Onu, verso l’Assemblea generale

''La pandemia del Covid 19 è una crisi diversa da tutte le altre nella nostra vita - dice il segretario  Guterres - 'e per questo anche questa sessione sarà diversa da tutte le altre''

di Gianna Pontecorboli da New York*

”In quest’anno del 75esimo anniversario, ci troviamo di fronte al nostro 1945. E dobbiamo affrontare questo momento”. Con queste poche, amare parole,il segretario generale dell’Onu Antonio Guterres ha presentato alla stampa il panorama della nuova sessione dell’Assemblea Generale che si aprirà ufficialmente martedi prossimo con i tradizionali discorsi dei Presidenti e dei Primi ministri del 193 Paesi che fanno parte dell’organizzazione internazionale.

A far capire che si tratterà di un’Assemblea completamente diversa dalle precedenti basteranno, ovviamente, i dettagli pratici. Nella grande sala che normalmente ospita delle delegazioni composte di 6 persone ci sarà, per ogni Paese, un solo rappresentante. Sul palco, per parlare dal vivo, non salirà molto probabilmente nessuno e i discorsi dei leader mondiali , preregistrati, saranno trasmessi in video. Ancora in forse – ma assai improbabile dopo che anche il presidente cinese Xi Jinping ha rinunciato ad essere presente – anche l’arrivo di Donald Trump, che per tradizione avrebbe dovuto parlare martedi mattina, subito dopo il rappresentante del Brasile, e che ad agosto aveva annunciato la sua decisione di andare di persona la Palazzo di Vetro.

Le salette riservate che per consuetudine ospitano innumerevoli incontri bilaterali e multilaterali rimarranno tristemente vuote, mentre nelle ambasciate si lavora affannosamente per mettere a punto gli incontri via ”zoom”. Al di la’ della tristezza dei corridoi vuoti, tutto questo avrà però un significato ben più ampio e preoccupante. Alla vigilia del suo settantacinquesimo anniversario, la grande organizzazione nata alla fine della Seconda guerra mondiale con la speranza di creare un mondo nuovo, dovrà confrontarsi, da lontano, con tutta una serie di problemi in gran parte preesistenti e che la pandemia ha soltanto reso più drammatici.

”La pandemia del Covid 19 è una crisi diversa da tutte le altre nella nostra vita”, dice Guterres, ”e per questo anche la sessione dell’Assemblea Generale sarà diversa da tutte le altre”. Il virus che ha sconvolto i sistemi sanitari e le economie mondiali è ovviamente la prima minaccia per la sicurezza globale, ha ammesso il segretario generale. Almeno fino ad ora però, le armi dell’organizzazione internazionale per affrontarla hanno dato solo pochi e parziali risultati. Il nuovo vaccino su cui tutti sperano, e che dovrà essere, nella visione dell’Onu ”un bene pubblico globale e accessibile a tutti” non sarà, per ammissione dello stesso segretario generale, una panacea. ”E per di piu” – ha spiegato Guterres – perché’ il vaccino funzioni, le popolazioni dovranno volerlo usare, ma con il diffondersi del virus, vediamo anche una proliferazione di disinformazione e selvagge teorie cospiratorie” e il fondo straordinario di 10 miliardi di dollari che Guterres aveva chiesto per combattere la pandemia ha avuto una risposta molto tiepida da parte dei Paesi donatori e soltanto un quarto della cifra richiesta è stato fino ad ora raccolto. In diversi Paesi, come in Siria, gli aiuti umanitari per le popolazioni più colpite non sono mai riusciti ad arrivare.

”Il mio appello per un cessate il fuoco globale è stato ascoltato da diversi Stati membri, dalla società civile e da un certo numero di milizie armate in varie parti del mondo”, è la visione volutamente ottimistica di Antonio Guterres:”Dall’Afghanistan al Sudan, vediamo nuovi passi positivi verso la pace. In Siria, Libia,Ucraina e altrove, cessate il fuoco e pause nei combattimenti possono creare uno spazio per la diplomazia, in Yemen, ci battiamo per il cessate il fuoco e una ripresa del processo politico. In queste e altre crisi, i guastatori sono attivi e la sfiducia V profonda, ma dobbiamo perseverare”. A ostacolare un percorso già di per sé difficile verso un cessate il fuoco globale, ha ammesso lo stesso segretario segretario generale, sarà’ anche la mancanza di quei colloqui riservati nelle salette di riunione, dove i diplomatici hanno modo di confrontarsi apertamente senza orecchie indiscrete e che diverse volte hanno aperto la strada a una soluzione diplomatica dei conflitti.

In quella che molti commentatori hanno definito la crisi del multilateralismo, saranno ora i dettagli di tante discussioni in video-conferenza e le parole dei discorsi dei leader proiettati sugli schermi della sala dell’Assemblea Generale a dare la misura del vero contrasto che dominerà i lavori, quello per esempio tra un’America di Trump sempre più isolazionista e una Cina sempre più decisa ad occupare uno spazio rimasto vacante. Lunedi, i delegati celebreranno solennemente il 75esimo anniversario con una dichiarazione congiunta. Per definire il testo però, ci sono volute settimane di lavoro al Consiglio di Sicurezza, con gli Stati Uniti ben decisi ad evitare ogni menzione dei cambiamenti climatici e la Cina impegnata a proporre un linguaggio che molti altri Paesi, compresi quelli europei, hanno giudicato”comunista”. Il resto, per definire meglio il nuovo 1945, lo diranno la settimana prossima le sale semivuote del Palazzo di Vetro.

*Da oggi Gianna Pontecorboli inizia la sua collaborazione con l’Atlante delle guerre dal Palazzo di Vetro di New York   In copertina, l’aula deserta dell’Assemblea generale

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