Il protagonismo dell’Asia (1)

Un bilancio del 2022 per il grande Continente in vista del G20 di Bali a novembre. Se dal punto di vista bellico può festeggiare la fine della guerra afgana restano la macchia del golpe militare birmano e i riflessi della guerra in Ucraina

Quasta analisi riassume e anticipa temi e conflitti in Asia di cui ci occuperemo nella XI edizione dell’Atlante delle guerre e dei conflitti nel Mondo di prossima pubblicazione

di Emanuele Giordana

Com’è cambiata l’Asia nel 2022, l’anno segnato dalla crisi in Ucraina? Dal punto di vista bellico, se il Continente asiatico può festeggiare la fine della guerra afgana segnata dalla resa di Kabul nell’agosto 2021, resta la macchia del golpe militare birmano del primo febbraio 2021 e la conseguente situazione di conflitto diffuso con migliaia di vittime civili, sfollati interni, profughi nella vicina Thailandia. Quanto ai contraccolpi della guerra in Ucraina, i suoi effetti e le prese di posizione a favore o contro l’invasione russa hanno stabilito nuovi equilibri. In generale, il Continente più popoloso del Mondo ha continuato a fare i conti con i suoi conflitti, più o meno conclamati o congelati (come nelle Filippine, in India o in Pakistan con le guerriglie locali).  È rimasta forte l’emergenza pandemica, che ha continuato a colpire dal Pakistan alla Cina, e sono salite alla ribalta della cronaca gravi crisi economiche in Sri Lanka (che ha dichiarato fallimento non arrivando più a ripagare il debito estero) o in Pakistan. Qui, un’alluvione senza precedenti ha messo in ginocchio un’economia malata e un Paese dove la crisi politica, derivata dal voto di sfiducia al premier Imran Khan, è materia quotidiana.

Dal punto di vista degli schieramenti internazionali, i due grandi dominus asiatici, India e Cina, nemici storici per questioni di frontiera e rivalità economica, han finito per trovarsi spesso dalla stessa parte della barricata. Nei Brics (acronimo per Brasile, Russia, Cina, India, Sudafrica) e nella Sco (Organizzazione per la Cooperazione di Shanghai), Pechino e New Delhi si sono ritrovate più o meno d’accordo sugli effetti negativi dell’invasione dell’Ucraina da parte di un alleato importante come la Russia.  Sullo sfondo di una nuova forma che il panorama geopolitico va assumendo, con le sue variabili alleanze e un confronto sempre più aperto con gli Stati Uniti, resta la costante tensione che, dallo Stretto di Taiwan, si allunga sull’Asia meridionale e sudorientale, aree che condividono gran parte del Pacifico. È un Oceano al centro dello scontro tra cinesi e americani ma in cui pesano anche le tensioni tra Pechino e i Paesi dell’area: attratti dal colosso estremo orientale ma spaventati dalla sua potenza sul lungo periodo.

In quest’area del Mondo inoltre, la presenza di Australia e Nuova Zelanda (una sorta di blocco occidentale nel cuore dell’Asia) e di alleati storici degli Stati Uniti come Corea del Sud e Giappone (per non citare Taiwan) rappresenta un contrappeso all’espansionismo cinese. Gli interessi economici travalicano però gli schieramenti politici, come prova l’avvio del Partenariato Economico Globale Regionale (Regional Comprehensive Economic Partnership, Rcep). Si tratta di un accordo di libero scambio nella regione dell’Asia Pacifica tra i dieci stati dell’Asean (Brunei, Cambogia, Indonesia, Laos, Malaysia, Myanmar, Filippine, Singapore, Thailandia e Vietnam) e Australia, Cina, Giappone, Nuova Zelanda, Corea del Sud. I suoi 15 membri riuniscono circa il 30% della popolazione mondiale: il Rcep rappresenta il più grande blocco commerciale al Mondo e una rilevante fetta del Pil globale del Pianeta. Firmato al vertice virtuale dell’Asean in Vietnam il 15 novembre 2020, non vede invece la partecipazione dell’India che, all’ultimo momento, se n’è tirata fuori.

Bilancio? Incerto e da seguire, perché due dei più importanti e grandi imperi mondiali (Russia e Cina) occupano gran parte dello spazio geografico asiatico. Gli si affiancano l’India, con il suo miliardo e 400 milioni di abitanti, e l’Indonesia, un Paese (ora alla presidenza del G20) che in silenzio sta guadagnando uno spazio sul podio dei Grandi del Pianeta. Negli equilibri mondiali, l’Asia occupa un posto così importante che si deve tener conto di come si muovono le singole potenze regionali e la grande massa di donne e uomini che la abitano. Il prossimo summit G20 a Bali potrebbe riservarci qualche sorpresa. Speriamo positiva.

In copertina: Abraham Ortelius, Asiae Nova Descriptio, 1595. Cartography of Asia. (2021, May 13). In Wikipedia. https://en.wikipedia.org/wiki/Cartography_of_Asia

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