Uno sguardo d’autore sull’Argentina

Daniel Rabanal, autore e illustratore, per 9 anni prigioniero della dittatura, commenta la situazione dopo le recenti elezioni

“Fin qui, la storia di Rabanal è quella di un giovane idealista e combattente, con idee politiche segnate dal fuoco, ma ignaro che questa guerra gli avrebbe spezzato il cuore quando ha torturato e assassinato la sua compagna, la militante Marie Anne Erize; che lo avrebbe tenuto in prigione per nove anni; che il suo corpo avrebbe pagato caro questa militanza e che più tardi, molto più tardi, si sarebbe recato in Colombia per allontanarsi da tutto questo, per dimenticare, se volete, perché tanto orrore non può essere tenuto in mano senza essere frantumato”. (Sara Bertrand)

di Maurizio Sacchi

Daniel Rabanal. è un Illustratore argentino – che ha iniziato il suo lavoro in Colombia dopo aver sofferto in prima persona gli orrori della dittatura del suo Paese – è autore di immagini memorabili per album, fumetti e graphic novel. Oggi, insieme alla pluripremiata scrittrice María Teresa Andruetto, fa parte del duo dietro Los ahogados (2017), un romanzo illustrato pubblicato dalla casa editrice colombiana Babel, che speriamo di vedere presto sui nostri scaffali. Dopo 21 anni in Colombia, Daniel Rabanal è tornato nella sua Buenos Aires, dove vive con sua moglie Isabel Cardona, editor, e sua figlia Isabel. Sta lavorando a una graphic novel sulla “Guerra dei 1000 giorni”, che portò alla secessione dell’attuale Panama dalla Colombia. A Daniel Rabanal abbiamo chiesto un punto di vista sull’Argentina di oggi, dopo il voto di mid-term del mese scorso.

Alcuni commenti della stampa internazionale hanno definito incomprensibile la celebrazione del successo del voto da parte del Fronte. Potrebbe aiutarci a capire meglio questo aspetto?

Daniel Rabanal

Non è stata solo la stampa internazionale a bollare come incomprensibile la celebrazione del risultato elettorale da parte del Frente, anche settori del Frente stesso non l’hanno condivisa; infatti l’ultima comunicazione di Cristina Kirchner si riferisce due volte alla “sconfitta” elettorale. In ogni caso, parte della spiegazione potrebbe essere trovata nel fatto che dopo le primarie quello che ci si aspettava nel Fronte era una sconfitta schiacciante, e questo non è quello che è successo, poiché la composizione del Congresso (che è quello per cui le elezioni erano) non è cambiata sostanzialmente. Tuttavia, da un punto di vista strettamente politico, mi è sembrata personalmente una mossa inappropriata, dato che c’erano altri modi di esprimere la gioia per un ritorno di voti che non era stato previsto. L’idea che si debba sempre esprimere “positivismo”, così tipica dell’ideologia di questa fase del capitalismo, non è qualcosa che deve essere replicata dal pensiero “opposto”, per chiamarlo in qualche modo generalizzante. Il governo qui insiste nell’indicare la crescita macroeconomica (quest’anno si prevede una crescita del PIL del 10%) come una svolta quando la microeconomia è disastrosa, e il pensiero critico può essere schiacciato nella società, ma “la gente non mangia il vetro.

Come potrebbero essere i prossimi due anni di governo nella nuova situazione politica?

Sento arrivare due anni molto difficili per il governo. I due fronti (esterno e interno) sono molto complicati. Il fronte esterno, con la questione del FMI al centro, è molto difficile da risolvere. Il debito, come tutti i paesi sanno, è un potente fattore di condizionamento, e ancora di più nei paesi a basso e medio sviluppo. In questo caso particolare ha delle aggravanti. Non solo ha evidenti aspetti illegittimi (sia dal regolamento del FMI che dal modo in cui il prestito è stato gestito qui, confessato dallo stesso Macri) ma era ed è chiaramente impagabile. Quindi può essere intesa solo come una manovra politica per controllare e gestire lo sviluppo politico-economico del paese. Questa situazione era qualcosa che doveva essere condotta con grande fermezza e chiarezza…

Quali prospettive vede in vista delle elezioni presidenziali che seguiranno? Più in generale, come vede il futuro a medio termine dell’Argentina?

Il fronte interno, invece, è estremamente complicato da un livello di povertà vicino al 50%, un’inflazione che quest’anno sarà nell’ordine del 51%, una crescente disuguaglianza e il conseguente deterioramento della struttura sociale. A questo si deve aggiungere il futuro incerto della pandemia, che, nonostante l’alto livello di vaccinazione raggiunto qui, continua ad essere una minaccia.

Nell’immagine di copertina un disegno di Daniel Rabanal

 

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