Lula vs Bolsonaro: aspettando il voto

Fake news sui brogli, violenza, evangelici. E gli Stati Uniti osservano con attenzione il ballottaggio brasiliano delle presidenziali di domenica prossima 

di Maurizio Sacchi

A pochi giorni dal secondo turno del 30 ottobre, la distanza tra Lula e Jair Bolsonaro si è ridotta da otto a cinque punti, secondo un sondaggio Genial/Quaest, che assegna a Lula il 47 percento dei voti, contro il 42 percento di Bolsonaro. Il direttore di Quaest, Felipe Nunes, ha spiegato su Twitter che una volta calcolati tutti i dati “in relazione al gruppo di elettori che con maggiore probabilità si presenteranno il giorno delle votazioni (modello degli elettori probabili), Lula appare con il 52,8 percento dei voti validi contro il 47,2 di Bolsonaro“. Sono state intervistate 2.000 persone dal 16 al 18 ottobre, e secondo Quaest il margine di errore é del 2 percento,  con un livello di affidabilità del 95 percento. Il 5 percento a favore di Lula é confermato anche dall’istituto Datafolha.

Dati gli errori macroscopici dei sondaggi relativi al primo turno, questo 5 percento non dà sicurezza, anche se, per preservare un minimo di credibilità, gli istituti di sondaggio dovrebbero aver aggiustato le previsioni sull’esperienza appena consumata. Ma il testa-a-testa infiamma ancor di più il clima, in un Brasile diviso in due dalle polemiche  Roberto Jefferson, alleato del presidente Jair Bolsonaro, domenica ha lanciato due granate e ha ferito due agenti prima di arrendersi agli agenti di polizia che si erano recati a casa sua nello Stato di Rio de Janeiro per arrestarlo. Un giudice della Corte Suprema aveva ordinato la sua detenzione per aver insultato la Presidente della Corte suprema Cármen Lucía. Era già agli arresti domiciliari per averla minacciata. Jefferson, 69 anni, ex leader del partito PTB, ha anche sparato diversi colpi di fucile, mandando in frantumi il parabrezza di un’auto della polizia.

.A questo clima contribuiscono anche le dichiarazioni di Bolsonaro –“Il sistema è completamente vulnerabile”- sui presunti brogli dovuti al voto elettronico. Il presidente ha dichiarato che le macchine per il voto utilizzate in tutto il Brasile sono aperte ai brogli con strategia simile a quella  di Donald Trump sulle elezioni statunitensi del 2020. Anche in queste elezioni si vota esclusivamente per via elettronica, come avviene dal 1996. Ogni candidato ha un numero e  all’atto del voto gli elettori digitano il numero del candidato scelto in una macchina nei seggi elettorali di tutto il Paese.I voti vengono poi contati dalle macchine e i totali vengono inviati elettronicamente a un ufficio centrale. Qui si sommano i dati locali, e di  solito entro poche ore dalla chiusura dei seggi si sanno i risultati definitivi. Ogni macchina stampa anche una copia cartacea dei totali per ogni candidato. Alla chiusura dei seggi, i risultati vengono esposti pubblicamente e i voti di ogni macchina possono essere confrontati con il totale registrato dal tribunale elettorale.Quest’anno, per la prima volta, queste copie cartacee sono state pubblicate online il giorno del voto del primo turno. Non ci sono invece copie cartacee dei singoli voti.

Il Presidente Bolsonaro ha dichiarato : “Non possiamo avere elezioni dubbie nel 2022. È necessario un conteggio pubblico dei voti”. Già dopo aver vinto le elezioni presidenziali del 2018 aveva affermato che i brogli elettorali lo avevano privato di una vittoria netta al primo turno, che ha vinto con un margine di 17 punti con il 46 percento dei voti. Ma gli studi successivi sulle elezioni del 2018 non hanno trovato alcuna prova di irregolarità. Secondo Bolsonaro  questo sistema pone  un problema di sicurezza, e ha chiesto schede cartacee “stampabili e verificabili” per controllare il sistema elettronico. “È impossibile controllare le elezioni in Brasile“, ha dichiarato il Presidente Bolsonaro a luglio durante un incontro con gli ambasciatori.ed è “facile truccare” le macchine per il voto elettronico alterandone il codice sorgente, ovvero i comandi interni al software di una macchina.

