Gaza: le accuse ai protagonisti della guerra

La richiesta di mandato di cattura del Cpi per i leader di Israele e Hamas

Mentre la Corte penale di giustizia si è già espressa, senza che peraltro Israele ne stia tenendo conto, il procuratore capo della Corte penale internazionale ha chiesto alla Camera preliminare del tribunale di emettere mandati di arresto per il primo ministro israeliano Benyamin Netanyahu e il suo ministro della Difesa Yoav Gallant per “crimini di guerra e crimini contro l’umanità” a Gaza a partire dall’8 ottobre 2023. Abbiamo analizzato le implicazioni e le possibili conseguenze con il giurista Pierpaolo Petrelli, professore di diritto internazionale e terrorismo transnazionale presso la O.P. Jindal Global University (India)

di Ambra Visentin

Che cosa vuol dire concretamente la richiesta di mandato di cattura per i leader di Israele e Hamas?

La richiesta di mandato di cattura rappresenta un passaggio cruciale nel tentativo di perseguire i responsabili di gravi crimini internazionali. Questa azione implica una serie di fasi fondamentali che hanno l’obiettivo di garantire che i crimini commessi non restino impuniti e che i responsabili siano portati davanti alla giustizia.

Di cosa sono accusati i leader di Israele?

Pierpaolo Petrelli

Benjamin Netanyahu e Yoav Gallant sono accusati di aver attuato una strategia di assedio e privazione di beni indispensabili per la sopravvivenza dei civili, come cibo, acqua e medicine, causando gravi sofferenze e morti tra la popolazione palestinese nella Striscia di Gaza. Le prove includono testimonianze di sopravvissuti, immagini satellitari che documentano la distruzione delle infrastrutture civili, materiali video e fotografici autenticati, e rapporti di esperti che evidenziano l’impatto devastante di queste azioni.

E i leader di Hamas?

Per i leader di Hamas, come Yahya Sinwar, Mohammed Deif e Ismail Haniyeh, le accuse comprendono crimini di guerra e crimini contro l’umanità, tra cui omicidi, torture, trattamenti crudeli e la presa di ostaggi. Hamas è accusato di aver orchestrato attacchi coordinati e sistematici contro la popolazione civile israeliana, causando centinaia di morti e gravi sofferenze. Le prove contro di loro includono testimonianze oculari, rapporti di organizzazioni non governative, analisi forensi digitali e dichiarazioni pubbliche dei leader di Hamas che dimostrano la loro responsabilità diretta negli attacchi.

Quali sono i prossimi step?

La Camera Preliminare esamina la richiesta del Procuratore e le prove presentate e verifica che ci siano ragionevoli motivi per ritenere che il sospettato abbia commesso i crimini imputati. Una volta emesso il mandato di cattura, la CPI si affida alla cooperazione degli Stati Parte per l’esecuzione dell’arresto. Può anche richiedere l’assistenza di organizzazioni internazionali come l’Interpol per monitorare i movimenti dei sospettati e facilitare l’arresto.

Quanto tempo ci vorrà per la decisione?

Data l’importanza di queste accuse e la pressione internazionale per una risoluzione rapida, è possibile che la Camera Preliminare acceleri il processo di revisione e deliberazione. La decisione di emettere un mandato di cattura per il presidente russo Vladimir Putin, ad esempio, è stata presa in un tempo relativamente breve, considerando la complessità del caso e le implicazioni politiche globali. In totale, dall’inizio della raccolta delle prove fino all’emissione del mandato, sono trascorsi circa 7 mesi.Basandomi sul questo confronto e considerando che la raccolta delle prove nel conflitto israelo-palestinese è già stata completata e che una richiesta formale è stata presentata, è ragionevole aspettarsi che la Camera Preliminare possa prendere una decisione entro 2-3 mesi.

Se Israele non riconosce la CPI l’impianto giuridico regge?

La CPI può esercitare la sua giurisdizione sui crimini commessi sul territorio di uno Stato Parte o da cittadini di uno Stato Parte. Sebbene Israele non sia uno Stato Parte, la Palestina lo è dal 2015. Questo conferisce alla CPI giurisdizione sui crimini commessi nei territori palestinesi occupati, compresa Gaza e la Cisgiordania. Esistono precedenti in cui la CPI ha esercitato la sua giurisdizione su individui di Stati non membri, basandosi sulla giurisdizione territoriale e personale. Il caso della Georgia, dove la CPI ha indagato su crimini commessi da cittadini russi, evidenzia come la Corte possa procedere anche quando lo Stato non è membro. Questo rafforza l’argomentazione secondo cui la giurisdizione territoriale conferita dalla Palestina è sufficiente per procedere contro individui israeliani per crimini commessi nei territori palestinesi occupati.

Abbiamo detto che per eseguire l’arresto la CPI si affida alla cooperazione degli Stati Parte. E’ mai venuta meno?

Nel 2009 e nel 2010, ad esempio, la CPI ha emesso mandati di cattura contro Omar al-Bashir, ex presidente del Sudan, per crimini di guerra, crimini contro l’umanità e genocidio. al-Bashir è riuscito a viaggiare in vari paesi senza essere arrestato. Alcuni Stati Parte, come il Sudafrica, non hanno eseguito il mandato di cattura durante le sue visite, sollevando controversie legali e diplomatiche.  Ci sono altri esempi di difficoltà nell’esecuzione dei mandati di cattura della CPI. Per esempio, il leader libico Muammar Gheddafi e il presidente keniota Uhuru Kenyatta hanno entrambi affrontato mandati di cattura della CPI. Tuttavia, in molti casi, la mancanza di cooperazione internazionale e le considerazioni politiche hanno ostacolato l’arresto e il trasferimento dei sospettati.

Che cosa possiamo aspettarci per quanto riguarda i leader israeliani?

Germania e Norvegia hanno espresso il loro impegno a rispettare gli ordini della CPI, sottolineando la necessità di sostenere il diritto internazionale. Mentre abbiamo visto che l’amministrazione Biden ha comunicato privatamente alla CPI che l’emissione di mandati di cattura contro i leader israeliani sarebbe un errore e ha indicato che non supporta questa azione. Interessante notare inoltre la posizione di Francia ed UK in qualita di Stati Parte. Il governo francese non ha rilasciato dichiarazioni specifiche, preferendo mantenere una posizione diplomatica e attenendosi al rispetto delle procedure legali internazionali. Il Regno Unito ha espresso preoccupazioni riguardo ai mandati di cattura, sottolineando che tali azioni potrebbero non aiutare a raggiungere un cessate il fuoco sostenibile a Gaza. Il governo britannico ha affermato che non riconosce la giurisdizione della CPI in questo caso, dato che non riconosce la Palestina come stato.

I mandati d’arresto rischiano di portare ad un’escalation del conflitto?

Secondo alcuni, l’arresto di leader di alto profilo potrebbe innescare una reazione a catena di violenza e instabilità, che rischia di compromettere gli sforzi di pace e aumentare la sofferenza dei civili. Tuttavia, l’impunità perpetua è anch’essa una minaccia alla pace duratura. Senza responsabilità per i crimini gravi, le cicatrici del conflitto continueranno a infiammare le tensioni. I processi di pace che ignorano la giustizia per le vittime non possono essere veramente sostenibili. La comunità internazionale deve bilanciare gli sforzi diplomatici con il sostegno alla giustizia internazionale per costruire una pace che sia giusta e duratura.

In copertina, immagine di  Sabira Dewji da Shutterstock

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