Le mine del Donbass

Per tre anni consecutivi il Paese è stato il primo per numero di incidenti causati da ordigni antiveicolo e sono almeno 15mila chilometri quadrati i terreni interessati

L’Ucraina è uno dei territori più minati al mondo. Per tre anni consecutivi il Paese è stato il primo per numero di incidenti causati da mine-antiveicolo. Ad essere più colpite sono le regioni di Donetsk e Luhansk. A dirlo è l’organizzazione non governativa britannica Halo trust, che si occupa della rimozione di residui bellici. La ong, citata anche sul report Landime Monitor realizzato ogni anno nell’ambito della Campagna internazionale per la messa al bando delle mine antiuomo (Icbl) e la Cluster Munition Coalition (Cmc) ha mappato finora oltre 15mila chilometri quadrati di terreni minati.

Tuttavia, specifica la ong, la piena entità della contaminazione non è ancora nota. La quantità di terra identificata come pericolosa, però, è in costante aumento dal momento che i gruppi di indagine stanno valutando nuovi insediamenti, in particolare vicino alla linea del fronte in cui si sono verificati i combattimenti più prolungati e intensi. Secondo la ong, infatti, questi combattimenti avrebbero lasciato l’area profondamente contaminata.

Ad oggi Halo ha registrato oltre 1.900 incidenti provocati da mine e resti esplosivi dal 2014. Tra questi molti i casi mortali. Un esempio che l’ente cita è quello del marzo 2018, quando una famiglia di quattro persone è stata uccisa perché mentre si trovava a bordo di un’auto nella regione di Luhansk. I territori minati stanno poi rallentando la ripresa delle aree non più interessate da conflitto aperto. La maggior parte delle aree minate sono terreni agricoli o boschi, ovvero i campi che le foreste utilizzati per attività economiche.

In un’Ucraina, profondamente provata dal conflitto, il 31 marzo sono previste e attese elezioni presidenziali. Tra i candidati ci sono Yulia Tymoshenko, il famoso showman Volodymyr Zelenskyi e il presidente in carica Petro Poroshenko.

(di Red/Al.Pi.)

*L’immagine di copertina è tratta dal sito web The Halo Trust

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