Chi ha paura di Lula?

Il ritorno sulla scena dell'ex capo di Stato brasiliano agita i mercati mentre il "Presidente sindacalista" tende la mano al centro

di Maurizio Sacchi

Luiz Inacio Lula da Silva,75 anni, torna sulla scena politica brasiliana, dopo che un giudice ha invalidato le condanne penali contro l’ex Presidente e sindacalista. L’annullamento si basa sul fatto che il tribunale federale della città di Curitiba non aveva giurisdizione sui casi che hanno portato alle  condanne per corruzione, come ha reso noto l’8 marzo il giudice Edson Fachin. I casi contro l’ex presidente non avrebbero dovuto essere giudicati a Curitiba, perché i fatti non hanno legami diretti con lo schema di appropriazione indebita di Petroleo Brasileiro SA (Petrobras).Dal 2014, Petrobras è al centro della più grande indagine anticorruzione del Paese. In tale contesto, secondo Fachin, le cause contro Lula devono essere processate dal tribunale della capitale Brasilia.

Ma gli ostacoli che separano  Lula da una rielezione non finiscono qui. Il Procuratore capo brasiliano prevede di impugnare la decisione di Fachin, dando potenzialmente il via a una lunga battaglia legale. Questo secondo il quotidiano O Globo,che non rivela le fonti di queste indiscrezioni. D’altra parte, Lula, ed essere ineleggibile dalla legge brasiliana, come è successo alle elezioni presidenziali del 2018, dovrebbe essere condannato sia in primo grado che da una corte d’appello.

L’ex Presidente nella conferenza stampa del 10 marzo nella sua sede sindacale di San Paolo, il luogo in cui si è insediato quando l’allora giudice,  e poi ministro della giustizia nel governo Bosonaro, Sergio Moro, ne ordinò l’arresto nel 2018, evita di parlare di candidatura, ma manda un segnale  al centro: “Sono convinto che l’alleanza sarà possibile”. Lula è l’unico dei 10 potenziali candidati del 2022 che hanno superato Bolsonaro in un sondaggio della società i Ipec, pubblicato sul quotidiano O Estado de S.Paulo la scorsa settimana. Secondo il sondaggio, il 50 percento delle 2.002 persone intervistate “voterebbe” o “potrebbe” votare per Lula, contro il 38 per cento di Bolsonaro. Circa il 44 percento degli intervistati ha dichiarato che non voterà mai per Lula, mentre il 56 percento non voterebbe mai per Bolsonaro. La reazione di Jair Bolsonaro è stata di definire Lula un “mascalzone”. Scrivendo su Twitter, il Presidente ha detto: “Amanti della libertà e del bene, noi siamo la maggioranza. Senza una stella del nord e una direttiva, anche le truppe migliori diventano una banda che spara da tutte le parti, compresi gli amici. Non date munizioni al mascalzone, che è momentaneamente libero ma pieno di sensi di colpa.”

L’annuncio del ritorno di Lula sulla scena si è tradotto però in un calo brusco della borsa, solo in parte recuperato il 9 marzo, dopo che il governo in carica ha assicurato che le misure di austerità fiscale sarebbero state mantenute. Mentre Lula gode ancora di grande popolarità per aver sollevato milioni di cittadini dalla povertà, una parte della spiegazione del successo di Bolsonaro alle ultime elezioni si è basato sul concetto che egli sia un simbolo di corruzione e cattiva gestione economica. I quattro governi consecutivi del suo Partito dei Lavoratori si sono conclusi bruscamente nel 2016 con l’impeachment della erede designata di Lula, Dilma Rousseff, investita anch’essa da accuse di clientelismo e corruzione. 

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Nella scheda che vi proponiamo al termine di questo articolo, un riepilogo dei casi legali che hanno contribuito a questa narrazione. Ma per ora le reazioni degli ambienti finanziari a questo ritorno sulla scena sono tutt’altro che favorevoli. 

“Vedo una probabilità dell’80-90% che Lula possa correre (per la presidenza)  entro luglio 2022, che è la scadenza  per iscriversi al tribunale elettorale”, ha dichiarato Debora Santos, analista politica di XP Investimentos. “Siamo in un (…) contesto che favorisce Lula.” Il commento dell’economista non è affatto neutrale, e allude alle preoccupazioni degli investitori. Preoccupazioni basate  sul fatto che l’agenda di riforme economiche  del Paese “potrebbe  deragliare” con l’inizio della campagna elettorale per le elezioni presidenziali del 2022. Malgrado la disastrosa gestione della crisi da Covid-19 da parte di Jair Bolsonaro, e irisultati economici preoccupanti della prima economia dell’America Latina, un ritorno di Lula alla direzione del Brasile viene visto con ostilità dagli ambienti finanziari.

Se Lula fosse in grado di correre di nuovo, il programma di riforme [in senso di taglio della spesa pubblica] sarebbe probabilmente fuori dal tavolo e le prospettive di disciplina fiscale si deterioreranno“, ha dichiarato Brendan McKenna, uno stratega di Wells Fargo & Co. a New York. “I mercati attribuiscono un grande peso all’austerità fiscale quando si tratta del Brasile.”

Eppure i risultati economici del governo Bolsonaro sono tutt’altro che rassicuranti. Il real è sceso dell’11%  solo quest’anno, il peggior risultato  tra le principali valute. Questo anche per la disastrosa gestione della pandemia. Più di 265,000 brasiliani hanno perso la vita a causa del Covid-19. Inoltre, l’epidemia ha portato a nuovi blocchi delle attività produttive e commerciali, e nel tentativo di mantenere il consenso il governo ha di fatto violato gli impegni di riduzione dei costi della spesa pubblica ritenute essenziali dagli investitori, finanziando pacchetti di aiuti di emergenza, ma non sapendo fornire soluzioni di lunga gittata.

