Una barca in più nel Mediterraneo

Atlante delle guerre e dei conflitti del Mondo aderisce alla campagna di sostegno e raccolta fondi di ResQ per mettere in mare un’altra nave che sostenga donne, uomini e bambini costretti a spostarsi da situazioni drammatiche o che vogliono inseguire il proprio sogno, com'è loro diritto

Poiché la morte in mare oggi è più attuale che mai, e le navi nel Mediterraneo sono troppo poche, Atlante delle guerre e dei conflitti del Mondo aderisce alla campagna di sostegno e raccolta fondi di ResQ per mettere in mare un’altra nave che possa aiutare donne, uomini e bambini costretti a spostarsi da situazioni drammatiche o che vogliono inseguire il proprio sogno, com’è loro diritto. Scegliamo di aggiungere una nave alla flotta umanitaria, oggi del tutto insufficiente e spesso ostacolata. Per aderire o sostenere ResQ clicca qui

di Raffaele Crocco

Il tema dei migranti, delle migrazioni è centrale per capire cosa accade. E’ la cartina tornasole dei livelli di disuguaglianza, ingiustizia, cattiva distribuzione del reddito e dei diritti che le donne e gli uomini del Pianeta vivono. Sono temi centrali nella meccanica della guerra e, quindi, nella costruzione della pace. Oggi, però, essere in mare per salvare vite, mettere in mare una nave che abbia questo compito, è fondamentale non tanto per affrontare il tema dei migranti, quanto per riscoprire la nostra umanità. Non salvare vite, rifiutarsi di farlo, lasciare morire migliaia di persone pensando sia giusto per difendere confini o presunti diritti, è perverso, sbagliato, disumano. Far morire le persone non ha nessun legame politico o ideale con l’affrontare il tema delle migrazioni. E’ semplicemente un atto criminale che va fermato.

Una nave, da questo punto di vista, serve. Una nave, una nave in più nel Mediterraneo, può diventare un’isola su cui far crescere la vita di chi cerca una vita – strappandolo alla morte – e dove coltivare la nostra voglia di creare una umanità migliore. Bisogna essere precisi in questa storia. Bisogna smetterla di raccontare bugie e di essere ipocriti. Salvare la vita di chi è in mare, perché sta fuggendo dalla propria miseria, da una guerra, dalle più varie ingiustizie, non significa essere a favore o contro le migrazioni. Significa semplicemente essere dalla parte di chi ritiene che la vita di un essere umano, di qualsiasi essere umano, valga più di ogni cosa.

La questione delle migrazioni, della grande ingiustizia di un Mondo spaccato fra chi ha molto e chi non ha nulla, si gioca su altri tavoli. Le migrazioni andrebbero fermate non per difendere confini, costumi e interessi. Andrebbero fermate, innanzitutto, perché ogni essere umano deve avere il diritto di vivere e prosperare nella propria terra, nel proprio mondo. Poi, perché farlo, fermarle creando un modo più giusto ed equilibrato, ci conviene. Ci conviene economicamente, perché un mercato largo, aperto e planetario consentirebbe una miglior produzione e distribuzione delle merci prodotte, cosa questa che farebbe lavorare le nostre industrie. Ci conviene politicamente, perché abbassare i livelli di tensione significa ridurre i pericoli – ad esempio il terrorismo -, le tensioni e le dispute, con una più facile e libera circolazione di persone, idee e cose.

I migranti sono la miope conseguenza del nostro fallimento. Una miopia che è atroce, non perché razzista o xenofoba, ma perché banalmente stupida. Nel Mondo, oggi, l’1% più ricco della popolazione ha più del doppio della ricchezza netta posseduta da 6,9 miliardi di persone. I 2.153 miliardari censiti hanno più ricchezza di 4,6 miliardi di persone e il patrimonio delle 22 persone più facoltose del Pianeta è superiore alla ricchezza di tutte le donne africane messe assieme.

Se questo non vi basta, si può aggiungere che ogni giorno, nel Mondo, 10mila persone muoiono,perché non sono in grado di accedere a cure mediche adeguate a causa della loro povertà. In 137 Paesi ad economia instabile, un bambino povero ha il doppio delle probabilità di morire prima dei cinque anni rispetto ad un coetaneo ricco. Ad aumentare le cause di disuguaglianza è poi un fenomeno bizzarro, ma conosciutissimo: l’iniqua distribuzione delle tasse. Nel Mondo, chi meno ha, più paga: nei Paesi ricchi, la quota d’imposta per i redditi più alti è crollata dal 62% del 1970 al 38% attuale.

Queste sono alcune – solo alcune, perché ci sono anche le dittature, l’assenza di diritti e democrazia, le 30 guerre in corso – delle ragioni per cui 258milioni di esseri umani sono migranti. L’Onu ci spiega che nel 2000 erano “solo” 173milioni i migranti planetari. Un mare di persone in movimento, con un solo obiettivo: vivere. Risolvere il problema è teoricamente semplice: bisogna mutare le regole, distribuire in modo più equo risorse e ricchezza, impedire l’accumulo di ricchezze spropositate e inutili, perché totalmente improduttive. Bisogna lavorare – come comunità internazionale – alla costruzione di mercati realmente liberi e connessi, alla pari. Dobbiamo pensare ad un Mondo in cui le forme della democrazia siano prevalenti e i diritti riconosciuti a tutti e da tutti. In questo modo i migranti si fermeranno.

Nell’attesa, resta il Mare Mediterraneo trasformato in un cimitero. Non lo possiamo, non lo dobbiamo accettare. Per questo è meglio mettere n mare una nave con ResQ.

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