Pasticcio yemenita

Il Southern Transitional Council  dichiara lo stato di emergenza per l'autogoverno di Aden e di altre province meridionali

I separatisti yemeniti del Southern Transitional Council (Stc) hanno dichiarato l’autogoverno al Sud del Paese, rompendo un accordo di pace firmato a novembre con il governo sostenuto dalla comunità internazionale e appoggiato dall’Arabia saudita. In una dichiarazione ufficiale resa nota domenica, il Southern Transitional Council – che è invece sostenuto dagli Emirati Arabi Uniti – ha affermato che avrebbe d’ora in poi “autogovernato” la città portuale meridionale di Aden e le altre province meridionali. Il governo yemenita – riferisce Bbc – ha avvertito su “conseguenze pericolose e catastrofiche”.

“L’annuncio da parte del cosiddetto Consiglio di transizione della sua intenzione di istituire un’amministrazione meridionale è una ripresa dell’insurrezione armata … e l’annuncio di un completo ritiro dall’accordo di Riad”, ha dichiarato il ministro degli Esteri dello Yemen Mohammed Al-Hadhrami. Le due parti infatti hanno firmato un accordo di condivisione del potere che era stato descritto dalle Nazioni Unite come un passo importante verso la fine della guerra civile dello Yemen.
.
Ora le cose si complicano e si aggiunge un ennesimo tassello alla guerra già in corso con gli Houti. Il governo dello Yemen riconosciuto a livello internazionale ha respinto l’autogoverno della Stc e vede nella mossa la continuazione della ribellione armata iniziata lo scorso agosto. Il fronte separatista però non ha strada facile perché le autorità locali e di sicurezza nelle province di Hadramout, Abyan, Shabwa, al-Mahra e nell’isola di Socotra hanno respinto la dichiarazione bollata come un “colpo di stato chiaro e definito”.

Il Consiglio di transizione meridionale è un’organizzazione secessionista con 26 membri e include cinque governatorati meridionali e due ministri del governo. Il movimento è stato istituito nel 2007, durante il mandato dell’ex presidente Ali Abdullah Saleh, e ha chiesto e lavorato per la separazione dello Yemen meridionale dal resto della nazione (come era fino al 1990).

Intanto l’inviato dell’Onu nello Yemen, Martin Griffiths ha detto ad Arab News che l’escalation nei combattimenti e nei bombardamenti in tutto lo Yemen ha ormai fatto deragliare i suoi sforzi per riprendere i colloqui tra fazioni in guerra: “Ho detto alle parti pubblicamente e privatamente che la pace non sarà dettata da una posizione di dominio militare. Ora, ancor più che mai” ha aggiunto riferendosi al Covid-19 “con questa minaccia per lo Yemen, devono urgentemente tacere le armi per lavorare insieme per combattere il nemico comune”.

(Red/Est)

In copertina, la città di Aden. Foto di Brian Harrington Spier 

Tags:

Ads

You May Also Like

Assange, il bivio di Londra

Le motivazioni che hanno portato all'arresto dell'inventore di Wikileaks e qualche opinione su cosa deciderà l'Inghilterra

di Maurizio Sacchi L’arresto a Londra di Julian Assange è stato riportato con abbondanza ...

Chi è il nuovo inviato speciale in Libia

Il diplomatico algerino Ramtane Lamamra è il quinto rappresentante Onu a Tangeri

Il diplomatico algerino Ramtane Lamamra è stato scelto segretario generale dell’Onu Antonio Guterres come ...

L’affare delle pillole dei combattenti

di Tommaso Andreatta La Guardia di finanza e l’Ufficio antifrode della Dogana nel porto ...