La tregua di Eid el-fitr in Afghanistan

Comincia il cessate il fuoco lanciato dal governo di Kabul cui i talebani hanno aderito per tre giorni. L'incognita Stato islamico

La festa di Eid el-fiṭr (o festa dell’interruzione de digiuno alla fine del Ramadan) è una delle più
importanti ricorrenze dell’islam che si celebra alla fine del mese lunare del digiuno rituale e che quest’anno cade in questa settimana (venerdi 15 giugno). Ma in Afghanistan questa volta, Eid potrebbe essere ricordata non solo come una festa ma come il primo passo verso il processo di pace, dopo tanti tentativi fallimentari. Una tregua unilaterale è stata infatti lanciata dal presidente Ashraf Ghani giorni fa, il che ha effettivamente sottolineato il suo impegno nel tentare possibili nuove strade negoziali con la guerriglia. Ma la notizia vera è che i talebani questa volta han detto si e hanno aggiunto che, dunque, le armi taceranno (contro l’esercito afgano ma non contro gli stranieri occupanti) per i primi tre giorni della festa.

La tregua dell’esercito afgano – dove la mossa è stata presa da qualcuno con non celato malumore – è già iniziata anche se tutto l’apparato militare è in stato di massima allerta e non solo perché non tutti i talebani, un movimento tutt’altro che omogeneo, potrebbero non aderire. C’è infatti anche un pericolo Stato islamico, come si è visto nei giorni scorsi a Kabul con l’ultima strage firmata dall’autoproclamato califfato. Rompere la tregua in ogni modo – con attacchi e attentati – può infatti sicuramente figurare nell’agenda di ciò che resta dell’esercito di Raqqa che ha tutto l’interesse a far deragliare qualsiasi tentativo di pacificazione.

Il segnale dato dai talebani, ufficialmente, è invece un passo nuovo e importante che sembra aprire uno spiraglio negoziale. Paradossalmente, proprio il nemico comune Stato islamico potrebbe finire a favorire il dialogo tra governo e guerriglia in turbante.

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