Palestina: solidarietà, tensioni e cambiamenti

Il 29 novembre è per la Palestina una data simbolo. L’ONU celebra infatti  la Giornata Mondiale di Solidarietà con il Popolo Palestinese.

Quel giorno, nel 1947, l’Assemblea Generale adottò la risoluzione 181, nota come la Risoluzione sulla Partizione. La risoluzione stabiliva infatti la creazione in Palestina di uno “Stato ebraico” e uno “Stato arabo”, con Gerusalemme come corpus separatum sottoposta a un regime internazionale speciale.

Come si legge nella descrizione fornita dalla stessa ONU: “La Giornata Mondiale di Solidarietà ha tradizionalmente rappresentato un’opportunità per la comunità internazionale di concentrare la propria attenzione sul fatto che la questione palestinese è ancora irrisolta e che il popolo palestinese deve ancora conseguire i propri inalienabili diritti così come sanciti dall’Assemblea Generale, cioè, il diritto all’autodeterminazione senza interferenze esterne, il diritto a indipendenza e sovranità nazionali, e il diritto di fare ritorno alle proprie dimore e rientrare in controllo dei propri beni dai quali sono stati allontanati”.

Molte delle iniziative italiane a sostegno della causa palestinese stanno ruotando intorno al tema del Giro d’Italia.

Il Giro d’Italia 2018, per la prima volta nella storia di una grande corsa a tappe, partirà fuori dai confini del Vecchio Continente. Il via sarà dato proprio a Gerusalemme con una cronometro individuale e poi ci saranno altre due tappe in terra israeliana . Ad opporsi a questa scelta circa 160 associazioni ed enti in tutta Italia.

Intanto, come sempre, la situazione palestinese è in continuo mutamento. Tre le recenti novità c’è la continua variazione dei rapporti con gli Stati Uniti.

Il dipartimento di Stato USA ha comunicato all’Anp che Washington è pronta a chiudere l’ambasciata palestinese se non rinuncerà a denunciare Israele alla Corte penale internazionale.

Alla minaccia i palestinesi hanno risposto per le rime promettendo interrompere tutte le relazioni con gli Stati Uniti.

Questa tensione non è ovviamente funzionale al nuovo piano di Donald Trump che con il suo nuovo negoziato di pace vorrebbe riuscire dove altri hanno fallito.

Un altro cambiamento da tenere sott’occhio e che inizierà il 1 dicembre è l’inizio degli affetti dello storico accordo firmato in ottobre il Cairo tra Hamas e Fatah.

In quella data, infatti, l’Autorità palestinese (Anp) prenderà il completo controllo della Striscia di Gaza, guidata fino ad oggi da Hamas.

Tags:

Ads

You May Also Like

Minatori-bambini, l’annuncio di Kinshasa

Per il momento è una promessa, un buon proposito a lungo (molto lungo) termine. ...

Myanmar: un buco nella giustizia e un muro per riempirlo

La magistratura birmana rigetta il ricorso in appello dei due giornalisti condannati per aver indagato su una strage dell'esercito a danno della minoranza rohingya. E al confine col Bangladesh nasce uno sbarramento

dal nostro inviato Emanuele Giordana Bangkok – Mentre il governo birmano dà il via ...

Sri Lanka, si fa avanti l'”uomo forte”

Un appello di intellettuali asiatici che chiede che si eviti una deriva securitaria nel Paese  circola proprio mentre irrompe sulla scena politica chi potrebbe incarnarla

Un appello per evitare una deriva securitaria in Sri Lanka circola proprio mentre irrompe ...