Salute vs Guerra: un’iniziativa internazionale

La petizione dell'International Peace Bureau che chiede di investire in sanità e non in armamenti

Vi proponiamo la lettura di questa petizione internazionale dell’International Peace Bureau che chiede di investire in salute non in guerre, un argomento sensibile da sempre ma mai come ora attuale

Investire in salute non in guerra

Noi, i firmatari di questa petizione, lanciamo un Appello ai Capi di Stato che si riuniranno nell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite. Riducete in maniera significativa le spese militari e riallocate quei fondi a favore dei vostri servizi sanitari nazionali, e di altri capitoli di spesa sociale e ambientale.
Le firme raccolte verranno consegnate ai partecipanti all’Assemblea Generale delle Nazioni Unite il primo giorno della prossima sessione, fissata per il 15 settembre 2020.
Sistemi sanitari in crisi
Insieme all’International Peace Bureau (IPB), la più antica organizzazione per la pace del mondo e vincitrice del premio Nobel per la Pace, abbiamo visto in queste settimane di pandemia le conseguenze delle decisioni politiche irresponsabili che hanno portato a tagliare in maniera massiccia gli stanziamenti per il settore della sanità in quasi tutti i paesi. In tutto il mondo i servizi sanitari sono sotto stress, sono stati spinti ai limiti delle loro capacità. Abbiamo visto eroici medici, infermieri e personale ospedaliero lottare in prima linea, sottoposti a condizioni di stress eccezionali. L’emergenza Coronavirus ha messo a nudo la fragilità delle nostre società: un mondo ostaggio della finanziarizzazione dell’economia, del potere occulto degli azionisti delle multinazionali, di drastiche politiche di austerità che hanno indebolito le nostre capacità di difendere il bene comune. Abbiamo visto che le nostre fragilità hanno esposto la vita di moltissime persone in tutto il pianeta a un pericolo reale e immediato.
In molti paesi, per paura di perdere il posto e il reddito, i lavoratori si sentono obbligati ad andare a lavorare anche se malati. Gli anziani, più vulnerabili e bisognosi di assistenza, anziché essere protetti sono stati abbandonati. Il virus colpisce con più violenza i più deboli. Le privatizzazioni, i provvedimenti di austerità e il sistema neoliberista hanno ridotto i servizi sanitari locali, regionali e nazionali sull’orlo del collasso.
Già possiamo imparare alcune elezioni per il futuro. L’assistenza sanitaria è un diritto umano per i giovani e per gli anziani, per tutte le persone in ogni parte del mondo. Il sistema sanitario non deve mai subire tagli o essere subordinato alla ricerca del profitto per mezzo della privatizzazione.
Serve un contratto sociale globale
L’ILO riferisce che le conseguenze sul mercato di lavoro saranno molto più drammatiche della crisi finanziaria nel 2008. Il reddito dei 2 miliardi di persone che si guadagnano da vivere nell’economia informale già nel primo mese della crisi si era dimezzato. Si possono ipotizzare 195 milioni occupati in meno. I “working poor”, cioè coloro che pur avendo un’occupazione rimangono sotto la soglia della povertà, aumenteranno in maniera significativa, fino a 35 milioni di persone in più.
Sosteniamo le richieste del movimento sindacale globale e locale che chiede con forza un nuovo contratto sociale. Sosteniamo la loro rivendicazione di provvedimenti e risorse economiche per proteggere l’occupazione, i redditi, i servizi pubblici e il welfare.
Il disarmo deve diventare la priorità
il mondo spende più di 1.900 miliardi di dollari ogni anno per le spese militari e sono già stati stanziati 1000 miliardi di dollari per la costruzione di nuove armi nucleari nell’arco dei prossimi vent’anni.
Il mondo deve cambiare. La militarizzazione è la strada sbagliata: alimenta le tensioni esistenti, rendendo sempre più possibili conflitti e guerre. Aggrava le tensioni nucleari già alle stelle.
I leader mondiali devono mettere la pace e il disarmo al centro delle proprie politiche, e devono sviluppare una nuova agenda per il disarmo che comprenda anche la messa al bando delle armi nucleari. Ribadiamo il nostro appello a tutti i governi affinché aderiscano al Trattato per la Proibizione delle Armi Nucleari (TPNW).
Il disarmo ci fornirà i mezzi per realizzare una grande trasformazione delle nostre economie, per garantire politiche che garantiscono i diritti degli esseri umani e non politiche che perseguono i profitti. Vogliamo costruire economie in cui le sfide ecologiche possano trovare soluzioni e l’obiettivo globale sia la giustizia sociale.
Con il disarmo, con la realizzazione degli Obiettivi di Sviluppo del Millennio (SDG), con un nuovo contratto sociale globale e un New Green Peace Deal, saremmo in grado di affrontare anche le minacce di una pandemia come il Coronavirus.
Lanciamo un Appello ai leader mondiali che si riuniranno nell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, a settembre 2020, affinché agiscano a favore di una cultura di pace. Un percorso di pace richiede l’elaborazione di una strategia globale, di un contratto sociale per tutti i lavoratori, e di una cooperazione internazionale capace di garantire il rispetto dei diritti di tutti gli esseri umani. Sarà la solidarietà umana del 21mo secolo, una solidarietà per e con i popoli del mondo.

Per firmare vai al sito dell’Ipb

(Red/Est)

 

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