Ucraina: il passaggio di detenuti e prigionieri

Un conflitto che dura ormai da quattro anni quello tra l’Ucraina e le forze filorusse, sostenute attivamente dalla Russia.

E come al solito ogni conflitto porta con sé numeri, numeri di morte. Ad oggi sono oltre 10.300 le vittime della guerra e oltre 23mila i feriti che ha superato in durata quella bosniaca (1992-1995). Ai numeri di guerra si aggiungono altri elementi da non sottovalutare: la drammatica situazione degli sfollati interni, il grave stato della libertà d’espressione in Crimea dall’annessione della Russia nel 2014 e le pressioni sugli organi d’informazione.

Ma se rimangono molti sono i passi da compiere nella direzione della pace, il 27 dicembre qualcosa si è mosso: le autorità ucraine e i separatisti filorussi hanno provveduto allo scambio di prigionieri. Lo scambio, il più consistente dall’inizio del conflitto, rappresenta secondo gli osservatori, il segnale di un progresso concreto nell’applicazione del trattato di pace siglato a Minsk nel 2015 tramite la mediazione di Francia e Germania.

L’accordo prevedeva un passaggio di prigionieri, ma le parti erano state in grado di ‘scambiarsi’ finora solo pochissime persone.

I separatisti delle autoproclamatesi Repubbliche di Luhansk e Donetsk hanno consegnato ora 74 prigionieri, e hanno ricevuto dall’Ucraina 237 persone, contro le previste 306.

I detenuti, alcuni in carcere da oltre un anno, sono per la maggiorparte attivisti e blogger accusati di spionaggio o tradimento. I leader separatisti e il governo ucraino hanno raggiungo un accordo anche grazie all’intervento della Chiesa ortodossa.

Ma gli ‘scambi’ non finiscono qui. Sono infatti da subito iniziati nuovi negoziati sullo scambio di prigionieri tra l’Ucraina e le autorità dei territori fuori dal controllo di Kiev nelle regioni di Donetsk e Luhansk.

I Servizi di Sicurezza dell’ucraina hanno riferito che al momento 103 sono le persone ancora in prigionia nei territori occupati delle regioni di Luhansk e Donetsk mentre sarebbero decine quelle che si trovano nella Federazione Russa.

Tags:

Ads

You May Also Like

Arriva il “nuovo” nucleare

di Andrea Tomasi  Nel maggio scorso il presidente degli Stati Uniti ha visitato Hiroshima, ...

Bavaglio a social e internet in Etiopia

Bavaglio alle opposizioni con il blocco ai social media e ai siti di informazione. ...

Proteste cattoliche ma Kabila non si muove

di Tommaso Andreatta Il Congo non riesce a liberarsi del suo presidente. Joseph Kabila, ...