Sud Africa, morti nelle proteste a sostegno di Zuma

Oltre 70 le  vittime e centinaia di arresti durante gli scontri tra esercito e manifestanti che sostengono l'ex Presidente appena arrestato

Sale il bilancio delle vittime degli scontri in Sud Africa, iniziati dopo l’arresto dell’ex presidente Jacob Zuma. Per contenere la protesta è stato schierato l’esercito. A ieri pomeriggio erano, secondo quanto annunciato il governatore della provincia di KwaZulu-Natal, Sihle Zikalala in una conferenza stampa, erano 32 le vittime mentre alcune centinaia di persone sono state arrestate. Oggi il bilancio dei morti è già salito a oltre 70.

Gli scontri più duri si sono verificati nella provincia di Gauteng (quella di Johannesburg) e nella provincia di KwaZulu-Natal, di cui è originario Zuma. In diverse aree ci sono stati saccheggi e rivolte che hanno bloccato strade e quartieri, sono state costruite barricate e sono state usate armi da fuoco contro la polizia.

Il Presidente Cyril Ramaphosa ha condannato l’accaduto. “Ci sono molti sudafricani – ha detto – che in questo momento non condividono l’arresto di Zuma ma non si possono tollerare azioni di violenza e di distruzione che influiscono negativamente sui diritti degli altri”. “La situazione attuale è motivo di preoccupazione per tutti quanti. Non ci devono essere divisioni etniche. I disordini devono essere condannati da tutti i sudafricani perché siamo una nazione impegnata nella lotta al razzismo.”

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Perché la protesta

Jacob Zuma, presidente dal 2009 al 2018, è stato condannato a 15 mesi di carcere dalla Corte costituzionale per essersi rifiutato di comparire davanti alla commissione d’inchiesta anti-corruzione che indaga su presunte frodi compiute sotto il suo mandato presidenziale e che coinvolgono l’acquisto di una partita di armi dell’azienda francese Thales.

Il 79enne resta è una figura molto popolare nel paese e un punto di riferimento per molti. Chi è sceso in piazza in suo sostegno crede che che i suoi diritti costituzionali siano stati violati. Zuma fu imprigionato per 10 anni nel 1963 per aver combattuto il sistema razzista dell’apartheid e fu mandato in esilio nel 1975 per diventare il capo delle spie dell’African National Congress (Anc), prima di tornare trionfalmente in Sud Africa nel 1990.

Per Zuma questo non è il primo processo. La Bbc riporta un elenco cronologico dei problemi legati dell’ex Presidente.

  • 2005: accusato di stupro di un amico di famiglia – assolto nel 2006
  • 2005: accusato di corruzione per un affare di armi multimiliardario del 1999 – accuse cadute poco prima che diventasse presidente nel 2009
  • 2016: accusato di 18 capi di corruzione. Ha fatto appello
  • 2016: la Corte decide che ha violato il giuramento utilizzando denaro del governo per ristrutturare la casa privata a Nkandla. Ha rimborsato i soldi
  • 2017: Il procuratore ha detto che dovrebbe nominare un’inchiesta per aver approfittato della relazione con la ricca famiglia Gupta. Nega le accuse, così come i Gupta
  • 2018: Zuma approva l’inchiesta sulle denunce di saccheggio di stato
  • 2018: La Procura nazionale conferma che Zuma sarà processato per 12 accuse di frode, una di racket, due di corruzione e una di riciclaggio di denaro, relative all’affare di armi, che lui nega
  • 2021: inizia una pena detentiva di 15 mesi dopo che la Corte costituzionale ha ordinato il suo arresto per essersi rifiutato di testimoniare alla commissione in saccheggio di stato

*In copertina un fermo immagine del video di Euronews

(Red/Al.Pi.)

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