Thailandia, la scommessa di Pita

Il leader del Partito Move Forward,  progressista e poco indulgente con la Corona, ieri in Parlamento ha perso il primo round per la nomina a premier. Ma non molla

“Lo accetto ma non mi arrendo”, ha detto Pita Limjaroenrat il leader del Partito Move Forward, organizzazione progressista e poco indulgente con la blindata monarchia costituzionale siamese, che ieri in Parlamento ha perso la prima battaglia per la nomina a premier. Ha ottenuto 324 voti a suo favore, 182 voti contrari e 199 astenuti e dunque gli sono mancati 51 voti. Ma ci sono segnali importanti: 13 senatori hanno votato per lui e una trentina non erano in aula. Che ci sia qualche crepa nel Senato è un indizio incoraggiante. Questi i conti: a Camere riunite, Pita sapeva di poter contare su una coalizione di otto partiti che gli potevano garantire 312 voti ma gliene servivano 375 perché ai 500 della Camera bassa si sommano i 250 voti del Senato che è di nomina militare e quindi alleato del premier uscente Prayut Chan-O-Cha (in totale i votanti sono in realtà 749).

Che 13 senatori di nomina governativa abbiano però votato per Pita dice dunque che i giochi sono ancora tutti da fare e che la presenza di quei trenta senatori mancanti potrebbero fare la differenza. Insomma, tra astensioni, alleanze, tiratori scelti e ripensamenti, si possano trovare quei 51 voti che mancano all’appello. La strada comunque è in salita anche per due denunce che la Corte costituzionale ha appena accolto e che potrebbero squalificarlo anche se questa volta non sarà così facile come in passato è avvenuto per altri. Dietro il partito di Pita ci sono migliaia di giovani tailandesi che vogliono cambiare registro e modificare una democrazia blindata con l’uniforme nell’armadio. Le proteste che per almeno tre anni hanno invase le piazze sono di monito e dunque i giochi restano aperti.

I prossimi due round per la scelta del premier saranno il 19 e il 20 luglio come ha deciso il presidente del Parlamento Wan Muhamad Noor Matha (è lo speaker della Camera bassa). Meno di una settimana dunque per ribaltare i giochi e anche per decidere se, in entrambi i casi, sarà sempre Pita a ricandidarsi o se la coalizione non vorrà provare a presentare una figura meno nell’occhio del ciclone.

(Red/E.G.)

In copertina, Pita durante un comizio notturno

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