Canberra vuole più navi nel Pacifico

L’Australia ha presentato un piano decennale per raddoppiare il numero delle principali navi da guerra della sua flotta

Il 20 febbraio l’Australia ha presentato un piano decennale per raddoppiare il numero delle principali navi da guerra della sua flotta da 11 a 26 e aumentare le spese per la difesa di ulteriori 11,1 miliardi di dollari nel periodo. La spesa in totale è attorno ai 35 miliardi di dollari. “Dopo una valutazione approfondita – scrive eurasiantimes in un articolo dal titolo Australia Joins India & Japan To Invest Billions In Boosting Its Navy & Counter Chinese PLA-N Aggression – l’Australia acquisterà 11 nuove fregate. Tre saranno acquistate dall’estero entro la fine del decennio, mentre le restanti otto saranno costruite a livello nazionale nell’Australia occidentale, secondo il recente annuncio del paese.”È la flotta più grande che avremo dalla fine della Seconda Guerra Mondiale”, dice il ministro della Difesa Richard Marles citato dal sito online

Sul rinnovamento della flotta navale australiana che intende più che raddoppiare il numero di navi da guerra, gli analisti – scrive Voice of America – affermano che le riforme aiuteranno a preparare l’esercito per un possibile conflitto armato nella regione dell’Indo-Pacifico e per un crescente disagio a Canberra riguardo alle ambizioni militari e territoriali della Cina. “Un’Australia forte fa affidamento su una marina forte, attrezzata per condurre la diplomazia nella nostra regione, scoraggiare potenziali avversari e difendere i nostri interessi nazionali quando chiamati”, ha affermato il vice ammiraglio del capo della Marina australiana Mark Hammond citato dalla Cnn. “Le dimensioni, la letalità e le capacità della futura flotta da combattimento di superficie garantiscono che la nostra marina sia attrezzata per affrontare le sfide strategiche in evoluzione della nostra regione”.

Cina nel mirino insomma. Lo si capisce anche da un dettaglio di questi giorni – riferito da Bbc per una vicenda legata alla grande fiera di Singapore: la Singapore Airshow è infatti una delle più grandi mostre di aviazione commerciale e militare della regione. I visitatori cinesi presenti ad un’esibizione aerea tedesca hanno detto di essere stati impediti dal poter osservare da vicino un aereo militare Airbus, suscitando le scuse del colosso dell’aviazione. La vicenda è diventata virali sui social media cinesi, attirando critiche nei confronti di Airbus e dell’esercito tedesco proprietario dell’aereo costringendo Airbus a chiedere scusa.

In un video diventato virale si vede una donna che indossa un documento di identità dell’Airbus che chiede a un visitatore cinese la nazionalità. L’uomo – racconta ancora il servizio di Bbc – stava tentando di entrare in un aereo da trasporto Airbus A400M di proprietà della Luftwaffe. La donna gli dice che deve verificare la sua nazionalità “perché si tratta di un aereo tedesco”. Quando lui le dice di essere cinese, lei gli rifiuta immediatamente la visita dicendo che “sono regole tedesche e restrizioni militari”.

In copertina, un naviglio militare ancorato. Nel testo, il sito web della Reale marina australiana

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