In questo contesto può rientrare in corsa Lula. Ma la sua candidatura al voto del prossimo anno dipende da un  sistema giuridico complesso. Per essere ineleggibile, come è successo alle elezioni presidenziali del 2018, dovrebbe essere condannato sia in primo grado che da una corte d’appello.Ma il  Procuratore generale brasiliano parrebbe orientato a impugnare la decisione di Fachin, potenzialmente dando il via a una lunga battaglia legale, secondo quanto riferisce il quotidiano O Globo, senza citare le fonti.

Il ritorno di Lula apre di fatto fin da ora la campagna elettorale.Le elezioni brasiliane del 2022 sono iniziate oggi”, ha dichiarato Thomas Traumann, consulente di ministri e presidenti nei governi passati. “Lula oggi non sarà lo stesso Lula del 2002, portatore di  un messaggio di pace sociale, ma comuque favorevole al mercato. Cercherà vendetta e darà la colpa ai mercati, ai media e ai leader aziendali per la caduta del Partito dei Lavoratori.”

Mentre l’economia brasiliana era in piena espansione durante i primi anni di mandato dell’ex Presidente Lula, avvantaggiata dall’aumento dei prezzi delle materie prime e dai piani di ridistribuzione del reddito, la sua erede politica Rousseff si orientò verso politiche interventiste per frenare artificialmente l’inflazione e abbassare i tassi di interesse. E la corruzione assunse dimensioni preoccupanti. Vediamo qui di seguito i passi più rilevanti del procedimento giudiziario che ha portato all’incarcerazione di Lula.

Nel 2014, il sistema gudiziario brasiliano ha dato inizio all’ Operação Lava Jato (Operazione autolavaggio), con diversi arresti e condanne e sollevando  nove diversi capi d’accusa contro Lula.

Nell’aprile 2015, il ministero pubblico brasiliano ha aperto un’inchiesta sulle accuse di traffico di influenze da parte di Lula, secondo cui tra il 2011 e il 2014 avrebbe fatto pressioni per  far ottenere contratti governativi in Paesi stranieri per la società Odebrecht, inducendo la Banca brasiliana per lo sviluppo a finanziare  progetti in Ghana, Angola, Cuba e Repubblica Dominicana. 

Nel giugno 2015 Marcelo Odebrecht, Presidente di Odebrecht, è stato arrestato con l’accusa di aver pagato 230 milioni di dollari in tangenti a uomini politici vicini a Lula Altri tre dirigenti della società furono arrestati, così come l’amministratore delegato di Andrade Gutierrez, un’ impresa di costruzioni. 

Il 4 marzo 2016, sempre nell’ambito dell'”Operação Lava Jato”, le autorità brasiliane fecero  irruzione in casa di Lula. Dopo il raid, la polizia arrestò Lula per interrogarlo.  Come risultato, lla polizia dichiarò che Lula aveva beneficiato di  tangenti illegali della compagnia petrolifera nazionale Petrobras, per finanziare il suo partito politico e la sua campagna presidenziale. Il procuratore Carlos Fernando dichiarò allora che “I favori a Lula da parte delle grandi società di costruzioni coinvolte nella frode erano molti e difficili da quantificare”. Lula dichiarò che le accuse fossero parte di una persecuzione politica contro di lui e il suo partito.

Il 16 marzo 2016, l’erede politica di Lula, Dilma Rousseff, ha nominato Lula capo di stato maggiore, una posizione paragonabile a quella di primo ministro. Questo lo avrebbe protetto dall’arresto a causa dell’immunità che protegge questa carica. Ma il giudice Gilmar Mendes della Corte federale suprema bloccò la nomina a causa delle indagini federali in corso. 

Nel luglio 2017, Lula è stato condannato con l’accusa di riciclaggio di denaro e  corruzione. Il giudice federale del caso, Sergio Moro, sarebbe poi diventato ministro della Giustizia e della Pubblica sicurezza nel governo di Bolsonaro. I

il 7 aprile 2018  il capo dell’esercito brasiliano, il generale Eduardo Villas Boas, chiede ufficialmente l’arresto di Lula.. L’incarcerazione di Lula portò alla formazione del Movimento Lula Libero

Il 9 giugno 2019, The Intercept ha pubblicato messaggi Telegram trapelati tra il giudice nel caso di Lula, Sérgio Moro, e il procuratore capo dell’Operazione Operação Lava Jato, Deltan Dallagnol, in cui prendevano accordi, per condannare Lula, e impedire la sua candidatura alle elezioni presidenziali del 2018.Il che è poi avvenuto, in base alla legge brasiliana “Stato pulito“. Nel novembre 2019, finalmente, la Corte federale suprema ha stabilito l’illegalità delle incarcerazioni con ricorsi pendenti, e di conseguenza Lula è stato rilasciato dal carcere. 

Fino ai fatti di questi giorni, quando il giudice della Corte Suprema Edson Fachin ha stabilito che tutte le condanne di Lula devono essere annullate perché Lula è stato processato da un tribunale che non aveva giurisdizione adeguata sul suo caso. [La sentenza di Fachin deve ora essere confermata da altri giudici della Corte suprema per avere validità,

La foto di Luis Inacio da Silva (particolare) e’ di Ricardo Stuckert/PR – Agencia Brasil 

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