre volte superiore al gas algerino che arriverà in Spagna: attraverso il gasdotto Medgaz, che si collega con Almeria: 22 miliardi di metri cubi di gas italiano contro 7 miliardi di metri cubi di gas spagnolo. 

Algeri. in seguito alla disputa con Madrid sul Sahara occidentale,  ha tagliato il gasdotto Maghreb-Europa, che collegava l’Algeria alla Spagna attraversando il Marocco, e così la Spagna ha smesso di ricevere 6 miliardi di metri cubi.Questo, mentre é in corso  l’opera di espansione del gasdotto Medgaz, per aumentare la sua capacità di trasporto a 10 miliardi di metri cubi. La Spagna riceve il resto del suo fabbisogno sotto forma di gas liquefatto, che viene trasportato dalle cosiddette metaniere, soprattutto dagli Stati Uniti. Il prezzo del gas liquefatto è  molto più alto di quello che arriva attraverso un gasdotto. Ma Davide Tentori, analista specializzato in geoeconomia denuncia: “I paesi dell’UE si stanno muovendo in ordine sparso, con iniziative diplomatiche individuali. Oltre all’Italia, il principale destinatario del gas algerino è la Spagna. Forse sarebbe meglio avere discussioni concertate su come diversificare le forniture di petrolio e gas”,.

Il governo italiano ha anche inviato delegazioni in Azerbaijan, da cui ha ricevuto 7,2 miliardi di metri cubi l’anno scorso tramite un gasdotto attraverso il mare Adriatico, e in Qatar, da cui ha importato circa 6,8 miliardi di metri cubi. Da quando è iniziata l’invasione dell’Ucraina, il ministro degli esteri Di Maio  è stato anche nella Repubblica Democratica del Congo, in Angola e in Mozambico e ha assicurato che “tutti questi Paesi si sono dimostrati disposti ad aumentare la fornitura” di gas a Roma, sebbene “ci sia ancora molto da negoziare”.

Il ricercatore Alessandro Gili spiega che i viaggi fatti da delegazioni italiane negli ultimi mesi in Congo, Angola, Qatar e Mozambico sono stati importanti, in particolare per aumentare i flussi di gas naturale liquefatto (LNG), che nel 2021 rappresentano circa il 13% della domanda nazionale di gas. Gili è favorevole ad aumentare il numero di tre impianti di rigassificazione che già esistono in Italia, rispetto ai sei della Spagna, che ha il maggior numero di impianti in Europa. Il ricercatore ritiene che sia anche nell’interesse dell’Italia avere navi gasiere galleggianti, che potrebbero fornire all’Italia altri 5 miliardi di metri cubi di gas liquefatto per nave. Le reazioni alla mossa di Draghi non si sono fatte attendere.

“La visita ad Algeri dal presidente del Consiglio, Mario Draghi, è uno schiaffo dato alla Spagna dopo la sua svolta sulla questione del Sahara occidentale”: scrive il sito di informazioni algerino “Dernieres Info d’Algerie” (Dia) riferendosi implicitamente all’appoggio di Madrid al Marocco contro l’indipendentismo della desertica ex-colonia spagnola, sostenuto invece da Algeri. “L’Algeria, chiamata dall’Europa a fornirle il gas, ha preferito consolidare la partnership con l’Italia a danno della Spagna, che non beneficerà più della stessa considerazione di prima da parte dell’Algeria, a causa della svolta”.

“In tal senso, si prevede che il prossimo maggio il Presidente della Repubblica algerina, Abdelmadjid Tebboune, si recherà in visita  in Italia per consolidare ulteriormente i secolari rapporti bilaterali con l’Italia”, nota ancora Dia. “A tal fine, Mario Draghi, ha affermato che il suo Paese sta lavorando per rafforzare e consolidare ulteriormente le sue relazioni di cooperazione con l’Algeria, principale partner commerciale dell’Italia nel continente africano”,. .

Non è per nulla piaciuta all’opposizione spagnola  la  presa di posizione del Governo di centrosinistra di Pedro Sanchez  in favore del Marocco, che è il  principale rivale regionale dell’Algeria,sulla questione del Sahara Occidentale, territorio conteso da molti anni fra Rabat e gli indipendentisti sostenuti da Algeri. Una svolta improvvisa, dopo decenni di neutralità strategica, che ha permesso al premier Pedro Sánchez di annunciare la fine di una crisi diplomatica e l’inizio di una “nuova partnership” con il Marocco. E dura è stata la reazione algerina, che  ha reagito richiamando in patria l’ambasciatore a Madrid e minacciando di aumentare il prezzo del gas.

E la stampa conservatrice spagnola  attacca  Sánchez:  “Mentre si distanzia dal nostro Paese, l’Algeria, uno dei nostri principali fornitori di gas naturale, ha avviato un non celato avvicinamento all’Italia”, protesta  El Mundo. “Non c’è dubbio che il prossimo fallimento del governo sarà quello di aver perso l’occasione per la Spagna di diventare il principale centro di distribuzione del gas algerino per tutta l’Europa, in favore dell’Italia”, aggiunge il quotidiano. Critiche a cui fanno eco quelle dell’opposizione  del Partito Popolare, e del movimento di estrema destra Vox. “Le forniture di gas dall’Algeria sono garantite”, ha replicato la portavoce del Governo Isabel Rodríguez, aggiungendo che “la situazione dell’Italia non è paragonabile a quella spagnola”, in quanto “la dipendenza dell’Italia dal gas russo è del 40 percento” mentre quella della Spagna “è dell’8 percento”. Secondo quanto riferito all’Ansa da un anonimo esponente del settore energetico, l’Italia è disponibile a “creare infrastrutture di reciproca utilità”. 

Il gas proveniente dalla Libia verso l’Italia è invece bloccato dalla crisi politica che tuttora vive il Paese maghrebino. Le forniture che giungevano in maniera regolare e in costante aumento a partire dal 2004, ovvero dalla costruzione del gasdotto Greenstream che, dai terminali di Mellitah arriva in Sicilia facevano della Libia il nostro quarto se non terzo fornitore in Italia dopo Algeria, Russia e Azerbaijan.

Dal 2005, il gas libico era  passato dal 6 percento delle importazioni italiane a una media del 12 percento nel 2018  Quindi più di un decimo del gas utilizzato in Italia proveniva dai giacimenti di Tripoli.nell’ovest della Libia. Lungo circa 520 chilometri, il Greenstream, realizzato da Saipem nel 2004 dopo l’accordo fra Silvio Berlusconi e Muhammar Gheddafi, è attualmente il gasdotto più lungo del Mediterraneo. All’interno della Centrale di Compressione di Mellitah il gas naturale da esportare viene compresso e immesso all’interno di una singola tubazione sottomarina, cioè il GreenStream. Questa ha diametro costante di poco più di 80 cm (32 pollici) e durante il suo tragitto raggiunge una profondità massima di 1150 m sul fondale marino. Nel suo ultimo tratto in prossimità delle coste siciliane il gasdotto risale lungo il fondale raggiungendo profondità di circa 15-20 m. Una volta arrivato a Gela, il gas viene – o veniva-  immesso nella rete di trasporto nazionale italiana.

 

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