Venezuela, voto simbolico e sciopero: le mosse dell’opposizione

Uno sciopero generale, un referendum simbolico e l’intermediazione del governo argentino, insieme a quelli di Messico e Colombia.

Questi in estrema sintesi gli aggiornamenti dal Venezuela, da tre mesi in preda alla peggiore crisi politica degli ultimi anni.

Nella giornata di domenica 16 luglio sette milioni le persone che sono andare a votare contro il piano del presidente Nicolás Maduro di istituire una nuova assemblea con il compito di riscrivere la Costituzione. Il referendum, organizzato dalle opposizioni, di valore simbolico, aveva come obiettivo quello di ‘contarsi’. Il 98% degli ‘elettori’ aveva votato contro la proposta di Maduro. La prossima data da tenere sotto osservazione è il 30 luglio, quando il parlamento voterà per approvare l’istituzione dell’assemblea.

Oggi, giovedì 20 luglio, è in corso uno sciopero generale di 24 ore organizzato dalle opposizioni. Uno sciopero generale non si verificava nel Paese dal 2002, e ha ricevuto il sostegno delle camere di commercio, di molti sindacati, delle organizzazioni studentesche e delle società di trasporto.

Il governo di Maduro ha nei giorni scorsi minacciato di sanzionare le aziende che aderiranno allo sciopero. Ovviamente nel Venezuela già allo stremo a causa della povertà dilagante la preoccupazione di molti è che lo sciopero potrebbe aggravare ulteriormente la situazione degli approvvigionamenti di beni di prima necessità del paese.

Le interferenze internazionali intanto non mancano. Pare infatti che il governo argentino, insieme a quelli di Messico e Colombia, stia tentando di trovare una soluzione che potrebbe prevedere un salvocondotto per il presidente Nicolas Maduro se accettasse di dimettersi. Tentativi sono arrivati in questi mesi anche da Cuba, Santa Sede e Stati Uniti.

Contro questi ultimi queste sono state le parole del presidente Maduro:
«Il governo degli Stati Uniti chiede al governo del Venezuela di abbandonare la proposta costituente – ha poi aggiunto – il governo del Venezuela risponde che la proposta del potere costituzionale, sovrano, è già nella mane del popolo che eserciterà il suo diritto il 30 luglio».

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