Attriti in mare fra Filippine e Cina

Manila ha denunciato Pechino di aver attaccato un convoglio di imbarcazioni di rifornimento, mentre i rapporti tra i due Stati peggiorano

di Maurizio Sacchi

Le Filippine hanno denunciato che la Cina ha attaccato un convoglio di imbarcazioni di rifornimento civili filippine alla Second Thomas Shoal, nelle isole Spratly. Una delle due imbarcazioni che trasportavano provviste sarebbe stata speronata da una nave della guardia costiera cinese, secondo un comunicato della National Task Force delle Filippine occidentali, che ha anche accusato la Cina di aver causato “gravi danni” al motore di un’imbarcazione dopo aver usato cannoni ad acqua. Da parte sua, la Guardia costiera cinese  accusa l’imbarcazione filippina di essersi “deliberatamente scontrata” con la nave cinese dopo aver “ignorato i nostri molteplici avvertimenti”. In un altro punto di attrito marittimo fra Manila e Pechino, un convoglio di imbarcazioni civili che progettava di consegnare regali di Natale e provviste ai pescatori e alle truppe filippine nel Mar Cinese Meridionale ha invertito la rotta, a causa di un “costante inseguimento” da parte delle navi cinesi.

Dopo lo speronamento al largo della Second Thomas Shoal la situazione si è calmata e Manila ha potuto effettuare rifornimenti all’avamposto che ha su decrepita una nave della Seconda guerra mondiale, la Sierra Madre, deliberatamente incagliata sulla barriera corallina nel 1999.Su questo relitto, che si sta sgretolando in mare,  un piccolo contingente di marines filippini  tiene la posizione da quasi 30 anni.  Nel 2016 un tribunale internazionale ha respinto  la rivendicazione della Cina sul 90 percento del Mar Cinese Meridionale, ma Pechino non riconosce la sentenza e negli ultimi anni ha stabilito basi  nelle acque contese.

Finché le relazioni tra Pechino e Manila sono state buone, durante i sei anni dell’ex presidente Rodrigo Duterte, la guardia costiera cinese ha permesso che i rifornimenti alla Sierra Madre andassero avanti. Ma dall’elezione del presidente Ferdinand Marcos Jr, l’anno scorso, la politica estera delle Filippine è cambiata. Il presidente Marcos ha smentito la politica di Duterte di avvicinamento a Pechino, rilanciando l’alleanza con gli Stati Uniti, e protestando contro le incursioni della Cina nelle 200 miglia nautiche della zona economica esclusiva di Manila.

Intanto, su Ayungen Shoal la Sierra Madre si sta sfaldando. Cosa succederà allora? Forse Pechino interverrà e cercherà di prendere il controllo della barriera corallina come ha fatto in altre zone del Mar Cinese Meridionale. A ottobre il presidente americano Joe Biden ha avvertito che gli Stati Uniti difenderanno le Filippine in caso di attacco. Filippine che, proprio prima dell’ultimo incidente, avevano svolto esercitazioni navali congiunte nelle acque contese, con Australia e Stati Uniti.

Perché per Pechino é importante asserire il suo controllo sul Mare Cinese meridionale? La Cina   contesta la potenza americana all’interno dell’arco di penisole e isole che va dal Borneo, passando per Taiwan, fino al Giappone meridionale, così da impedire agli Stati Uniti di stanziare delle forze nelle vicinanze dell’isola, che considera parte integrante del suo territorio; come peraltro riconosciuto da tutti i Paesi che mantengono relazioni ufficiali con il Dragone.  Se la Cina ottiene questo, le forze Usa e degli alleati dovrebbero operare da basi più distanti, e i caccia di quinta generazione come l’F-22/A Raptor e l’F-35 Lightning II Joint Strike Fighter hanno un raggio limitato.

*Foto di Shaafi Ali su Unsplash

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