Ma questa affermazione non ha basi tecniche. Le macchine possono recuperare i voti espressi per un riconteggio elettronico. Un controllo di questo tipo è stato effettuato in occasione delle elezioni presidenziali del 2014 e ha concluso che non c’è stato alcun broglio.”Non ci sono prove ragionevoli di frodi in passato, almeno nei grandi audit che sono stati fatti”, afferma il Prof. Marcos Simplicio, che ha partecipato all’audit delle elezioni del 2014. Inoltre, un certo numero di macchine per il voto sono selezionate a caso per essere rimosse dai seggi elettorali per un voto di prova accanto al voto effettivo il giorno stesso delle votazioni. Il loro corretto funzionamento viene verificato attraverso l’inserimento di voti di prova per ciascuno dei candidati, in un processo a cui assistono i rappresentanti dei partiti.

Il voto inserito nell’urna elettronica è protetto da diversi meccanismi. Il software viene sottoposto a diversi test, compresi quelli con esperti e investigatori esterni che cercano di violarne la sicurezza“,  ha detto Julio Valente, segretario per le tecnologie informatiche del tribunale elettorale brasiliano. Prima del primo turno, 20 esperti hanno cercato di penetrare nel sistema senza riuscirci A elezioni concluse, i voti vengono contati da computer situati in una stanza sicura, ma i rappresentanti dei partiti possono monitorare il processo. La diffusiione delle accuse di inaffidabilità del sistema  é avvenuta sui social media, spesso nei gruppi che sostengono il presidente. Secondo un recente sondaggio, un quarto dei sostenitori di Bolsonaro afferma di fidarsi “molto” del sistema elettorale e quasi un terzo non si fida “affatto”.

Circolano  video contenenti informazioni fuorvianti sulle elezioni precedenti. Due video diffusi dopo le elezioni del 2018 mostravano elettori che inserivano il numero di Bolsonaro e ricevevano il messaggio “voto nullo”. Ma il numero di Bolsonaro è stato premuto quando all’elettore è stato chiesto di scegliere un Governatore. E questa é la ragione dell’apparire della scritta “voto nullo”. Gli elettori possono comunque correggere l’errore e premere il numero giusto prima di confermare il voto. Un altro video avrebbe mostrato un uomo che premeva il numero di Bolsonaro e la macchina mostrava invece la foto del suo rivale.Il tribunale elettorale aveva però smentito il video, affermando che era stato modificato. Il video non mostrava i pulsanti della macchina elettorale e lo schermo nello stesso momento, il che significava che immagini diverse potevano essere state montate insieme.

Il ruolo degli evangelici

Un brasiliano su quattro si dichiara  evangelico in Brasile e un recente sondaggio di PoderData ha dichiarato che il 62 percento  degli elettori evangelici è a favore di Bolsonaro, mentre solo il 38 percento appoggia Lula, che ha invece  il sostegno del 51 percento  dei cattolici. Quindi Luiz Inacio Lula da Silva ha bisogno di spostare questo equilibrio, e ha  assicurato ai cristiani evangelici brasiliani che non limiterà le libertà religiose in caso di elezione il 2 ottobre e ne ha elogiato la dedizione ai propri valori. Inoltre, in una lettera aperta agli evangelici brasiliani, Lula ha dichiarato di essere personalmente contrario alla legalizzazione dell’aborto e che il suo governo lascerà che sia il Congresso a decidere in merito.

