India, Cina, Nepal: tensione sui ghiacciai

Truppe al confine tra i due colossi asiatici e scaramucce tra esercito indiano e cinese. Tensione anche tra Delhi e Kathmandu

Risolvere la situazione di stallo lungo la Linea di controllo effettivo (LAC, il confine kashmiro con la Cina) con il dialogo diplomatico e lo sforzo dell’India e garantire che le tensioni non aumentino ulteriormente. E’ la posizione dell’India – riportata dal quotidiano The Hindu – che riferisce delle parole del Ministro della Difesa Rajnath Singh, nel primo commento – sabato scorso – di un membro del Comitato di gabinetto per la sicurezza sul periodo di stallo di quasi un mese tra India e Cina sul confine. “A partire da ora, il dialogo è in corso con la Cina sia a livello militare sia  diplomatico”, ha dichiarato Singh.

Gli indiani affermano che la Cina ha rafforzato la sua presenza sul confine non solo con soldati ma con autocarri, escavatori, artiglieria e veicoli corazzati e che la Cina sta ora occupando il territorio indiano. “I soldati che marciano su e giù per le montagne hanno il rigoroso ordine di non spararsi l’un l’altro” – scrive il New York Times –  ma se non sono stati sparati colpi, come impone il codice di frontiera de facto,  “i soldati hanno combattuto ferocemente con pietre e mazze di legno” a oltre 4mila metri di altezza lungo una frontiera fredda,  inospitale e contesa lunga più di 3mila chilometri. Per l’India le incursioni e le manovre cinesi sono da ricondurre a una  campagna di  pressioni sul governo del Primo Ministro Narendra Modi approfittando della crisi del Covid-19.

A sua volta la Cina, sentendosi nel mirino, cerca di non arretrare quantomeno nelle sue rivendicazioni territoriali come dimostra fin troppo bene  il caso di Hong Kong ma anche la presenza minacciosa della sue navi da guerra nel Pacifico. La guerra prima commerciale, poi di parole e poi ancora di possibili nuove sanzioni da parte americana ha inasprito le tensioni. Quella sul confine kashmiro non è dunque l’unica: ce n’è infatti un’altra poco più a Est che riguarda, seppur indirettamente, i due colossi asaitici. Si gioca su uno Stato cuscinetto.

La vicenda riguarda una disputa di confine tra India e Nepal: l’India afferma che la sua nuova strada per Lipulekh rientra in territorio indiano, ma il Nepal afferma che almeno 17 km si trovano sulla sua terra. La tensione è esplosa agli inizi di maggio – mentre cominciava la pressione cinese sulla Lac – quando Nuova Delhi ha annunciato l’inaugurazione del collegamento stradale himalayano che attraversa la zona disputata di Kalapani. Sotto la “pressione dell’opposizione, della società civile e della  stampa nepalese – scrive Al Jazeera –  il governo del primo ministro Khadga Prasad Sharma Oli ha pubblicato  una nuova mappa politica del Paese, mostrando Kalapani, Lipulekh e Limpiyadhura all’interno dei suoi confini.”

L’India ha obiettato, dicendo che la nuova mappa del Nepal “includeva parti del territorio indiano”, una disputa originata dalla pubblicazione nel 2019  di una nuova mappa politica dell’India, che mostrava Kalapani in India. Ma c’è anche un risvolto che va oltre e cioè il fatto che in questo momento il Nepal, stretto tra Cina e India, si è avvicinato molto di più a Pechino. La vicenda dei confini è per altro il segnale di un malessere nei rapporti sino-indiani perché Delhi teme lo strapotere e la forza commerciale cinese in grado di minacciare non solo le sue esportazioni ma lo stesso mercato interno indiano.

(Red/Em. Gi.)

In copertina uno scatto di Simon Berger sull’Himalaya

Nel testo  la mappa satellitare  via Microsoft Corporation Earthstar Geographics (by Jugal K. Patel) riprodotta dal New York Times nell’articolo citato

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