Servizio civile: una proposta

Il Forum trentino per la pace e i diritti umani scrive alla Provincia di Trento sulla rimodulazione del bilancio

Riceviamo e volentieri pubblichiamo questa lettera del Forum trentino per la pace e i diritti umani

Alla cortese attenzione
dott. Mirko Bisesti
Assessore all’istruzione, università e cultura
Provincia autonoma di Trento
Sede
Gentile Assessore Mirko Bisesti,
con la presente a nome del Forum Trentino per la pace e i diritti umani (di seguito Forumpace) vorrei porre alla sua attenzione il tema del Servizio Civile Universale Provinciale.

In questi giorni ho appreso che, a seguito della rimodulazione del bilancio provinciale causata dall’emergenza sanitaria in atto, i progetti di servizio civile che avrebbero dovuto cominciare a giugno e a settembre non hanno i necessari finanziamenti e quindi non verranno avviati.

Mi permetto, in qualità di Presidente di un organismo “consulente” della Giunta e del Consiglio Provinciale, di formulare una riflessione e una relativa proposta su questo settore, le politiche giovanili, che è di nostra pertinenza e di assoluta importanza.

Da sempre come Forumpace riteniamo che il Servizio Civile, sia in precedenza nella sua forma di alternativa al sistema militare che ora come importante momento civico, garantista alle ragazze e ai ragazzi che lo praticano un momento di fondamentale importanza per la loro crescita come cittadini consapevoli e responsabili e doni quindi una rilevante impronta nella loro formazione, anche professionale. A maggiore ragione in un momento come quello attuale in cui i pilastri della nostra società sono messi a dura prova dalla pandemia, il contributo al mantenimento di una civile convivenza può passare anche attraverso i molti progetti di servizio civile messi in campo da istituzioni, associazioni, enti che, grazie alle splendide energie di questi giovani, contribuiscono a sostenere la vitalità dei nostri territori.

Credo quindi importante che si continui a garantire sostegno a questi progetti che, come già ribadito recentemente dalla Consulta provinciale del Servizio Civile, andrebbero ritarati in base alla situazione emergenziale per garantire la sicurezza e la salute dei ragazzi e degli utenti delle loro attività.

Capisco che l’emergenza sanitaria richieda un ripensamento globale degli investimenti provinciali ma proprio per il momento che viviamo ritengo che il Servizio Civile Universale Provinciale non solo debba essere garantito nei suoi progetti ma addirittura rafforzato. I progetti seguiti in questi anni da migliaia di ragazze e ragazzi in Trentino riguardano temi fondamentali come la sostenibilità ambientale, l’assistenza ai bisognosi, la solidarietà, l’attivazione di processi di coesione sociale e l’aiuto diretto nei nostri territori locali.

E al di là dell’aiuto alla nostra società e dell’aspetto di crescita personale per questi ragazzi, tema quest’ultimo sul quale il Forumpace da anni collabora con l’ufficio del servizio civile nella loro formazione, vorrei sottolineare che anche attraverso questa attività si porta un prezioso aiuto economico alla nostra comunità. Ogni mese per la loro attività questi ragazzi ricevono infatti 600 euro netti. In un momento in cui si parla di aiutare le nostre famiglie con contributi “di sussistenza” credo che non vada sottovalutato il contributo economico diretto dato da questi ragazzi attivi nel loro territorio e non passivi sul divano di casa.

Per questi motivi mi associo alle richieste della già citata Consulta provinciale del servizio civile nel chiedere di avviare una seria riflessione che coinvolga necessariamente anche gli enti del servizio civile.

Da qualche anno il Servizio Civile viene definito universale. Addirittura prima della fase emergenziale si era avviato in tutta Italia una discussione sulla necessità di renderlo obbligatorio. Universale, non è termine da poco e perché universale lo sia davvero, significa che tutti coloro che lo desiderano lo possano svolgere pienamente.

Per garantire questo diritto/dovere di cittadinanza attiva universale nato per servire la patria (art. 52 della Costituzione) in alternativa al servizio militare urge sicuramente un ripensamento globale dei nostri investimenti sia locali che nazionali. Anche se non di pertinenza provinciale non posso non citare infatti che, a fronte di questa situazione di stallo del sistema del servizio civile (ancora più drammatica nelle altre regioni italiane dove l’istituzione locale spesso non supporta questo importante presidio territoriale) invece i fondi per armi e strutture militari rimangono cospicui, intoccati e in aumento.
Ringraziando, si inviano cordiali saluti.
dott. Massimiliano Pilati
Presidente del Forum trentino
per la pace e i diritti umani

L’immagine di copertina è tratta da Antenne di pace un’associazione di volontariato attiva nel campo di interventi civili di pace italiani

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