Italia/Egitto: fare affari col nemico

Vendere armamenti al Cairo non è solo eticamente riprovevole ma va contro ogni logica di buon senso. La società civile italiana chiede lo stop delle vendite al Paese di al-Sisi

Nel video riprodotto qua sotto vengono elencati da Amnesty i motivi per cui diverse associazioni della società civile italiana chiedono al Governo di bloccare qualsiasi ipotesi di nuove forniture militari all’Egitto di al-Sisi e a deputati e Senatori di pretendere un dibattito aperto e chiaro in Parlamento su questa ipotesi di “contratto armato” che tocca anche nodi  della politica estera e di difesa dell’Italia. E’ il  punto che noi vogliamo sottolineare: Il Cairo è infatti, seppur indirettamente, in guerra col nostro Paese. L’Egitto, non solo è responsabile della morte di Giulio Regeni e dell’imprigionamento di Patrik Zaky; non solo incarcera i dissidenti locali e i giornalisti anche stranieri (un reporter  di Al Jazeera è in prigione da tre anni); non solo è un Paese sulla lista di chi più viola i diritti umani ma sostiene il maresciallo Haftar attualmente impegnato a combattere (seppur in difficoltà) col governo di Tripoli, riconosciuto dall’Onu e dall’Italia.

Che il governo di Serraj non sia il governo migliore del mondo è un fatto, ma il suo riconoscimento è un fatto altrettanto certo. La differenza è solo sul terreno dove non abbiamo soldati (ma agenti della sicurezza si). Fare affari con l’Egitto è fare affari col nemico e fare affari col nemico non è solo eticamente riprovevole ma va contro ogni logica di buon senso.

Diverse e autorevoli fonti di stampa internazionale e nazionale hanno riportato la notizia di trattative tra Roma e Il Cairo – scrivono in un comunicato Amnesty, Rete Disarmo e Rete della Pace – riguardo ad un “maxi-contratto”, definito “la commessa del secolo. Da fonti trapelate a mezzo stampa, si tratta di due fregate multiruolo Fremm costruite per la marina miliare italiana ed ora destinate all’Egitto (la Spartaco Schergat e la Emilio Bianchi, del valore di 1,2 miliardi di euro), di altre quattro fregate, 20 pattugliatori (che potrebbero essere costruiti nei cantieri egiziani), di 24 caccia multiruolo Eurofighter e altrettanti aerei addestratori M346. Sempre secondo quanto riportato dalla stampa italiana ed estera, l’esportazione delle due fregate sarebbe già stata autorizzata dal governo”.

In copertina: stretta di mano foto di Toa Heftiba (Unsplash). Nella scheda, l’export italiano riassunto da un comunicato odierno di Archivio DisarmoNell’immagine interna il varo di nave Spartaco Schergat in una clip della marina militare

(Red/Int)

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