“Mitologia balcanica”, la nascita della penisola che non c’è

Di Edvard Cucek

Un mio caro amico trentino non sa rispondere alla mia solita domanda.  “Perché, spesso scherzando, mi dici che noi “balcanici” siamo così come siamo, testardi, diffidenti ecc.”?  Battuta su battuta andiamo avanti così, con le risate. Non capisce che gli sto facendo una domanda più che seria.

Perché le terre, recentemente conosciute per degli eventi tristi, le hai collocate sulla “ penisola balcanica”, così detti “Balcani”? Insomma: perché quella parte dell’Europa la chiami penisola ???

 

Versione più moderata di penisola Balcanica, esclusi maggior parte della Slovenia, nord di Croazia e provincia autonoma dio Vojvodina. L’autore comunque non rinuncia al cateto terrestre Trieste – Odessa proprio per allungare più possibile una delle cateti marittime  Odessa – Mattapan Peloponeso.

 

 

Risalendo nei secoli, ai tempi degli antichi viaggiatori Fenici e Greci (che in questo caso sono di casa), poi all’impero Romano, quello unito e quello diviso tra Roma e Costantinopoli, oppure all’epoca medievale del regno Bosniaco e quello Ungaro-Croato o a quello Serbo di re Dusan, nel periodo di impero Ottomano  per poi avvicinarsi  molto ai nostri anni, all’ impero Austroungarico,  non troviamo alcun documento che  testimonia che viviamo in una penisola e soprattutto che ha qualcosa in comune con la montagna oggi conosciuta come  Balcan ( Balkan).

Ecco dove è il problema.

Basta un breve riassunto della storia per capire che questo termine geografico e storico a tutti gli effetti IMPROPRIO.

Tutto ebbe inizio nel diciannovesimo secolo, quando un geologo francese di  nome Ami Bouè ( 1794-1881), lavorando su una delle sue ricerche diede, e non sappiamo fino ad oggi perché, ad una montagna della Bulgaria – allora come oggi conosciuta come “ Stara planina” ( Vecchia montagna) –  nome Balkan. Il nome Balc(k)an deriva dal turco “Balkan/ar” ossia “ boschiva e montuosa roccia”(letteralmente scogliera).

Questo fatto rende necessario togliere qualsiasi dubbio sul titolo della recente opera  cinematografica di A. Jolie “Nella terra del sangue e del miele”. In quella pellicola non c’è nulla che possa evocare, in qualsiasi modo, le vere origini di questo toponimo storicamente sbagliato. Qualche suo suggeritore ha semplicemente deciso di tradurre due parole di lingua turca bal-sangue e kan- miele, molto probabilmente copiandolo da un giornalista turco che qualche anno fa mise in un suo articolo queste due parole insieme. Era il tentativo di giustificare il nome di questa terra piena di antagonismi e tragedie e cosi un’altra ipotesi sbagliata rischia – ha rischiato – di diventare verità. Per il lettore poco attento naturalmente.

Tornando al nostro geologo, si evince che la catena montuosa chiamata dal Balc(k)an in sostanza non ha mai avuto questo nome. Andando poi a vedere dove si trova montagna Balc(k)an ovvero “Vecchia montagna”, ci accorgiamo senza grandi sforzi che questa catena montuosa non è e non è mai stata dominante su un territorio che, per assurdità del caso grazie ad un altro errore madornale, nello stesso periodo sarà destinato a diventare penisola.

A volte il destino e le circostanze creano delle situazioni che nonostante  la loro assurdità e insostenibilità lasciano le tracce indelebili.

A commettere il secondo, grave, errore è stato il geografo tedesco di nome Johann Zeune. Lavorando su un suo libro, già nel 1809, senza consultare le vecchie mappe e documenti con dovuta attenzione, ha visto il territorio sotto Trieste, verso il Mar Egeo e il Mar Nero,  come una penisola.  Su questa “penisola”, poi, vide la catena montuosa secondo lui dominante, proprio “La Vecchia montagna” appena qualche anno prima  “battezzata” da Bouè “Balc(k)an.”

Sia chiaro: l’errore di questo geografo tedesco non è tanto aver dato a una “penisola” il nome che fa riferimento a una montagna che evidentemente non può essere dominante. L’errore è stato chiamare questa parte dell’ Europa del sud-est penisola.

Dunque, vediamo qual è la definizione di penisola.

Per essere considerato penisola un territorio deve avere entrambi i cateti bagnati dai mari più lunghi di quello terrestre.

Quelli che ha preso in considerazione Zeune hanno queste lunghezze;

– Cateto terrestre Trieste – Odessa 1330 chilometri

– Cateto marittimo Trieste – Matapan  1270 chilometri

– Cateto marittimo Odessa – Matapan  1230 chilometri

I chilometraggi non tornano, nemmeno con uno sforzo. Per fare di quelle terre una penisola – con molta fantasia – si dovrebbe allungare il cateto terrestre da Trieste per esempio fino a Rostock in Germania. Pr decenni questa teoria è stata scartata dai geografi. Nei libri di quell’epoca non troviamo riferimenti che possano confermare la condivisone di punti di vista sia del francese Ami Boué, sia del tedesco Johann Zeune. Tornarono di moda, all’inizio del XX secolo, grazie ad un gruppo di giovani, ambiziosi, romantici nazionalisti, uniti attorno ad un personaggio molto famoso nella ex Jugoslavija. Parlo di Jovan Cvijic, tra i seguaci conosciuto anche come “balcanologo”. Fu lòui, in nome dell’idea di “nazione” a fare in modo che una sciagurata ipotesi scientifica prima un mito e poi anche la verità insegnata nelle scuole.

Alla prossima….

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