Il Brasile e gli Stati uniti

“Questa sarà una delle elezioni più intense e drammatiche del XXI secolo“, ha dichiarato l’ex collaboratore di Trump Steve Bannon. E il senatore Patrick Leahy, uno dei democratici più interessati alle elezioni ha detto: ”Le prossime elezioni decideranno il destino della democrazia brasiliana e delle relazioni degli Stati Uniti con il Brasile“. Gli argomenti che più interessano a Washington sono  il commercio, la democrazia, Trump e il cambiamento climatico.Sia gli Usa che il Brasile  hanno subito un enorme numero di morti durante la pandemia e ora devono affrontare livelli di inflazione superiori all’8%.

I due Paesi hanno scambi commerciali nel settore aereonautico, nel  petrolio, ferro e acciaio. Mentre il Brasile è il maggior produttore di soia e arance, seguito dagli Stati Uniti, rispettivamente in seconda e quarta posizione, gli americani sono in vantaggio nella produzione di mais, manzo, tacchino e pollo, con il Brasile in seconda o terza posizione.Nel 2021 il Brasile è diventato il Paese in cui la Cina ha investito di più. Da qui l’interesse per chi prenderà il potere in Brasile. Ma ciò che è diverso questa volta è il numero di funzionari statunitensi che ne parlano pubblicamente e privatamente, mesi prima del voto.

Da quando ha vinto le elezioni nel 2018, Bolsonaro ha lanciato accuse di brogli. Durante la visita nel Regno Unito per partecipare ai funerali della Regina Elisabetta, Bolsonaro ha detto che se avesse ricevuto meno del 60 percento  dei voti “sarebbe successo qualcosa di anormale”, questo malgrado i risultati del primo turno. Alcuni hanno visto nelle sue osservazioni echi delle affermazioni di Donald Trump sui brogli dopo la sconfitta.”Il Brasile e gli Stati Uniti sono l’uno lo specchio dell’altro“, afferma l’ex vicesegretario di Stato americano Thomas Shannon, che è stato anche ambasciatore degli Stati Uniti in Brasile nei primi anni del 2010: “Ciò che accade a una di queste due democrazie accade all’altra“.

Bernie Sanders, Il senatore Leahyie ad altri quattro senatori democratici hanno proposto al senato una risoluzione a sostegno delle istituzioni democratiche in Brasile. E  alla  Camera dei Rappresentanti, i democratici hanno cercato di far passare, senza riuscirci, una misura che sospenderebbe gli aiuti militari al Brasile se l’esercito abbandonasse la sua neutralità.  Nick Zimmerman, consulente senior del Brazil Institute ed ex assistente alla politica estera della Casa Bianca nell’amministrazione Obama, ritiene che il fenomeno vada inserito nella preoccupazione di politica estera internazionale dei Democratici e di alcuni Repubblicani per le minacce globali alla democrazia. “L’ordine democratico multilaterale costruito dopo la Seconda Guerra Mondiale è a rischio come non lo è stato negli ultimi 80 anni. E questo è qualcosa per cui gli Stati Uniti devono combattere”.

È trapelata una conversazione tra il capo della CIA, William Burns, e gli assistenti di Bolsonaro, in cui Burns ha chiesto al presidente brasiliano di smettere di mettere in dubbio le elezioni. Bolsonaro ha negato che queste parole siano state scambiate. “Bolsonaro è un grande eroe per tutti noi“, afferma invece Steve Bannon, l’ultrà di Trump, che vede il Brasile come parte fondamentale di un movimento populista globale. “È al livello di Viktor Orban, come persona che ha difeso la sovranità e la base. Ha gli evangelici e la classe operaia. Se si guarda al Brasile, è molto simile al movimento Maga”[Make America Great Again]”.

In copertina un poster della campagna di Lula. All’interno: Jair Bolsonaro dal suo profilo twitter. Il suo sito personale è stato hackerato e non funziona. Sotto, Trump e Bolsonaro alla Casa Bianca nel 2019: grandi alleati

 

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