Disuguaglianza globale

Ventisei miliardari possiedono la stessa ricchezza di 3,8 miliardi di persone. Alcuni dei dati (e delle soluzioni) fornite dal nuovo rapporto Oxfam

Ricchi sempre più ricchi. Poveri sempre più poveri. Puntuale come ogni anno è arrivato il rapporto di Oxfam che analizza lo stato delle disuguaglianze nel mondo. Le disuguaglianze sono, da sempre, per l’Atlante delle Guerre uno dei temi portanti. Perché disuguaglianza economica e assenza di diritti e libertà portano inevitabilmente allo scontro e ad accelerare i fenomeni migratori. La cattiva, anzi, a tratti inesistente, distribuzione della ricchezza è una delle cause più profonde e radicate dell’effetto-guerra e del contrasto sociale.

Come si rileva in “Bene pubblico o ricchezza privata?” 26 individui possiedono la stessa ricchezza di 3,8 miliardi di persone. Erano 43 lo scorso anno. Ma facciamo qualche nome. Secondo la classifica Forbes 2018 al primo posto si piazza Jeff Bezos, il fondatore del colosso e-commerce Amazon. Il suo patrimonio ammonta a 112 miliardi di dollari. Per dare un’idea della quantità di denaro basta pensare che appena l’1 per cento della sua ricchezza equivale a quasi l’intero budget sanitario dell’Etiopia, un Paese con 105 milioni di abitanti. Bezos ha recentemente dichiarato che ha deciso di investire nei viaggi spaziali perché non gli viene in mente un altro modo per spendere i propri soldi. Con un patrimonio netto stimato di 112 miliardi di dollari è stato il primo miliardario a superare la soglia dei 100 miliardi di dollari. Grazie a questo record è riuscito a scalzare dal primo posto Bill Gates, che è stato in cima alla classifica per 18 degli ultimi 24 anni.  Il fondatore di Microsoft, si è dovuto infatti accontentare della medaglia d’argento, con un patrimonio netto di 90 miliardi di dollari. Al terzo posto quello che è considerato il miglior investitore di tutti i tempi, Warren Buffett (84 miliardi). Segue, l’imprenditore francese Bernard Arnault che, anche grazie al suo impero del lusso LVMH, è diventato l’europeo più ricco. Ricchi e maschi. La prima donna in classifica arriva al diciottesimo posto ed è la francese di L’Oreal, Francoise Bettencourt Meyers.

La 32esima classifica dei miliardari di Forbes (qui la lista completa) ha registrato il record di 2.208 miliardari con un patrimonio netto totale di 9,1 trilioni di dollari, in crescita del 18% rispetto al 2017. E se, secondo la Banca Mondiale, negli ultimi decenni c’è stata una riduzione del numero di persone che vivono in estrema povertà (quantificata in 1,90 dollari pro-capite al giorno) la ‘buona’ notizia non si estende a tutti. La situazione è infatti peggiorata nell’Africa sub-sahariana e tuttora, 3,4 miliardi di persone (poco meno di metà della popolazione mondiale) sopravvive con meno di 5,50 dollari al giorno. Cifra che la Banca Mondiale definisce come la soglia di povertà estrema nei Paesi a reddito medio-alto. Per Oxfam tutto questo è il risultato diretto della disuguaglianza e del fatto che da decenni la ricchezza affluisce in misura sproporzionata verso il vertice della piramide sociale.  Secondo il World Inequality Report del 2018, tra il 1980 e il 2016 il 50 per cento più povero dell’umanità ha ricevuto soltanto 12 centesimi per ogni dollaro di incremento del reddito globale, mentre l’1 per cento più ricco si è aggiudicato 27 centesimi.

Ma quanto costa la disuguaglianza? I costi per l’uomo, stimati nel rapporto, sono sconvolgenti: 262 milioni di bambini non potranno andare a scuola, quasi 10mila persone moriranno perché non hanno accesso a cure mediche, 16,4 miliardi di ore di lavoro di cura non retribuito saranno svolti prevalentemente da donne. Se tutto il lavoro di cura non retribuito svolto dalle donne di tutto il mondo fosse fornito da un’azienda, questa avrebbe un volume d’affari annuo di 10mila miliardi di dollari, pari a 43 volte quello di Apple.

Il rapporto di Oxfam promuove anche uno strumento pratico tramite il quale tutti i Paesi possono ridurre la disuguaglianza: la fornitura universale di servizi pubblici gratuiti. Il testo, infatti, analizza il potere che servizi pubblici come istruzione e sanità hanno nella lotta alla povertà, alla disuguaglianza e all’ingiustizia di genere.

Dall’inizio della crisi finanziaria il divario tra ricchi e poveri è andato sempre più aumentando. Il numero di miliardari è quasi raddoppiato. Solo nel 2018 la ricchezza dei miliardari del mondo è aumentata di 900 miliardi di dollari (pari a 2,5 miliardi di dollari al giorno) mentre quella della metà più povera dell’umanità (3,8 miliardi di persone) si è ridotta dell’11 per cento.

E per i ricchi i livelli di imposizione fiscale sono tra i più bassi degli ultimi decenni: la ricchezza è particolarmente sottotassata. Solo 4 centesimi per ogni dollaro di gettito fiscale provengono da imposte patrimoniali. Secondo il rapporto di Oxfam se i governi si sforzassero di raccogliere maggior gettito dai più ricchi contribuirebbero alla riduzione della disuguaglianza.

Per fare un esempio concreto: se facessero pagare all’1 per cento più ricco soltanto lo 0,5 per cento in più di imposte sul proprio patrimonio, otterrebbero un gettito superiore alla somma necessaria per mandare a scuola tutti i 262 milioni di bambini che ancora non vi hanno accesso e fornire assistenza sanitaria in grado di salvare la vita a 3,3 milioni di persone. Ma non solo. I super-ricchi occultano al fisco 7.600 miliardi di dollari e anche le grandi corporation trasferiscono enormi profitti verso paradisi fiscali societari. Questo sottrae ai Paesi in via di sviluppo 170 miliardi di dollari all’anno.

Le disparità si sentono anche sulle aspettative di vita e anche all’interno dello stesso paese. In India, ad esempio, l’aspettativa di vita di una donna della cosiddetta casta inferiore è di 15 anni più breve rispetto a quella di una donna di quella superiore. E ancora in una delle zone più povere di Londra è sei anni più breve che nei quartieri più ricchi, mentre nelle aree più ricche di San Paolo del Brasile l’aspettativa di vita è di 79 anni e in una delle più povere di 54.

Qui il testo completo del rapporto

*L’immagine di copertina e l’infografica nel testo sono tratte dal rapporto di Oxfam “Bene pubblico o ricchezza privata?” 

(Red/Al.Pi.)

 

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