Vietnam: cyberguerra agli oppositori

Il sistema di Hanoi per tenere sotto controllo il web

Dal nostro inviato nel Sudest asiatico

In Vietnam un buon sistema di amministrare la politica locale è costituito dal silenzio su quanto accade, anche se oggi è possibile bypassare censure e divieti nei diversi modi che la rete consente di utilizzare. Il caso di Dong Tam in Vietnam è un buon esempio. Alle 4 del mattino del 9 gennaio scorso è stato deciso di fermare le proteste nel villaggio di Hoanh a Dong Tam – 40 km da Hanoi – che da anni scuotono il territorio per le licenze concesse ai militari del vicino aeroporto che si accaparrano i terreni.

Lo scontro è stato duro e sono morti tre poliziotti e il leader del villaggio di 85 anni Le Dinh Kinh. La cosa è passata per lo più inosservata ma in Vietnam ha acceso immediatamente il dibattito sui social. “Le autorità vietnamite hanno intensificato la repressione a livello nazionale, segnata da arresti e censura diffusa sui social media, mentre tentavano di soffocare il dibattito pubblico su questa micidiale disputa sulla terra”, ha scritto in proposito Amnesty International di cui è uscita una ricerca che sostiene che il numero di prigionieri di coscienza ingiustamente incarcerati è aumentato di un terzo: 128, una cifra secondo AI è per difetto e che comprende avvocati, blogger, difensori dei diritti umani, attivisti ambientali e per la democrazia

Tra questi prigionieri di coscienza vi è un numero crescente di persone incarcerate per commenti su piattaforme social come Facebook. Reprimere è infine più facile dal 1 ° gennaio 2019 grazie a una nuova legge restrittiva sulla sicurezza informatica. Le autorità – spiega Human Rights Watch – “bloccano l’accesso ai siti Web e richiedono che social media e società di telecomunicazioni rimuovano i contenuti ritenuti politicamente sensibili entro 24 ore dal ricevimento della richiesta”.

La legge aiuta infine due commando di cyberlotta che rispondono al nome di Du luan vien – o Brigate dell’opinione pubblica, guerriglieri del web sponsorizzati dallo Stato o dal Partito – e Forza 47, unità militare del cyberspazio vietnamita ufficialmente rivelata nel 2017. Conterebbe circa 10mila websegugi e hacker che piazzano spyware e segnalano gli “errori” alla magistratura.

Em. Gio.

In copertina un’immagine tratta dal sito ufficiale del turismo vietnamita

Tags:

Ads

You May Also Like

La prudenza necessaria sulla tregua afgana

Se tutto andrà per il meglio a fine mese sarà firmato l'accordo di pace tra Americani e Talebani. Ma le preoccupazioni  restano su un negoziato nato sotto una cattiva stella

Emanuele Giordana La tregua iniziata in Afghanistan alla mezzanotte di venerdi e che dovrebbe ...

Strage al matrimonio

Un kamikaze minorenne si fa saltare durante una festa di nozze nella provincia di Nangarhar in Afghanistan. Roccaforte dell'autoproclamato Stato islamico

Ennesima strage in Afghanistan al confine col Pakistan. Preso di mira il matrimonio del ...

Disaccordo nucleare

Gli Usa lanciano un ultimatum all'Iran che Teheran considera irricevibile. La guida suprema Khamenei reagisce e l'Europa tenta una mediazione

di Alice Pistolesi Non si tratta solo di nucleare sì o nucleare no. L’accordo ...