Un urlo, una rivolta. Contro l’integralismo omicida

di Raffaele Crocco

Vorrei sentire le voci di tutti.

La voce dei cristiani, con la condanna ferma e senza appello per chiunque uccida chiunque in nome di un dio. La voce dei musulmani, con la medesima condanna. Poi, la voce degli ebrei, dei buddhisti, degli animisti, di chi appartiene ad una qualsiasi fede. Vorrei sentire la voce dei laici, degli atei, degli agnostici, dei menefreghisti. Vorrei sentire il mondo compatto, che si alza e si ribella, che dice basta.

Quello che sta accadendo in Iraq, con degli animali travestiti da guerriglieri di un dio, che massacrano uomini e donne, che distruggono luoghi di culto, non è qualcosa di inevitabile. Quello che sta accadendo, ma accade anche altrove, in nome di altri dei, perché non c’è esclusiva nella crudele e ottusa idiozia degli integralisti, non è un momento normale della storia violenta dell’umanità.

Quello che accade, il massacro di 500mila esseri umani solo perché yazidi e quindi sgraditi al califfo, accade perché lo permettiamo, perché non ci ribelliamo, perché non mettiamo a tacere per sempre, urlando,  ogni stupida e inutile forma di integralismo, religioso e non.

I portatori di verità, gli infallibili, i censori, i messia, stanno uccidendo milioni di donne e uomini nell’indifferenza e nell’opportunismo. I guerriglieri dell’Isis sono armati dai soldi dell’Arabia saudita, che è alleata degli Stati Uniti, che bombardano i guerriglieri dell’Isis. Che gioco è? Che significato ha? Qual è l’interesse vero, che sta dietro tutto questo?

L’Isis che occupa lentamente l’Iraq che avevamo occupato, sta monopolizzando l’attenzione di tutto e di tutti. Guardiamo ai 500mila yazidi in pericolo – e ci mancherebbe non lo facessimo – e non parliamo più della Siria, con i suoi 160mila morti, il tiranno Assad, i due milioni di profughi. Non raccontiamo nulla di Mali, Centrafrica, Nigeria. Rispondete ad una domanda: sono tornate a casa le ragazze rapite? Parliamo meno di Palestina.

Non c’è voce. Non c’è protesta. Certo ci sono le posizioni dei governi. Ma noi, come cittadini, stiamo zitti e lasciamo che tutto accada.

Ribelliamoci, invece. Diventiamo yazidi se sono questi ad essere uccisi, palestinesi se sono loro le vittime, cristiani se sono i perseguitati. Diventiamo tutto per dare a tutto il diritto di esistere. Alla faccia delle bestie nascoste nell’integralismo.

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