Il conflitto per gli ucraini non è mai finito

Dal 2014 la popolazione civile in Ucraina soffre le conseguenze di una guerra che promette solo di diventare più cruenta

Di Sara Gorelli, L’Osservatorio – Centro di Ricerca sulle Vittime Civili dei Conflitti

Mentre corre la notizia che le truppe russe hanno dato il via alle operazioni militari in Ucraina, è bene ricordare che per i civili residenti nella regione orientale del paese la guerra è iniziata nel 2014 e non è mai finita. Anzi, dati alla mano, la situazione può solo peggiorare.

Fino alla settimana scorsa il numero delle vittime dirette del conflitto (morti e feriti per causa di guerra) era relativamente basso, anche se quello delle persone indirettamente colpite fosse considerevole: un totale di circa 2.5 milioni di persone, tra residenti nelle regioni di confine e dispersi internamente (IDPs). Di questi, 1.8 è raggiunto dalle operazioni umanitarie delle organizzazioni internazionali.

Vittime civili del conflitto (dati aggiornati al 7 febbraio 2022)

A oggi, secondo i dati ufficiali dell’OCHA, l’Ufficio delle Nazioni Unite per gli Affari Umanitari, dall’inizio del conflitto nel 2014 fino al 31 dicembre 2021 i morti sono 3,106, mentre i feriti o mutilati oltre 7.000.

L’OCHA riporta che dal 1 gennaio al 31 dicembre 2021 le vittime dirette per cause collegate al conflitto sono state 110 (25 morti e 85 feriti). I primi sei mesi del 2021 hanno registrato un sensibile decremento delle vittime rispetto all’anno precedente. Questo trend, purtroppo, ha subito una spinta inversa a partire da agosto 2021, con il nuovo acuirsi della situazione. Nel 2021 le vittime degli scontri militari veri e propri sono state 44.

Almeno fino ad oggi, in Ucraina si continuava a morire principalmente per la  presenza di mine e di ordigni bellici inesplosi, che rappresentavano la causa di danno ai civili nel 53% dei casi e hanno reso il paese il quarto paese più minato al mondo nel 2020 secondo il Land Mine Monitor Report.

Sofferenze indirette

Nel 2021 i civili nelle zone orientali dell’Ucraina raggiunte dagli aiuti umanitari internazionali sul piano WASH (Water – Sanitation – Hygien) rappresentavano circa il 33% del totale dei residenti locali.

Il conflitto tra unionisti e separatisti ha creato complicazioni nel sistema di gestione delle reti idriche, perché la maggior parte delle infrastruttre chiave del sistema idrico è situato intorno alle linee di confine. Dal 2017 queste infrastrutture locali sono state oggetto di attacchi diretti (quasi 400), che ne hanno pregiudicato il funzionamento. Ad oggi, il 33% della popolazione civile residente vicino alla cosiddetta “linea di contatto” ha problemi di approvvigionamento pubblico dell’acqua, mentre il 29% vive senza rete fognaria funzionante ed è a rischio di malattie come il colera.

Dal punto di vista sanitario, la situazione è estremamente grave. Un rapporto lanciato di PAX e della Harward Law School International Human Rights Clinic sul sistema sanitario nelle zone sul confine orientale ha evidenziato che l’impiego massiccio, indiscriminato e incontrollato delle armi esplosive negli scontri del 2014-2015 ha provocato la distruzione diretta del deposito delle ambulanze e delle forniture mediche e farmaceutiche nelle città di Krasnohorivka e di Avdiika, cui dipendono quasi 50.000 persone. 

E nel resto delle città sulla linea di contatto, la situazione non è meno grave. Secondo uno studio di Action on Armed Violence, i bombardamenti hanno danneggiato il sistema sanitario locale al punto che è aumentato del 54% il numero delle morti correlate a malattie facilmente ospedalizzabili, come il diabete, appendicite o, più, semplicemente, ipertensione. Oltre ai danni diretti causati dai bombardamenti a breve e medio raggio, la capacità di risposta del sistema sanitario locale è stata gravemente compromessa anche dalla distruzione delle centrali elettriche che garantiscono il funzionamento delle sale operatorie degli ospedali di quasi due terzi dell’Ucraina orientale.

A otto anni dal conflitto e con una nuova guerra alle porte, in Ucraina orientale si continua a soffrire per le conseguenze dirette e indirette delle ostilità. Ci sono poche speranze, ormai, di una rapida descalation, mentre appare sempre più evidente che la popolazione civile ucraina di tutto il paese ne pagherà il prezzo più alto.

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