La fame dell’Africa

Gli ultimi rapporti di Fao e Wfp confermano che la morsa dell'inedia assedia gran parte del Continente. Aiutata dalla guerra

dall’inviato Emanuele Giordana

Nairobi – L’Africa resta al centro delle preoccupazioni della comunità internazionali per i rischi connessi alla fame: Etiopia, Nigeria, Sud Sudan e Yemen in particolare restano al livello di allerta più elevato, scrive un rapporto congiunto Fao-Wfp. Nelle ultime valutazioni disponibili, racconta Hunger Hotspots, tutti questi Paesi avevano già mostrato che larghi segmenti della popolazione erano destinati a subire inedia o morte.

La mancanza di dati di valutazione aggiornati per l’Etiopia è uno dei principali crucci ma è largamente probabile che i livelli di insicurezza alimentare acuta siano aumentati e potrebbero aumentare ulteriormente oltre i livelli di emergenza e catastrofe già identificati nell’ultimo rapporto. In un altro documento del solo Wfp uscito negli stessi giorni infatti, si stima però che quasi il 40 per cento degli abitanti del Tigrai soffra di “un’estrema mancanza di cibo”. Un problema che, dopo 15 mesi di combattimenti, ha fatto scattare l’allarme per l’aumento della fame anche nelle vicine regioni di Amhara e Afar.

In Tigrai, una regione di circa sei milioni di persone che secondo le Nazioni Unite rimane in gran parte isolata, “le famiglie stanno esaurendo tutti i mezzi per sfamarsi, con tre quarti della popolazione che usa strategie estreme per sopravvivere”, commenta il rapporto del Wfp. L’altra metà dei tigrini infatti non sta meglio: in termini generale l’83% dei tigrini combatte quotidianamento per il cibo e fa affidamento su un solo pasto al giorno. E’ uno degli elementi devastanti dovuto alla guerra tra Tigrai e Governo centrale. Da metà dicembre nessun camion con carichi di aiuti umanitari è entrato nella regione: negli ultimi sei mesi sono entrati 1.338 camion, che secondo Ocha (Onu)  rappresentano solo il 10% delle forniture necessarie a soddisfare i bisogni umanitari.

Il rapporto Fao-Wfp ricorda anche che L’Afghanistan, la Repubblica Centrafricana, la Repubblica Democratica del Congo, Haiti, l’Honduras, il Sudan e la Siria restano Paesi che destano particolare preoccupazione. Ciò è dovuto all’elevato numero di persone in condizioni di insicurezza alimentare critica: si prevede che l’Afghanistan, in particolare, dovrà affrontare un record di persone in condizione di insicurezza alimentare critica e vi è un serio rischio che parti della popolazione debbano affrontare l’inedia e la morte se la crisi non verrà contenuta. Come purtroppo largamente annunciato.

La foto di apertura riprende l’immagine di copertina del rapporto congiunto  

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